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Categoria: Letture parallele
Creato Lunedì, 06 Ottobre 2003

 

Elogio dei profeti disarmati, di Luciano Nicolini (n°22)

Al momento di avviare questa rubrica ("letture parallele"), il cui scopo è quello di consentire un facile confronto tra i punti di vista espressi da alcuni noti opinionisti e il (o, almeno, un) punto di vista libertario, mi ero dato due regole: la prima, "riportare sempre integralmente l’articolo dell’opinionista in questione"; la seconda, "riscrivere il suo articolo modificando solo quelle parti in cui le mie opinioni differiscono in modo notevole dalle sue".

In quest’occasione, tuttavia, faccio fatica a rispettare le regole stabilite.

L’articolo di Barbara Spinelli è piuttosto lungo. E’ stato quindi necessario tagliarlo in più punti (mi pare, però, di non aver in alcun modo travisato il suo pensiero).

Quanto al riscriverlo integralmente, la cosa sembra piuttosto inutile perchè, per buona parte di esso, l’autrice fornisce informazioni circa l’aria che tira negli USA, informazioni delle quali non si può fare altro che prendere atto.

Mi concentrerò pertanto su tre soli punti:

1 - Quest’Europa s’ha da fare

Ne sono convinto anch’io. Del resto fa parte della tradizione libertaria (che, almeno in Italia, nasce da quella pisacaniana e garibaldina) sostenere ogni tentativo di abbattere le frontiere.

Non sono però d’accordo nel desiderare un’Europa a guida franco-tedesca, come sembra desiderare la Spinelli. Del resto, né Pisacane né (alla fine) Garibaldi furono entusiasti di un’Italia a guida piemontese.

2 - Il risultato del referendum che ha posticipato l’entrata della Svezia nell’ euro ha portato acqua al mulino statunitense

Può darsi. Ed è anche possibile che qualcuno, dagli USA, abbia aiutato i tiepidi a vincere.

Tuttavia ho l’impressione che lo scetticismo degli Svedesi sia più che fondato.

Innanzitutto è provato (l’Italia insegna) che l’adesione all’euro comporta, almeno in un primo tempo, forti aumenti dei prezzi; il che, ovviamente, non può far piacere ai lavoratori.

In secondo luogo, se è vero che, per alcuni paesi, una maggior adesione all’Unione Europea potrà portare, nel tempo, a una minor dipendenza dal dominio USA, è altrettanto vero che per altri, tradizionalmente neutrali, può portare, da subito, a una maggior dipendenza da quello che rimane comunque il suo ingombrante alleato.

Con tutto ciò che comporta in termini di coinvolgimento in pericolosi conflitti.

3 - L’Europa ha bisogno di crescere come potenza militare

Su quest’ultimo punto il mio dissenso è totale. L’Europa, se vuol essere rispettata, e dare il suo contributo a un futuro di pace, ha bisogno di imboccare coraggiosamente la strada del disarmo unilaterale. Non perchè, quando si è di fronte a scelte disperate, le armi non possano servire. Proprio in questo numero di Cenerentola, riportiamo, e senza una parola di condanna, la storia di un uomo che, piuttosto che essere costretto a uccidere, senza alcun motivo, altri esseri umani, sparò su chi lo voleva trasformare in carnefice.

Occorre avviarsi sulla strada del disarmo unilaterale perchè, in generale, il possesso di armi è nocivo, prima di tutto, a chi le detiene.

Questa considerazione, valida per i singoli individui, è altrettanto valida per le nazioni, e per le federazioni da esse costituite.

Personalmente, la scelta del disarmo unilaterale l’ho già fatta da un pezzo. Perlomeno da quando mi sono dichiarato obiettore di coscienza al servizio militare. Non possiedo armi e non le voglio possedere.

Attendo che la mia stessa scelta sia fatta dalla Repubblica Italiana, e dall’Unione Europea.

 

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