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Categoria: Dibattiti e opinioni
Creato Sabato, 02 Maggio 2020

GiocondaIl diritto al dubbio, di Luciano Nicolini

Ci costringeranno soltanto a portare le mascherine o presto ci ritroveremo completamente imbavagliati?

Per la terza volta consecutiva dedichiamo l’editoriale al nuovo coronavirus che, all’improvviso, ha cambiato le nostre vite. Sul numero di marzo ne parlammo dal punto di vista delle conseguenze sanitarie e politiche della sua diffusione (e ci sembra di aver visto giusto), sul numero di aprile dal punto di vista delle conseguenze economiche, oggi ne parliamo dal punto di vista delle ricadute sul diritto al dubbio (e al dissenso).

Sì perché, oltre a mietere numerose vittime (quante lo sapremo soltanto tra alcuni mesi, quando potremo disporre di dati attendibili), oltre ad essere utilizzato per estendere l’area del telelavoro, dello smart working e della didattica a distanza, l’antipatico microrganismo viene utilizzato anche per cancellare il diritto al dubbio e, a maggior ragione, il diritto al dissenso.

Le bugie, da tempo ribattezzate “bufale” in omaggio all’egemonia culturale conquistata grazie alla RAI dal dialetto romanesco, sono ora chiamate “fake news”, perché è ormai obbligatorio parlare la lingua dei nostri padroni d’oltreoceano (e non solo). Gli stessi che, naturalmente, vorrebbero arrogarsi il diritto di decidere quali notizie siano “fake” e quali no.

E le “fake news”, non smettono di ripeterci, devono essere messe al bando per tutelare la salute dei cittadini!

Intendiamoci: chi ci segue da quasi vent’anni sa bene che i redattori di questa rivista hanno una attenzione quasi ossessiva per la qualità delle informazioni fornite. Ogni affermazione è ricontrollata più volte, in quanto siamo convinti che la verità sia sempre rivoluzionaria. E quando (talvolta capita) prendiamo un granchio, siamo mortificati e ce ne scusiamo con i lettori che non devono, per nessun motivo, sentirsi ingannati. 

Ma non permettiamo ad altri di sostituirsi a noi nel giudicare circa l’attendibilità di un’informazione. Questo accade solo nei regimi dittatoriali e questo, purtroppo, è ciò che si pretende di imporre oggi in Italia.

Sono un vecchio scientista, e se c’è un tipo umano che faccio fatica a sopportare sono i personaggi come Adriano Panzironi, che da anni si riempie le tasche di denaro con consigli medici a dir poco discutibili. Ma il fatto che, con il pretesto dell’emergenza covid-19, le sue trasmissioni televisive siano state vietate per sei mesi è di una gravità inaudita. Quanti medici (e, soprattutto, quanti non medici) si riempiono le tasche con consigli a dir poco discutibili? E chi decide chi è in possesso della verità e chi no? 

La nostra civiltà è iniziata molti secoli fa con il grande Socrate, che ci ha insegnato a dubitare di tutto. E dal dubbio è nata, e si è sviluppata, quella scienza moderna che qualcuno afferma di difendere utilizzando la censura. Non dobbiamo permetterlo!

Anche per questo motivo, nelle pagine che seguono, il numero di maggio di Cenerentola ospiterà molti interventi (forse anche troppi) che, a partire dall’emergenza covid-19, nella quale in Italia stiamo vivendo, metteranno in guardia nei confronti della musica che chi ha i denari necessari per  pagare l’orchestra ha deciso di farci ascoltare fino al rincoglionimento totale.

 

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