Stampa
Categoria: Ambiente
Creato Lunedì, 01 Febbraio 2010

Sensazioni ambientali e percezioni ecologiste, di Annalisa Righi (n°121)

La sensibilità ecologista si è diffusa nell’opinione pubblica attorno agli anni settanta. In quel periodo, dopo l’importante sviluppo economico e tecnologico degli anni sessanta e la conseguente notevole prosperità materiale - produzione di materie plastiche, energia nucleare, elettronica, lo Sputnik, i primi robot, l’allunaggio, ma anche gli esperimenti nucleari di Francia e Cina, il crollo della diga del Vajont, lo straripamento dell’Arno - esce il Rapporto sui limiti dello sviluppo del Club di Roma. Tale rapporto metteva in guardia dall’eccesiva crescita economica, dalla limitatezza delle risorse naturali e dall’incapacità di metabolizzazione dell’inquinamento da parte del pianeta. L’anno dopo – 1973 - si assiste alla guerra del Kippur, all’innalzamento del prezzo del petrolio da parte dell’OPEC (organizzazione fondata nel 1960) e alla conseguente crisi energetica mondiale. In Italia si circola a targhe alterne. Nel luglio del 1976 è il momento della diossina a Seveso.

Accanto ai primi movimenti ambientalisti, le lotte politiche e sociali e i movimenti pacifisti: la legge sul divorzio, l’istituzione dei consultori famigliari, la legge Basaglia, la 194… Erano anni di importanti cambiamenti sociali e di grandi progetti di libertà ed emancipazione.

I ragazzi di quegli anni, uomini del decennio successivo, riproposero la loro coscienza ecologista attorno alla metà degli anni ottanta con i movimenti antinucleari e il partito dei Verdi. Nel 1985 si scoprì il primo buco nell’ozono sopra l’Antartide, nell’aprile del 1986 la nube radioattiva di Chernobyl si propaga su tutta l’Europa, a luglio - in Italia - viene istituito il ministero per l’ambiente. L’anno dopo viene stilato il protocollo di Montreal - entrato in vigore due anni dopo, orientato alla riduzione della produzione e dell’uso delle sostanze che minacciano lo strato di ozono - e i movimenti ecologisti segnano un risultato importante col referendum sull’abolizione del nucleare con la conseguente chiusura di tutte le centrali italiane.

Gli anni novanta sono anni in corsa verso il nuovo millennio: comunicazione globale, internet, cellulari, grandi aziende nazionali che ormai sono reticoli globali d’impresa sovranazionali, i primi allevamenti di animali transgenici…. siamo in piena globalizzazione. I problemi ambientali sono tutt’altro che risolti, ma se ne parla assai meno. Solo verso la fine dei novanta riappaiono segnali ambientalisti: nel 1997 si firma il protocollo di Kyoto per limitare l’effetto serra, nel 1999 il “popolo di Seattle” - poi definito no global - fa fallire il vertice WTO.

Ci incamminiamo così nel nuovo secolo: inizio degli anni 2000, movimento per la decrescita felice, nel 2005 viene reso operativo il protocollo di Kyoto e nel 2006 esce il Rapporto Stern: anche l’economia percepisce il pericolo, per il mercato, dei cambiamenti climatici.

Ciò che appare allora è che la percezione dell’opinione pubblica, relativamente alle problematiche ambientali, non segue tanto lo stato di salute della Terra o la pubblicazione dei rapporti scientifici; se così fosse negli ultimi quarant’anni molto di più, e senza soluzione di continuità, sarebbe stato fatto a salvaguardia dell’ambiente. Ciò che appare invece è che la percezione degli effetti devastanti causati dal produttivismo e dal consumismo sfrenato - buco nell’ozono, piogge acide, effetto serra, inquinamento, estinzione delle specie, accumulazione di rifiuti e scorie, esaurimento delle risorse energetiche non rinnovabili… - sia piuttosto influenzata dai rapporti organizzativi di dominio e di controllo sociale tale per cui l’uomo resta intrappolato in un gioco di realizzazioni illusorie ed egoistiche che ne limitano la libertà di pensiero, di relazione e la capacità di vivere appieno, non solo il rapporto con l’altro da sé ma anche quello originario con la natura intesa come bene comune.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Sensazioni ambientali e percezioni ecologiste, di Annalisa Righi (n°121) - Cenerentola Info
Joomla theme by hostgator coupons

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’utilizzo, consulta questa pagina. Cliccando su "CHIUDI" ovvero proseguendo la navigazione sul sito si presta il consenso all’uso di tutti i cookie.