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Categoria principale: Esteri Categoria: Asia
Creato Domenica, 01 Febbraio 2009

Obama m’ama o non m’ama?, redazionale (n°110)

Se lo stanno chiedendo in molti. Forse in troppi. Forse anche qualcuno in quel di Pechino.

Di certo, contro la crisi economica non c’è Obama che tenga: dovremo cavarcela da soli…

Le truppe israeliane hanno abbandonato la striscia di Gaza, lasciando dietro di sè oltre mille morti, giusto in tempo per l’investitura di Obama. Così il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America ha potuto iniziare il suo mandato senza dover subito togliere le castagne dall’inestinguibile fuoco del Vicino Oriente.

Nel discorso inaugurale ha detto tante cose, tra le quali che sogna un mondo “di libertà ed eguaglianza”. Che sia un compagno? Abbiamo più di qualche dubbio in proposito. Anche se, nel corso del concerto col quale è stata festeggiata la sua elezione, il vecchio Pete Seeger (89 anni) ha potuto cantare, finalmente, la versione originale di “This Land is My Land” di Woody Guthrie, compresa la strofa in cui si mette in dubbio la legittimità della proprietà privata della terra.

In molti si chiedono se l’elezione di Obama porterà a qualche cambiamento significativo. Abbiamo provato a far rispondere, attraverso un loro comunicato riportato a pagina 7, alcuni libertari statunitensi.

In particolare, è lecito domandarsi che cosa cambierà nei rapporti tra USA e Cina.

Non è chiaro. E’ certo che il confronto a distanza (mica tanta) tra le due potenze continuerà, ma qualche indizio fa pensare che la potenza in declino possa alla fine accordarsi in qualche modo con quella in ascesa (e la vittoria di Obama potrebbe avere a che fare con questo).

L’attenzione dei media resta puntata (una volta tanto, giustamente) anche sulla crisi economica. Crisi che continua a mietere vittime attraverso la chiusura di imprese e i tagli alla spesa pubblica.

Si parla sempre più spesso di autogestione, intesa, in questo contesto, come strumento per cercare di salvare posti di lavoro. E nel frattempo Ugo Calzolari, rettore di una delle più antiche università del mondo, quella di Bologna, dichiara, senza mezzi termini, che “nel 2010, con la finanziaria, semplicemente non esisteranno più le università; perché viene tagliato tutto; non avremo nemmeno la cifra sufficiente per pagare gli stipendi e le utenze”. Eppure i soldi ci sarebbero, come spiega Giorgio Tassinari, docente presso la stessa università, nell’articolo riportato a pagina 9…

C’è il rischio che anche per l’istruzione, più che di “autoriforma”, come finora ha fatto il movimento degli studenti, si finisca col dover parlare di “autogestione”. La terminologia libertaria, del resto, sembra essere tornata di moda all’interno della sinistra, almeno a giudicare dagli articoli apparsi su Liberazione (ne parliamo a pagina 5).

Ben altri termini, invece, vengono usati da coloro che governano il paese: è di pochi giorni fa la notizia che la Gelmini, ministro all’istruzione, con il pretesto del bullismo, vorrebbe dotare tutte le aule scolastiche di videocamere, in modo da poter controllare ciò che vi accade dentro (per acquistare quelle i soldi non mancano, evidentemente). Sacconi vuole vietare totalmente gli alcolici agli automobilisti che hanno meno di ventun anni e ai conducenti professionisti. A Bologna, addirittura, Rafia, un musulmano che era andato in questura per comunicare il percorso di una manifestazione politica, risulta essere indagato perché, al termine della manifestazione, i suoi correligionari si sono messi a pregare in piazza (e quest’ultima cosa non era stata notificata).

Lo condanneranno per aver partecipato a una “preghiera non autorizzata”?

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