Stampa
Categoria: Lavoro e sindacato
Creato Domenica, 01 Giugno 2014

Renzi e la pubblica amministrazione di Luca Albertosi (n°169)

scrittaAlla fine di aprile Matteo Renzi ha inviato una ridicola lettera a tutti i dipendenti pubblici illustrando le intenzioni del governo circa il futuro della pubblica amministrazione.

Ma non ci sono novità nelle sparate sul pubblico impiego:

- la mobilità tra enti, da lui proposta, esiste già (art.30 D.Lgs. 165 /2001) e peraltro, come tutti sanno, non è premiata (chi arriva in un nuovo ente deve ricominciare tutto da capo; l’attività svolta fino a quel momento non gli viene, di fatto, riconosciuta);

 

- i dirigenti pubblici a termine sono già molti, ma non hanno portato miglioramenti. Al contrario, sono, per ovvie ragioni, più subordinati ai politici che li hanno reclutati, spesso sulla base di rapporti fiduciari. Non porta miglioramenti neppure la pratica di trovare capri espiatori: prima i dipendenti fannulloni di Brunetta, ora i dirigenti del piazzista Renzi;

- il blocco delle assunzioni è già utilizzato per combattere contro il debito pubblico. Risultato? La spesa cresce, nonostante esternalizzazioni a cooperative dove, per lo stesso lavoro, le persone guadagnano meno e lavorano in condizioni peggiori dei dipendenti pubblici. E la spesa pubblica aumenta perché esternalizzare costa di più. Di fatto succede che, ad esempio, nel bilancio comunale, si sposta il costo del lavoro dalla voce Spese di personale a Spese di gestione. Questo lo sa Renzi?

Un esempio di novità della pubblica amministrazione è l’Ancitel. Questa società, nata dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per fare da supporto all’innovazione nei comuni, oggi ha 2,7 milioni di disavanzo e rischia grosso. Che cosa ne dice il ministro renziano Graziano Delrio, che ha passato tanti anni ai vertici dell’Anci?

- La riforma dei Tribunali amministrativi dimentica che la complicazione delle leggi e la trasformazione dei rapporti umani in rapporti giuridici è un frutto malato di una società che deve solo essere cambiata.

Alcune vere novità le propone il sindacato USI- Lavoratori Enti Locali:

- un sindacato a struttura industriale che unisce senza distinzione tutte le persone che lavorano in cooperativa, per il comune, come co.co.co., sotto lo stesso tetto;

- l’egualitarismo salariale, che porta ad esempio alla richiesta di abolire le “posizioni organizzative”, una sorta di vicedirigenti previsti dal contratto nazionale, e di dividere tra tutti i lavoratori (dirigenti esclusi) l’indennità a loro attribuita;

- l’elezione dei dirigenti da parte dei lavoratori, come primo passo per favorire l’affidamento di responsabilità e coordinamento ai più competenti.

L’USI-LEL riconduce il lavoro pubblico al socialismo libertario, dato che il lavoro pubblico è fatto di cura dell’altro, conoscenza, cooperazione, e non è mai frutto di un semplice sforzo individuale. Sollecita inoltre l’alleanza con tutte le persone all’esterno dell’ente pubblico; ma per cosa? Per arrivare gradualmente ad una società più giusta e più libera, a da qui Renzi è molto lontano.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Renzi e la pubblica amministrazione di Luca Albertosi (n°169) - Cenerentola Info
Joomla theme by hostgator coupons

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’utilizzo, consulta questa pagina. Cliccando su "CHIUDI" ovvero proseguendo la navigazione sul sito si presta il consenso all’uso di tutti i cookie.