Stampa
Categoria: Diario libertario
Creato Domenica, 10 Marzo 2013 Scritto da Alessio Lega
 

Le storie dietro le canzoni: Frizullo, di Alessio Lega

Nave FrizulloSognammo una Biblioteca di Babele. Ce l’hanno data. Come sempre le cose sognate sono meno meravigliose quando si realizzano, una caricatura un po’ grottesca e un po’ furbetta della brillante architettura utopica del sogno di Borges... di tutti noi, che in quella Biblioteca di Babele saremmo voluti vivere. Abbiamo la rete, abbiamo Internet. Piena di commercio senza scrupoli, di squallidi agganci pubblicitari, di fesserie senza fondamento, di complotti indimostrabili com’è, comunque c’è, e meno male che c’è.

Noi che saremmo voluti vivere nella Biblioteca di Babele, ci sprofondiamo in Internet, saltando di palo in frasca, volteggiando di link in link, perdendoci le ore, la vista e il sonno. Ma talvolta trovando l’oro.

Caro Diario Libertario,

quel pomeriggio di metà luglio 2006 cercavo notizie in merito a una brutta storia che aveva coinvolto dei compagni leccesi che conoscevo da secoli.

Cercavo notizie su una figura molto controversa è proprio il minimo che si possa dire delle mie zone, Don Cesare Lodeserto, e sulla sua discutibile – è il più gentile eufemismo che possa venire in mente gestione del famigerato centro di “accoglienza” – le virgolette sono d’obbligo il CPT Regina Pacis di San Foca, Lecce. Volevo scrivere una canzone rabbiosa, indignata, feroce, violenta... un insulto in forma di canzone, un rabbioso “J’accuse”. Ne è uscito tutt’altro canto, tutt’altra questione, tutt’altra dolcezza. Fra gli articoli che consultavo ce n’era uno così presentato: «Riprendiamo questo intervento di Dino Frisullo, scritto il 25 aprile 2003 sul letto d’ospedale in occasione di un convegno sui “Centri di permanenza temporanea” che si tenne a Lecce. (...) Dino Frisullo (19522003), impegnato nel movimento antirazzista e per i diritti umani, per la pace e la liberazione dei popoli, fondatore delle associazioni “Senzaconfine” e “Azad”, per il suo impegno di solidarietà con il popolo kurdo è stato detenuto in Turchia. E’ deceduto il 6 giugno 2003 nel giorno del suo cinquantunesimo compleanno».

Certe volte la vita ti chiama più forte della morte, ha un potere: trasforma la morte di un uomo giusto in un richiamo molto più vitale e creativo della rabbia. Leggevo affannosamente tutto ciò che riguardava questo Dino, con la foga di un innamorato sulle tracce della passione. La militanza sessantottina in Avanguardia Operaia, le disillusioni, l’amore per le canzoni di De André, la scoperta che qualcosa era ancora possibile per migliorare il mondo, la solidarietà per i clandestini, la causa del popolo Kurdo, la causa di una vita, il carcere patito per le proprie idee, l’espulsione dalla Turchia. Le navi che erano arrivate in Italia con la fiancata scarabocchiata dai profughi kurdi: “FRIZULLO”, “FIROSILLO”. La malattia mortale: una scocciatura per chi aveva ancora tanto da fare per gli altri.

“Che cosa ancora brilla dal fondo senza ritorno?”. Cosa resta di noi? A cosa serve la vita? Tutto questo andava raccontato.

FRIZULLO

per Alfredo Simone

 

La notte color del vino vomitò ancora una nave

carica di kurdi, una nave carretta - come si dice - dal mare

una nave disperata, della solita disperazione

salpata dalla Turchia rotta contro l’illusione.

Sulla fiancata graffiata, scavata una scritta misteriosa:

«Frizullo» diceva: un nome, un monito, qualcosa...

Cosa vorrà mai dire? un Dio, un tribuno, un’accusa?

Sul fianco di quella nave una ragione, una scusa?

 

Che cosa ancora brilla dal fondo senza ritorno?

Che cosa ci tiene in piedi, che cosa ci tiene a giro?

Increspato di schiuma c’è chi tenta un respiro

sentinella nella sentina da che parte viene giorno?

 

«Frizullo» non è una parola di una lingua proibita

non è un codice sacro, né una sfida agguerrita

«Frizullo» è un nome storpiato, precisamente un cognome sta per «Dino Frisullo», come dire, attenzione!

Noi siamo i suoi amici, i parenti, i suoi protetti, i suoi figli

siamo quelli di Frisullo, dischiudete gli artigli

e lasciateci passare, alla faccia dell’assassino

è una lotta per la vita, ci dà una mano Dino...

 

Sentinella pallida e assorta nel mezzo del fumo grigio

c’è qualcosa che schiude i denti, che telefona e sfida

però se tendi l’orecchio qui tutto quanto grida

e ride mentre tu dormi la morte del pomeriggio.

 

Dino Frisullo fu un militante di Avanguardia Operaia

poi finì il sessantotto e si archiviò la battaglia:

«Contrordine compagni, non si cambia più il mondo

anzi, cambiatevi d’abito e restate sul fondo»

 

Ma Dino Frisullo sul fondo inciampò nella coscienza

come una bomba innescata, un futuro di resistenza

e fondò e fuse e diffuse più d’una associazione

lo scopo? Salvare il mondo, pensa che ostinazione!

 

Capitano, la mia casa fa acqua, s’è diroccata

i tappeti marciscono e tutto mi sembra idiota

c’è musica in ogni bar, ma non si muove una nota

l’annunciatrice annuncia il programma della serata.

 

Dino Frisullo era dietro tutti i migranti, sempre presente

fu arrestato in Turchia e condannato, innocente

ma di quell’innocenza aggressiva, che non è una consolazione

e quando fu liberato tornò in trincea con quel nome...

Che perciò i kurdi se lo scrivevano sul fianco d’ogni barcone

«Frizullo», «Firosillo», insomma: grande protezione

e mentre un tumore se lo portava in un lampo

aveva l’aria scocciata come per un contrattempo.

 

C’è ancora una nave a Brindisi che il nero non inghiotte

che il buio non s’è mangiata col suo passo sicuro

da lì qualcosa ancora sta fissando lo scuro

sentinella, sentinella a che punto resta la notte?

Sentinella tu dimmi a che punto è la notte.

17 luglio 2006

 

 



 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Le storie dietro le canzoni: Frizullo, di Alessio Lega (n°155) - Cenerentola Info
Joomla theme by hostgator coupons

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’utilizzo, consulta questa pagina. Cliccando su "CHIUDI" ovvero proseguendo la navigazione sul sito si presta il consenso all’uso di tutti i cookie.