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Categoria: Dibattiti e opinioni
Creato Martedì, 01 Novembre 2016

gente“Patti chiari, amicizia lunga” di Luciano Nicolini (n°195)

(Dal Movimento sussultorio a 5 Stelle allo tsunami Renzi)

“Indovina chi viene a cena” – deve aver detto Obama alla moglie. E immagino la sua sorpresa nell’apprendere che si sarebbe trovata a tavola Matteo Renzi, la sua consorte e i loro amichetti.

A dir la verità anch’io ne sono rimasto sorpreso e, più che dall’invito, sono rimasto sorpreso dalle parole di Obama, che ha lungamente lodato il suo ospite (arrivando persino a definirlo “bello”), ha spudoratamente invitato gli Italiani a votare sì al referendum costituzionale e Renzi a rimanere in carica anche nel caso dovesse perderlo.

È vero che in Italia ormai tutti i mezzi di comunicazione di massa (tranne “Il fatto quotidiano” e pochi altri) appoggiano Renzi e i suoi amici (includendo tra essi anche coloro che lo contrastano per finta) e quindi il clamore che si è fatto intorno all’incontro tra i due presidenti è stato volutamente esagerato, sembra tuttavia che al governo statunitense Renzi stia piuttosto a cuore. Perché mai?

Una prima ipotesi è che siano (erroneamente) terrorizzati dall’idea che il Movimento 5 Stelle possa governare il nostro paese: Renzi, lo abbiamo scritto più volte, è stato nominato primo ministro con il chiaro intento di fermare Grillo. Enrico Letta era assai più affidabile, ma non sufficientemente efficace come imbonitore.

Il gioco ha sostanzialmente funzionato e, a questo punto, reputo improbabile che il Movimento 5 Stelle vinca le prossime elezioni e ancor più improbabile che, nel caso le vincesse, possa rappresentare un problema per gli Stati Uniti. Conseguentemente l’ipotesi appena formulata sembra incredibile…

È vero tuttavia che l’Italia è pur sempre l’ottavo paese del mondo nella classifica del Prodotto Interno Lordo, e una vittoria dei Pentastellati potrebbe incoraggiare il dissenso in altre nazioni. Rischio che, nel caso della Grecia, i poteri forti hanno dimostrato di non voler correre, arrivando a infierire contro il blando riformismo di Tsipras.

Una seconda ipotesi è che l’appoggio a Renzi da parte del governo statunitense sia invece finalizzato ad avere in cambio una contropartita precisa: un più massiccio intervento dell’esercito italiano negli scenari di guerra e, soprattutto, in quello libico. È forse questo il senso delle parole “Patti chiari, amicizia lunga”, pronunciate da Obama in italiano? “La Repubblica” lo nega, e si è affannata a spiegare che Obama avrebbe ingenuamente commesso un errore, fermandosi al significato letterale, senza rendersi conto che, nell’italiano parlato, la frase viene usata quasi esclusivamente in senso minaccioso. Di diverso avviso “La Stampa” che le ha attribuito proprio il senso di una pressante richiesta d’impegno all’alleato in difficoltà: se desideri il nostro appoggio, dovrai pagarne il prezzo! Peccato che il prezzo, come al solito lo pagheremo noi.

 

 

 

 

 

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