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Categoria principale: Esteri Categoria: Asia
Creato Lunedì, 01 Settembre 2008

La Russia, la Georgia, gli Usa, la Cina e noi…, redazionale (n°105)

Gli eventi sui quali è stata recentemente concentrata l’attenzione degli Italiani dovrebbero insegnarci qualcosa. E far riflettere una sinistra che sembra incapace di parlare alla gente.

Due avvenimenti hanno calamitato l’attenzione dei mezzi di comunicazione di massa nel corso del mese d’agosto: la guerra tra Russia e Georgia e i giochi olimpici di Pechino.

Del primo si può dire, certi di non sbagliare, che ancora una volta le popolazioni hanno pagato per le ambizioni dei potenti. Il governo georgiano ha cercato di approfittare della (relativa) debolezza di quello russo per sganciarsi dall’ingombrante vicino. Ma gli è andata male. Il governo russo ha cercato di approfittare della (relativa) debolezza di quello statunitense, già impegnato in Irak e in Afghanistan, per rompere l’accerchiamento entro il quale quest’ultimo lo vuole costringere. E ha messo a segno un punto. Il governo statunitense, ovviamente, sbraita ma (per ora) ha dovuto incassare.

Anche nello sport, per gli USA, le cose non vanno tanto bene: gli atleti cinesi hanno vinto molte più gare di quelli degli Stati Uniti. Il che vuol dire che la Cina può vantare strutture tali da selezionare, preparare e portare alla vittoria più persone di loro. E, forse, non soltanto nello sport.

E’ comunque un dato di fatto che, come ci spiega Toni Iero nell’articolo pubblicato a pagina tre, il baricentro politico del mondo si sta spostando verso oriente. E i tentativi dell’Occidente di impedire tale spostamento con la forza stanno naufragando. Sarebbe più che mai opportuno modificare radicalmente il modello economico e sociale.

Di fronte a questo la sinistra dei paesi occidentali, e quella italiana in particolare, sembra avere ben poco da dire. Si sono svolti, nei mesi scorsi, i congressi dei principali partiti della sinistra, reduci dalla recente disfatta elettorale. Ebbene, da nessuno di essi è scaturita una proposta comprensibile e, al tempo stesso, credibile. A pagina dieci abbiamo riportato integralmente il documento approvato dalla maggioranza del congresso del Partito della Rifondazione Comunista, la forza politica più consistente all’interno di quest’area: per quanto sia, in larga parte, condivisibile, brilla per assenza di proposte precise. Ci è sembrato quindi opportuno insistere nello stimolare il dibattito intorno al tema degli obiettivi della sinistra, coinvolgendo, questa volta, oltre a Toni Iero, Valerio Monteventi, forse il più noto esponente della sinistra bolognese, cui ci lega, da tempo, una sincera amicizia.

La crisi non coinvolge solo le organizzazioni impegnate sul terreno elettorale. Anche i giornali, le riviste e i movimenti che si ispirano a valori progressisti se la passano piuttosto male. Una sola pubblicazione riesce, incredibilmente, a essere presente in migliaia di edicole di tutta l’Italia senza usufruire di finanziamenti pubblici e introiti pubblicitari: si tratta del Vernacoliere. Ce ne parla, a pagina dodici il suo ideatore: Mario Cardinali.

Continuano le lotte contro la devastazione del territorio: contro la linea ad alta velocità in Val di Susa, contro l’ampliamento della base statunitense a Vicenza, contro l’incredibile progetto di destinare a discarica le cave che si trovano all’interno del parco di Chiaiano, presso Napoli.

Continua anche la lotta contro la realizzazione di un nuovo autodromo a Modena, anche se, all’inizio di agosto, i compagni di Libera sono stati sloggiati dalla polizia e la cascina nella quale abitavano è stata rasa al suolo. Non possiamo che esprimere ammirazione per il loro coraggio e la loro tenacia. Si ha però l’impressione che, anche questa volta, sia mancata, da parte del movimento libertario, quella visione politica che deve, a nostro parere, accompagnare la tensione etica. Avremo modo di tornare sull’argomento quando (molto presto) apriremo un dibattito sulle strategie e i metodi di lotta. Per ora ci limitiamo a segnalare, sul tema, il bel libro di Stefano D’Errico “Anarchismo e politica” recensito a pagina sedici.

 

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