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Categoria principale: Esteri Categoria: Usa
Creato Lunedì, 17 Maggio 2004

Produzione scientifica: USA e Cina a confronto, redazionale (n°37)

USA e Cina non competono solo per il predominio economico, l’accaparramento delle risorse energetiche, la conquista dello spazio: la competizione sta entrando nel vivo anche per quel che riguarda la produzione scientifica.

Apprendiamo da un articolo di Federico Rampini, pubblicato su la Repubblica del 4 maggio, che in questo campo gli Stati Uniti stanno perdendo il loro primato.

La notizia si basa sull’esame di indicatori discutibili, quali il numero di brevetti e il numero di pubblicazioni scientifiche realizzate, ma non per questo va presa sottogamba. Per ciò che concerne i brevetti, gli Stati Uniti d’America conservano il loro vantaggio su tutti, ma il margine si assottiglierebbe di anno in anno, con un calo dal 60% al 52% in un ventennio, mentre in alcuni settori specifici i paesi asiatici sono già passati in testa alla classifica.

Per quanto concerne invece l’altro indicatore che gli accademici guardano con attenzione, il numero di lavori pubblicati su riviste scientifiche, il sorpasso si è già verificato. Nella fisica, ad esempio, gli studi americani sarebbero caduti dal 61% sul totale di vent'anni fa, al 29% di oggi. Il direttore della Physical Review, Martin Blume, afferma che la Cina è ormai passata in testa, e che lo stesso sta accadendo in altre discipline scientifiche.

L’aumento delle spese militari, in passato, ha avuto ricadute positive sul progresso tecnologico, e tuttora, negli USA, la ricerca a scopi bellici riceve ben 66 miliardi di dollari di finanziamenti all'anno. Ma il costo della guerra che si sta combattendo in Asia costringe a tagli per quel che riguarda tutto il resto: 21 agenzie federali, su 24 che si occupano di ricerca scientifica, avrebbero visto i propri bilanci decurtati, mentre si salverebbero solo le tre che si occupano esclusivamente di missioni spaziali e sicurezza nazionale.

La Cina e l'India, che fino a ieri fornivano emigrazione qualificata agli USA, stanno ora emergendo come poli d'attrazione per i ricercatori. Negli anni '90 un terzo delle nuove imprese fondate nella Silicon Valley - il centro californiano delle tecnologie avanzate - era stato creato da scienziati di origine asiatica. Oggi una parte di loro sta tornando nei propri paesi d’origine. E, per molti giovani provenienti da Cina, India, Corea e Taiwan, un dottorato presso un’università americana serve solo per poi tornare a far carriera in patria: non rappresenta più il primo passo per trasferirsi negli Stati Uniti.

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