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Categoria: Dibattiti e opinioni
Creato Domenica, 01 Gennaio 2017

Zucche - Foto di Mario RebeschiniUltime notizie: Babbo Natale non esiste, di Luciano Nicolini

(Neanche Cenerentola. E, se proprio lo volete sapere, neppure l’anarchia)

La vigilia di capodanno un’assurda notizia è apparsa sulle prime pagine dei quotidiani italiani: a Roma, un valente direttore d’orchestra è stato sostituito perchè al termine di un concerto avrebbe affermato ciò che tutti sanno, e cioè che Babbo Natale non esiste.

Gli opinionisti erano indignati! Chissà che cosa sarebbe accaduto se lo avesse detto Bergoglio…

Forse in tal caso i giornali più reazionari avrebbero tuonato contro la presunta modernità del pontefice. E quelli più progressisti contro la nuova caccia alle streghe (befana compresa) promossa dal fondamentalismo cattolico. Nel caso del direttore d’orchestra invece si sono limitati ad accusarlo di aver fatto piangere i bambini presenti in sala.

Mi permetto di dubitare di quest’ultima osservazione, e spero comunque di non far piangere i nostri lettori nel comunicare che anche Cenerentola non è mai esistita, che le zucche non si trasformano in carrozze, e che non è mai esistita neppure quell’anarchia che, quando fondai la rivista che avete sotto gli occhi, decisi di simboleggiare utilizzando la protagonista della favola.

Dirò di più: forse l’anarchia non esisterà mai, e comunque, la sua realizzazione, in questo mondo in cui le armi hanno sempre l’ultima parola, non è oggi all’ordine del giorno.

E allora? Che senso ha definirsi libertari se poi si sostiene che una società liberata da ogni forma di potere non è attualmente possibile? Ha senso. Così come ha senso dichiararsi comunisti, anche se si ritiene improbabile una società nella quale ciascuno dia secondo le sue possibilità e prenda secondo i suoi bisogni; e dichiararsi nonviolenti pur sapendo che il ricorso alla forza, talvolta, può essere una necessità. E questo perchè soltanto avendo ben chiaro dove si vuole arrivare è possibile costruire, qui ed ora, una società socialista e libertaria, dove non esistano le classi sociali (che oggi invece esistono, eccome!) e dove il potere sia limitato al minimo indispensabile.

Detto così, il mio può sembrare (tanto per rimanere in tema) un discorso di capodanno; uno di quei discorsi pieni di buoni propositi che non servono a nulla (senza considerare che, come qualcuno ha detto, “di buoni propositi è lastricata la strada dell’inferno”). Per dargli maggiore concretezza, mi riferirò all’attuale situazione politica italiana.

Le dimissioni del governo Renzi hanno portato alla formazione del governo Gentiloni. “Per quanto riguarda infatti le conseguenze a breve termine del voto referendario – scrivevo sullo scorso numero di Cenerentola – quale che sia il governo che succederà al Renzi 1 (un Renzi 2? O altro?), si tratterà di un governo finalizzato a peggiorare le condizioni di vita e di lavoro di gran parte degli Italiani”.

Non mi ero sbilanciato troppo ma, nella sostanza, le previsioni si sono avverate: abbiamo un governo “altro” che somiglia molto a un “Renzi 2” (identico programma, quasi gli stessi i ministri).

I soli a portare avanti in parlamento un’opposizione che non sia dichiaratamente di destra sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle. (Mi scusino i lettori che simpatizzano per SEL, ora Sinistra Italiana, ma tale movimento, dopo aver garantito al Partito Democratico quel premio di maggioranza con il quale sta facendo il bello e il cattivo tempo, non può pretendere di essere definito partito di opposizione).

Alla gran parte dei pentastellati manca tuttavia un chiaro progetto politico, una direzione nella quale muoversi. Le cinque stelle cui fanno riferimento (acqua, ambiente, trasporti, sviluppo ed energia) non possono infatti sostituire le tre stelle polari (libertà, uguaglianza e solidarietà) cui hanno guardato tutti i movimenti realmente progressisti a partire dal XIX secolo. Stelle polari oggi additate ormai soltanto dai libertari che, come cenerentole, lavorano nel chiuso delle case della sinistra mentre le sorellastre sfruttano la loro fatica per andare in giro a pavoneggiarsi.

Non sarebbe ora di coordinare le nostre forze e farci vedere in giro dalla gente comune, da quelli che non sanno come arrivare alla fine del mese e sono arrabbiati perchè senza raccomandazioni non si riesce più neppure a farsi sfruttare?

Ho appena affermato che le zucche non si trasformano in carrozze; ma ci sarà pure tra i libertari impegnati nel sociale qualcuno deciso a contribuire a un simile progetto! (E a smettere di accusare di fascismo tutti i gruppi politici o sindacali che non la pensano come lui, rendendo possibili quelle collaborazioni che sono indispensabili per il raggiungimento di obiettivi concreti…).

Non si tratterebbe, in fondo, di fare più di ciò che oggi si fa (che, date le forze disponibili, è già moltissimo). Si tratterebbe soltanto di non ostacolarsi a vicenda e di coordinarsi, ogni volta in cui è possibile, su singole campagne.

 

 

 

 

 

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