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Categoria: Dibattiti e opinioni
Creato Domenica, 01 Novembre 2015

CastelloConsiderazioni eretiche sulla “legge di stabilità”, di Luciano Nicolini (n°184)

Le critiche della “sinistra” sono poco convincenti

Come tutti gli anni, nel corso del mese di ottobre, in Italia si è discusso della “legge di stabilità”. Si tratta di una legge importante, con la quale il governo regola la politica economica del paese per un triennio attraverso misure di finanza pubblica e di politica di bilancio.

In essa compaiono le previsioni di spesa riguardanti le attività militari, le pensioni, gli stipendi dei dipendenti pubblici e via dicendo. Ma di tutto ciò i politici non parlano. Al centro dell’attenzione sono due soli argomenti: l’abolizione dell’Imu sull’abitazione principale estesa a “ville e castelli” e il permesso di utilizzare i contanti per le spese inferiori a tremila euro.

Circa l’abolizione dell’Imu sulla “prima casa” Renzi era stato esplicito: varrà per tutte le abitazioni, nessuna esclusa!

«Ma come – ha risposto la “sinistra” del Partito Democratico, fiancheggiata da “Il fatto quotidiano”, anche per “ville e castelli”?»

Ne è nato un acceso dibattito, tanto acceso che, al momento in cui sto scrivendo, sembra cheRenzi stia rimangiandosi quanto aveva detto.

È il solito gioco delle parti? Per quanto concerne il Pd è probabile che lo sia. Faccio più fatica a crederlo con riferimento al “Fatto”.

Ragioniamo: quando si decide di imporre una tassa patrimoniale (e tale è, in buona sostanza, l’Imu) è indubbiamente giusto che chi più ha più paghi. Ma, per ciò che riguarda i “castelli”, termine con il quale immagino ci si riferisca agli immobili di valore storico e artistico, la cui proprietà, nella gran parte dei casi, comporta più spese che ricavi, esiste il forte rischio che i padroni, tosati dal fisco, decidano di venderli. Se li compra qualche ricco statunitense desideroso di costruirsi un’immagine: tutto bene. Altrimenti, piuttosto che lasciarli andare in malora, dovrà comprarli lo stato, e i costi della loro manutenzione ricadranno, tanto per cambiare, sui cittadini. Siamo sicuri che sia conveniente?

Per quanto riguarda invece le “ville”, termine con il quale immagino ci si riferisca a moderne abitazioni di lusso, il discorso è diverso; ma chi le utilizza come “prima casa”, probabilmente, possiede anche altre abitazioni (magari affittate) sulle quali pagherà, comunque, ingenti tasse. Vale la pena di fare della tassa su “ville e castelli” utilizzati come “prima casa” una bandiera della sinistra?

O si sta parlando tanto per rinfrescarsi i denti?

Veniamo al permesso di utilizzare i contanti per le spese inferiori a tremila euro (anziché, come è stato finora, per quelle inferiori a mille). Nel momento in cui sto scrivendo Renzi giura che su tale provvedimento non farà marcia indietro. Pier Luigi Bersani invece lo attacca, spalleggiato da “Il fatto quotidiano” e, addirittura, dalla “mitica”Milena Gabanelli, che lo accusano di voler favorire in questo modo l’evasione fiscale.

Parliamoci chiaro: che il permesso di utilizzare i contanti per le spese inferiori a tremila euro possa favorire gli evasori fiscali è evidente; e Bersani ha ragione quando dice che Renzi, sostenendo il contrario, offende l’altrui intelligenza. Come ha ragione nell’affermare che Renzi, da quando è al governo, non sta facendo altro che mettere in pratica il programma di Berlusconi (e cioè, sostanzialmente, un programma di destra).

Ma, siamo davvero convinti che in Italia l’evasione fiscale dipenda dalla scarsa tracciabilità dei movimenti di denaro? O non dipende, piuttosto, dalla corruzione di chi dovrebbe fare i controlli?

“Corruzione… che significa corruzione? - dicevano un tempo i democristiani – Una mano lava l’altra e tutt’e due lavano il viso”. Appunto. E lavano anche i denari guadagnati in nero. Diventano così bianchi che più bianchi non si può. Nemmeno col candeggio.

Se davvero si intende arginare l’evasione fiscale, si vada a fare dei controlli seri a chi, con tutta evidenza, ha grandi ricavi, anzichè accanirsi contro la rivista Cenerentola che, priva di pubblicità e di contributi statali, con un prezzo di vendita di due euro a copia, non fa di certo affari…

Si vada, ad esempio, dalla Mondadori, che qualche anno fa doveva al fisco trecentocinquanta (dico trecentocinquanta!) milioni di euro e, grazie a una legge dello stato, ne ha versati soltanto nove (dico nove!).

In conclusione: in questo mondo, notoriamente, ci sono i furbi e ci sono gli orbi. Tra i primi figurano coloro che fingono di accapigliarsi su problemi inesistenti evitando di parlare di ciò che conta realmente: delle spese militari, della scuola, della sanità, delle pensioni, del reddito di cittadinanza, del degrado ambientale. Tra i secondi figurano invece coloro che, cadendo nella trappola, agitano come bandiere della sinistra l’Imu su “ville e castelli” se non, addirittura, quella sulla prima casa (una delle tasse più odiate dagli Italiani), oppure la proibizione di utilizzare contanti. Tentando di costringere tutti a riempirsi la testa di pin e di password e il portafogli di bancomat, carte di credito e tessere magnetiche, il cui smarrimento dovrà essere denunciato agli uffici competenti nel caso qualcuno glielo sfili di tasca (bei tempi quando ti portavano via solo qualche cartamoneta!).

 

 

 

 

 

 

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