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Categoria principale: Esteri Categoria: Usa
Creato Lunedì, 06 Marzo 2006

Scontro di civiltà o comitato d’affari?, redazionale (n°75)

La compagnia araba Dubai World Ports si è aggiudicata la gestione dei sei porti più importanti della costa orientale degli Stati Uniti: New York, New Jersey, New Orleans, Miami, Baltimora, Filadelfia, amministrati fino a pochi giorni fa dalla società inglese Peninsular & Oriental, fondata nella seconda metà dell’Ottocento.

Evidentemente, in previsione della fine del petrolio, gli emiri di Dubai stanno diversificando gli investimenti (tra l’altro, hanno fondato una nuova compagnia aerea di bandiera, ordinando 42 Boeing da utilizzare per voli di linea tra Medio ed Estremo Oriente).

La notizia dell’acquisto ha scosso il Congresso USA, così come era accaduto lo scorso anno quando la compagnia petrolifera cinese Cnooc tentò di acquistare (ma le fu impedito) l’americana Unocal. Tuttavia, differentemente da allora, questa volta il presidente Bush si è schierato nettamente dalla parte del gruppo di Dubai. E’ vero che, almeno stando a quanto ci dicono, due dei dirottatori delle Twin Towers venivano dagli Emirati Arabi; è vero che, secondo le medesime fonti ufficiali, i finanziamenti per portare a termine l’operazione vennero fatti passare proprio dalle banche di Dubai; è vero, infine, che fu il presidente degli USA a lanciare l’idea dello "scontro di civiltà" con l’Islam. Ma, come abbiamo segnalato più volte su Cenerentola, non sembra essere quest’ultimo, bensì il contenimento della Cina, l’obiettivo della "guerra infinita" di Bush che, del resto, con i petrolieri arabi, continua a concludere buoni affari.

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