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Categoria: Guerra
Creato Lunedì, 04 Ottobre 2004

Se non puoi convincerli, confondili!, redazionale (n°43)

Martedì 28 settembre, a ventun giorni dal sequestro, i quattro coraggiosi operatori di "Un ponte per Baghdad" rapiti in Irak sono stati liberati.

Ne siamo felici. Anche perchè, col passare dei giorni, le speranze di rivederli vivi si stavano facendo sempre più fievoli.

Ancora non si sa, con certezza, chi siano stati i rapitori. E non vogliamo scrivere cose delle quali non siamo sicuri: non è nostra abitudine.

Di una cosa però siamo certi, e la diciamo. Dal sette settembre, dal giorno nel quale i quattro sono stati rapiti, si sono susseguite incessantemente notizie contraddittorie, spesso assurde, sulla loro sorte. Un giorno venivano dati per vivi, il successivo venivano dati per morti. Un giorno si affermava che erano stati rapiti per ottenere il ritiro delle truppe italiane, il successivo che erano stati rapiti per ottenere la liberazione delle Irachene prigioniere. Un giorno si diceva che i sequestratori erano fondamentalisti islamici, il successivo che si trattava di nostalgici baathisti. No, anzi, di guerriglieri non meglio identificati che cercano solo denaro...

Quasi sempre tali "notizie" provenivano da siti internet nei quali chiunque può scrivere ciò che gli passa per la mente, altre volte da fonti non specificate.

E’ normale, si dirà, i pazzi sono sempre esistiti e, se qualche deficiente si diverte a tenere il mondo col fiato sospeso, non ci si può far nulla.

Non è vero! Qualcosa si può fare: si può evitare di sbattere queste "notizie" in prima pagina, cosa che invece i giornali e le tv fanno quotidianamente.

Si parla molto, in questi giorni, di "terrorismo mediatico", di una strategia, messa in atto dai rapitori, per prolungare nel tempo gli effetti della loro azione. Può essere. Ma nessuno costringe chi controlla gli strumenti d’informazione ad assecondare tale strategia.

A noi sembra, piuttosto, che una "strategia" mediatica la stiano mettendo in atto proprio loro (o, almeno, gran parte di loro). E che si possa riassumere in una semplice frase: "Se non puoi convincerli, confondili!"

Nessuno in Italia, durante i giorni del sequestro, era del tutto convinto che quel rapimento fosse stato opera della resistenza irachena. E non perchè, come qualcuno ha detto, ci si illuda che i guerriglieri siano più "buoni" dei loro avversari; ma, semplicemente, perchè non si riusciva a comprendere la logica dell’azione loro attribuita. Dunque, "se non puoi convincere i tuoi lettori, confondili!". E sbatti in prima pagina qualsiasi sciocchezza, salvo smentirla il giorno successivo!

Del resto, la regola viene applicata, quotidianamente, a tutte le informazioni che riguardano la guerra in Irak; guerra che sta provocando migliaia di morti, e della cui necessità ben pochi, in questo paese, sono convinti.

E non solo alle informazioni che riguardano la guerra in Irak.

In questo numero di Cenerentola affrontiamo, nelle pagine 6 e 7, un altro argomento intorno al quale circolano notizie contraddittorie: il problema dell’esaurimento delle riserve energetiche del pianeta. E ancora di cattiva informazione, con riferimento a fatti recentemente accaduti in Italia, parliamo a pagina 5. Lì si racconta di quante bugie siano state scritte sui giornali nel corso delle indagini sul delitto D’Antona e, se non ci fossero di mezzo dei morti, e non si trattasse di persone che sono state in galera, ci sarebbe da ridere...

E’ uscito, in questi giorni, un nuovo libro di Josè Saramago: "Saggio sulla lucidità".

"Si dice che la democrazia è in crisi – ha affermato l’autore, nel corso di un’intervista rilasciata a Guido Caldiron, di "Liberazione" - probabilmente lo è sempre stata, quello che succede è che la situazione è arrivata a tal punto che invece di fare di questa crisi una specie di Muro del pianto, dobbiamo affrontare la verità, e la verità è che questa democrazia vive subordinata al potere economico e non dispone di strumenti e mezzi per controllare gli abusi del potere economico. Se il potere economico fa quello che vuole, e realmente fa quello che vuole, è quasi un'ironia continuare a parlare di democrazia".

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