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Categoria: Ambiente
Creato Giovedì, 01 Marzo 2018

No Passante Aria pesa, di Lucrezia Avitabile (n°210)

L’aria delle grandi città diventa sempre più irrespirabile, la situazione è preoccupante soprattutto nella Pianura Padana che risulta una delle zone più inquinate d’Europa anche a causa delle sue condizioni orografiche e atmosferiche. 

Oltre al danno ambientale, ci stiamo avviando anche verso la sanzione da parte della Commissione Europea. 

Nei confronti del nostro paese sono state avviate due procedure d’infrazione, che oggi sono arrivate ad una fase avanzata del procedimento: una riguarda il superamento dei valori limite di PM10 (particelle di polveri fini con diametro inferiore a 10 µm) e un’altra del NO2 (biossido di azoto). Per entrambi esiste una cospicua letteratura che descrive gli impatti che hanno sulla salute umana.

Già nel 2008 l’Italia era stata oggetto di una procedura d’infrazione per aver superato i limiti consentiti dalle norme per le concentrazioni di PM10 e altri inquinanti gassosi nell’aria, procedura che fu archiviata in seguito alle promesse del governo di mettere in campo una serie di azioni che avrebbero dovuto abbassare li livelli di PM10 nell’aria. Le promesse non sono state mantenute e la Commissione Europea ha ripresentato la sanzione.

I maggior responsabili della formazione di PM10 e NO2 sono il traffico veicolare e gli impianti di riscaldamento. Per correre ai ripari le amministrazioni pubbliche dovrebbero fare scelte più attente all’ambiente dedicando le risorse soprattutto al trasporto pubblico e incentivare la riqualificazione energetica degli edifici. Da non trascurare le scelte urbanistiche, che hanno anch’esse un peso in termini di inquinamento. In diverse città stanno aumentando i grandi e medi centri commerciali che generano nuovo traffico oltre a far concorrenza ai negozi di vicinato, preziose risorse economiche per le città nonché importanti presidi per il territorio.

In molte realtà, i cittadini non si sentono tutelati dai governi locali, che fanno scelte sulle loro teste, spesso ingannandoli attraverso ridicoli percorsi partecipativi. Per contrastare queste scelte, si organizzano in comitati che, anche se nati per opporsi a opere diverse, fanno fronte comune per portare avanti battaglie che hanno lo stesso obiettivo.

In alcune città, come sta succedendo in alcune parti d’Europa, si è arrivati a monitorare i valori di NO2 creando una rete di monitoraggio dal basso. A Milano, l’associazione Cittadini per l’aria  con il progetto “NO2, NO grazie” ha misurato i valori di NO2 nell’aria della città di Milano e dell’hinterland attraverso un sistema semplice, ma scientificamente attendibile, per creare una rete capillare sul territorio  di dati attendibili e aggiornati. 

Anche Bologna ha creato la mappa partecipata dell’inquinamento da NO2  coordinata da Aria Pesa, una rete di comitati, associazioni e liberi cittadini. Sono stati posizionati oltre duecento misuratori lungo le strade di Bologna che per quattro settimane controlleranno i livelli di NO2. Il 25 febbraio si chiude la campagna di monitoraggio, i misuratori saranno rimossi e inviati ad un laboratorio inglese per le analisi. La seconda fase prevede la creazione di una mappa che evidenzierà le aree più critiche della città e le probabili sorgenti degli inquinanti.

Si tratta di un’esperienza molto interessante anche sotto l’aspetto partecipativo, che mostra la scarsa fiducia che i cittadini hanno nelle istituzioni.

E la politica? Come reagirà di fronte a queste iniziative?

 

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