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Categoria: Letture parallele
Creato Martedì, 03 Giugno 2003

 

Ragazzine, nuovo sesso forte. Maschietti sorpassati, di Stefania Miretti, (da “La Stampa”, 20/05/2003) (n°17)

Può darsi che il mondo sia ancora degli uomini, ma la scuola non è già più degli ometti. Le prime a saperlo sono le loro mamme, naturalmente. Ma in Italia, dove il figlio maschio è pur sempre il figlio maschio, la notizia era stata tenuta un po’ riservata ("Quest’anno Sara ha preso una pagella bellissima! Come? Matteo? ... oh, se la cava anche lui ma... sai com’è, il maschio matura dopo...").

La verità è che mentre Sara sgobba, s’ingegna e qualche volta sgomita, Matteo scarica musica, gioca alla Playstation, pare svenuto sul divano, spende l’intera paghetta in creme antibrufoli; e ogni mattina, prima di uscire di casa - mentre Sara ripassa la lezione - controlla muscoli e capelli allo specchio. Il fenomeno, che da noi non s’è voluto tanto indagare (il maschietto, si sa, matura dopo... ma guardiamoci negli occhi, mamme di figli maschi:quanto dopo?), in America è già classificato con linguaggio preciso e crudele. Si chiama "nuovo gap di genere", e riguarda i ragazzini di tutte le età: come mettono piede alla materna, il loro destino di "secondo sesso" pare irrimediabilmente segnato; di lì in poi, è tutto un rotolare, fino all’Università.

E’ "Business Week" a tradurre in percentuali ed esempi mortificanti ciò che più alla buona noi mamme, zie, insegnanti, avevamo notato. Nella High School di Long Island, per dire, sono tutte femmine le rappresentanti degli studenti, lo è la presidente dell’assemblea scolastica, così come il suo vice; è una ragazza il direttore del giornale, e lo è il capitano del team di matematica. Se negli Anni Settanta le università americane si sforzavano di diventare più "girl friendly", oggi accade che nel Midwest si istituiscano le quote per garantire pari opportunità d’accesso ai maschi. Si corre ai ripari sull’accesso, perché sul rendimento non c’è storia.

A sorpassare a cento all’ora strombazzando in curva sarebbero soprattutto le agguerritissime studentesse di origine ispanica o africana. Il che rende più evidente, e se vogliamo darwiniana, la morale di tutta la faccenda: da sempre garantiti, abituati a dare per scontata la loro supremazia di genere, i maschi stanno disimparando a competere; da sempre oppresse, consapevoli di doversi conquistare tutto e con fatica, le donne stanno diventando guerriere.

Ciao, maschio. Domani, nella battaglia, penso a te.

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