Stampa
Categoria: Antropologia e demografia
Creato Giovedì, 01 Aprile 2010

L'associazionismo degli stranieri: dalla difesa dell'identità culturale alla partecipazione politica, di Elena Nicolini (n°123)

L’associazionismo è un fenomeno che coinvolge anche i cittadini immigrati e sembra essere un interessante indice della loro integrazione. Il fenomeno riguarda infatti quegli immigrati che ormai hanno consolidato la propria presenza sul territorio e che, organizzandosi, si rendono positivamente visibili, fanno sentire la propria voce, i propri interessi e la propria volontà di partecipazione. Questi nuovi cittadini, sempre più stabili sul territorio, tendono ad organizzarsi in gruppi non solo per mantenere i rapporti comunitari e per auto-sostenersi, ma anche per trovare forme di confronto e dialogo con i poteri, le istituzioni e i cittadini nativi.

La mappa di questo fenomeno è difficile da ricostruire, non solo per via della informalità che caratterizza le associazioni di stranieri, ma anche per la mancanza di ricerche statistiche e qualitative che indaghino la portata di questo fenomeno: gli studi si focalizzano di solito sui livelli più bassi della piramide dei bisogni (sostentamento, lavoro, situazione abitativa, sicurezza). Lo studio più recente sul fenomeno, promosso dal Cnel, risale al 2001 e rimane comunque un punto di riferimento per alcuni ragionamenti e previsioni.

All’epoca le associazioni censite erano quasi 900, se oggi non è possibile prevedere in che misura questo numero sia aumentato è comunque ragionevole assumere che certe tendenze non siano cambiate. È probabile che oggi, come allora, la maggior parte delle associazioni straniere sia concentrata nel Centro-Nord e nel Nord-Ovest dove, in percentuale sul totale, erano rispettivamente il 30% e il 29%, contro il 14% del Centro, l’11% del Nord-Est, l’8% del Sud e il 7% delle Isole. Questa distribuzione risulta amplificare la sbilanciata distribuzione (verso Nord e nel Centro-Nord) degli stranieri sul nostro territorio. In generale, inoltre, le associazioni tendono a concentrarsi nei grandi centri urbani, ma se al Centro e nel Nord-Ovest sorgono soprattutto nei capoluoghi di regione, nelle altre aree sono preferite le città di provincia.

Più interessante è analizzare finalità, scopi e motivazioni che stanno alla base dell’associazionismo degli stranieri. Lo scopo primario delle associazioni di stranieri è probabilmente quello della coesione comunitaria e della difesa della identità culturale. Nel 2001 le associazioni etniche costituivano il 61% delle associazioni, seguite da quelle multietniche (26%) e interetniche (14%) che prevedono la collaborazione tra nazionalità diverse. In questa direzione è anche possibile vedere una forma di evoluzione del fenomeno. L’associazione etnica di tipo comunitario, può essere considerata una forma di associazionismo legata a una immigrazione relativamente recente e temporalmente precedente ad altre forme di associazionismo, essa si occupa di mantenere i legami solidali all’interno della comunità e con le comunità d’origine, accoglie i nuovi arrivati, organizza feste religiose e civili, aiuta gli associati nelle trafile burocratiche e organizza corsi di lingua madre per i figli nati in Italia.

L’associazionismo interetnico o di scopo (legato a temi e problemi trasversali) sembra, invece, affermarsi all’interno di quelle comunità di stranieri ormai stabilizzate e si lega in pratica, non casualmente, alla necessità di un confronto interculturale promosso da coppie di nazionalità mista o da quei giovani immigrati e immigrati di seconda generazione scolarizzati in Italia e in parte assimilati. È un fenomeno ancora piuttosto recente, mal rappresentato dall’indagine del 2001, ma di notevole interesse e portata.

Di un certo interesse anche lo scopo associativo. Dai dati del 2001 emergeva che il 12% delle associazioni persegue finalità religiose e tra queste 7 su 10 sono musulmane, di particolare rilevanza la questione dei giovani musulmani, molto attivi e in un certo senso sovra rappresentati dai media. Sarebbe interessante sapere che cosa è cambiato oggi. Altri temi sociali sono il lavoro, i diritti civili, la cooperazione con i paesi in via di sviluppo, la solidarietà, la questione femminile, le cause politiche.

È interessante osservare inoltre come l’attività associativa si trasformi, in mancanza di altri organismi di rappresentanza, in uno strumento di riconoscimento istituzionale e di attività politica. Questa tendenza è stata negli anni appoggiata con sempre maggiore forza anche dalle istituzioni, bisognose di individuare interlocutori e rappresentanti all’interno delle comunità straniere. Esemplare il caso delle Consulte degli stranieri, nate in numerosi comuni. Queste hanno tentato di tradurre in un organismo a pretesa democratica, organizzazioni sociali su base volontaria che democratiche non sono, ciò nonostante sembra lecito sollevare dubbi sulla effettiva democraticità di queste strutture e più ancora sulla loro efficacia.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

L'associazionismo degli stranieri: dalla difesa dell'identità culturale alla partecipazione politica, di Elena Nicolini (n°123) - Cenerentola Info
Joomla theme by hostgator coupons

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’utilizzo, consulta questa pagina. Cliccando su "CHIUDI" ovvero proseguendo la navigazione sul sito si presta il consenso all’uso di tutti i cookie.