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Categoria: Dibattiti e opinioni
Creato Giovedì, 01 Ottobre 2020

supermercatoRilancio economico? di Luciano Nicolini

Il governo italiano è convinto di poter rilanciare l’economia attraverso l’elargizione di bonus: la cosa lascia perplessi

Non è la prima volta che parliamo degli effetti del covid-19 sull’economia: lo aveva già fatto Toni Iero con l’editoriale del numero di aprile.

Nel suo articolo segnalava come il prolungato lockdown (termine inglese che significa “confino”) potesse portare al tracollo la già malridotta economia italiana e come l’estensione di tale misura a paesi come gli Stati Uniti d’America potesse avere sull’economia conseguenze anche più disastrose.

Negli USA un vero e proprio lockdown non c’è stato, ma ci si è andati molto vicino e, in ogni caso, le conseguenze del covid-19 sul sistema produttivo sono devastanti. Tutta l’Europa è in sofferenza, l’Italia in particolare. Attualmente i generi alimentari e i beni di prima necessità sono presenti nei negozi, anche se molte persone non hanno i soldi per procurarseli. Bene ha fatto il governo, in tale contesto, a distribuire denaro a chi, durante il lockdown, non ha potuto lavorare, anche se non si capisce perché non abbia optato per un vero “reddito minimo garantito” erogato, senza condizioni, a tutte le persone al di sotto di un certo reddito: ci saremmo almeno risparmiati le ridicole polemiche sui parlamentari che (del tutto legalmente) hanno ricevuto l’integrazione salariale, messi a confronto con i tanti poveretti che, per un motivo o per l’altro, non sono riusciti a riceverla. 

Ma, al di là di tali integrazioni, sembra proprio che il governo sia intenzionato a cercare di risolvere i problemi dell’economia italiana incoraggiando i cittadini a spendere. Un malinteso keynesismo che cozza con l’ossessione del pareggio del bilancio cui i politici ci avevano abituato. Fino a pochi mesi fa sembrava non ci fossero i denari per le pensioni a “quota cento” e per quell’elemosina che hanno avuto il coraggio di chiamare “reddito di cittadinanza”, ora si promettono denari a tutti!

È stato elargito addirittura un “bonus vacanze” destinato a chi non ha soldi a sufficienza per permettersele. Non è ben chiaro dove chi lo riceverà andrà a villeggiare con centocinquanta euro, è chiaro però che li potrà spendere soltanto presso strutture alberghiere (per sostenerle). Ed è altrettanto chiaro che tale misura farà arrabbiare non poco i paesi creditori nei confronti dell’Italia.

“Bonus vacanze” a parte, il governo ha introdotto numerosi provvedimenti per rilanciare l’economia. Per quanto riguarda il settore dell’editoria, cui siamo ovviamente interessati (pur non avendo mai ricevuto un soldo nella nostra storia), per contrastare la crisi dovuta all’emergenza, ha introdotto per l’anno 2020:

- un contributo fino a 500 euro a favore degli esercenti rivendite di giornali e riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione; 

- un credito d’imposta per i servizi digitali pari al trenta per cento della spesa sostenuta per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva, connettività per le testate edite in formato digitale, destinato alle imprese editrici di quotidiani e di periodici  che non accedono al contributo diretto o ad altre forme di sostegno pubblico, in relazione alle medesime voci di spesa.

Ammesso (e non concesso) che il modo migliore per sostenere l’editoria sia sostenere le edicole, temo che un edicolante non sappia proprio che farsene di cinquecento euro una tantum o, quantomeno, che non saranno  quelli a consentirgli di proseguire l’attività dando ossigeno all’editoria periodica. Riguardo ai costi dei servizi digitali, non sono certo quest’ultimi, bensì le spese di personale, stampa e distribuzione a costituire un problema per gli editori…

Ho parlato di editoria, anziché di altri settori, perché è il settore che conosco meglio, ma l’impressione è che si eroghino denari tanto per erogarli, a coloro che scavano le buche e a coloro che le riempiono.

Venendo al dunque: siamo proprio sicuri che il modo migliore per salvare l’economia sia quello di far spendere i cittadini? 

«Si tratta – qualcuno dirà - di un annoso dibattito».

Per parte mia resto convinto che sarebbe meglio, dopo aver garantito a tutti quello che serve per vivere decentemente, risparmiare su ciò che non è strettamente necessario (come le vacanze), prendere un po’ di soldi da coloro che ne hanno tanti, e investire invece sull’istruzione, la ricerca e (già che siamo in tema di covid-19) sulla sanità.

 

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