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Categoria principale: Esteri Categoria: Asia
Creato Domenica, 01 Ottobre 2006

La Cina sta invadendo i territori asiatici della Russia!, di Toni Iero (n°84)

Una notizia di questo genere farebbe immediatamente il giro del mondo, provocando commenti, polemiche, articoli e discussioni a non finire.

Invece se ne parla pochissimo. Già, perché ad invadere la Siberia non sono le truppe dell’esercito popolare di liberazione cinese, bensì migliaia di immigrati con gli occhi a mandorla. L’incapacità della Russia post sovietica nel governare le sue lontane province asiatiche, la debole dinamica economica di Mosca, contrapposta alla esplosiva crescita del Celeste Impero, nonché i differenziali demografici tra i Russi e i Cinesi stanno determinando un progressivo cambio di popolazione in quelle lontane (dall’Italia) regioni del mondo.

Oggi, nell’estremo oriente russo, vivono circa 6 milioni di Russi e 2 milioni e mezzo di Cinesi. Se continueranno gli andamenti demografici attuali e se proseguirà l’emigrazione dei Russi verso l’occidente (ogni anno migliaia di giovani diplomati lasciano la Siberia per andare a Mosca o all’estero), si prevede che nel 2010, a fronte di 4 milioni di Russi, vi saranno 10 milioni di Cinesi.

La progressiva penetrazione cinese sul suolo russo non avviene esclusivamente attraverso l’emigrazione di intere famiglie. I terreni lasciati incolti dalla scomparsa delle fattorie collettive sovietiche vengono occupati da agricoltori cinesi. I prodotti dei campi sono venduti a imprese commerciali cinesi che li distribuiscono in tutte le città siberiane. L’intera struttura economica della Russia orientale è in via di rapida “cinesizzazione”. Vi è anche un aumento della presenza delle imprese cinesi, che vincono gare appaltate dalle amministrazioni locali. Infine, ma non è solo una nota di colore, anche la criminalità organizzata cinese sta sistematicamente sostituendo quella russa, con gli indigeni confinati spesso al solo ruolo di bassa manovalanza.

Con tutta probabilità, questo fenomeno è un evento che trova spiegazione nelle grandi differenze tra le dinamiche economiche e demografiche di questi due immensi paesi confinanti. Tuttavia molti osservatori coltivano il sospetto che l’emigrazione cinese in Siberia sia ormai sistematicamente incoraggiata dal governo di Pechino. L’obiettivo è riprendere il controllo sui territori a Nord degli attuali confini, ceduti ai Russi nel XIX secolo.

La dirigenza cinese sa, con l’esperienza di chi ha una storia millenaria alle spalle, che anche se alcuni processi richiedono tempi lunghi, tuttavia, una volta avviati, portano a risultati rilevanti.

La Siberia ha molte attrattive per i Cinesi. Ampi spazi disabitati, grandi foreste piene di legname, notevoli risorse minerarie (oro, diamanti, gas e petrolio). Inoltre, in una fase di riscaldamento globale del pianeta, paradossalmente, le regioni siberiane rischiano di diventare appetibili: grazie ad una crescita di alcuni gradi della temperatura ampie aree potrebbero diventare coltivabili. Insomma, la Siberia potrebbe rappresentare per la Cina del XXI secolo quello che l’Ovest ha significato per gli Stati Uniti nel XIX: in questo virtuale “remake” dell’epopea del West, i Cinesi sono i coloni, mentre il ruolo degli Indiani è lasciato ai biondi e pallidi Russi.

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