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Categoria: Letture parallele
Creato Lunedì, 20 Ottobre 2003

 

Un Bolognese non sarà nonno d’Italia per sorella Rai (n°23)

"La mia vecchiaia non andrà in diretta tv"

Dal residente a Bologna Luciano Nicolini

 "Boia d’un mondo, sto diventando vecchio. Ecco, questo è stato il mio primo pensiero quando, da bambino, ho cominciato a ragionare. E ho avuto paura. Di morire senza aver toccato la felicità".

 

È certo: Balanzino, 47 anni, bolognese, non diventerà famoso. Non andrà in tv. Tantomeno a "Domenica in", partita ieri su sorella Rai, che non l’ha potuto scegliere tra tanti futuri nonni d’Italia per raccontare una vecchiaia, per seguirla settimana dopo settimana fino al decesso.

Balanzino è al mondo da 47 anni. Quando morirà, nessuno lo vedrà spirare sul piccolo schermo. Per fortuna.

Balanzino, parliamo di lei. 
"C’è poco da dire, sono una persona normale. A Bologna ho sempre abitato nella parte orientale della città. Forse perchè i miei antenati venivano dalla Romagna... 
Le manca la Romagna?

"Mi manca il Sangiovese". 
Allora, prima diceva...

"Ho fatto il liceo scientifico al Fermi. Mi sono laureato in Scienze Naturali ventiquattro anni fa e sono andato a Firenze per cercare lavoro". 
L’ha trovato?

"No. Mi hanno detto: "O bischero, se non sei buono di trovarlo a casa tua, figurati se te lo diamo noi..."". 
E la sua compagna?

"Si chiama Caterina, Caterina Petroni, ha molta pazienza. Mi sopporta da anni". 
E avete deciso di invecchiare insieme. 
"Deciso... C’è poco da decidere. Come le dicevo, ho cominciato a invecchiare molto presto. Un guaio in più". 
Molti si chiederanno: come mai non è andato a "Domenica in"?

"Un amico mi ha detto che alla Rai facevano provini, cercavano un futuro nonno. Mi sono guardato bene dal presentarmi. Qualche giorno dopo, forse per scherzo, mi hanno telefonato: "Vieni. I produttori ti stanno aspettando". E io: "Ma perché?" E loro: "Perché sembri Matusalemme".

E perché non ha accettato? Paura delle telecamere?

"Diventare famoso mi piacerebbe... Ma non a qualsiasi prezzo. Mi son detto: si comincia con la storia del nonno e si finisce col far pubblicità alle dentiere. E poi, andando a "Domenica in", mi sarebbe toccato parlare a dei coetanei, condividere le mie delusioni con quelli come me. Quelli che forse desiderano una pensione, ma hanno paura". 
Di che cosa?

"Del mondo in cui invecchieranno, dei soldi che non ci sono, dei sacrifici che bisogna fare per lasciar qualcosa agli eredi".

Ha paura anche lei.

"Certo, gliel’ho detto. Quando, da bambino, ho cominciato a ragionare, un altro pensiero è stato: ho finito di giocare. Ma la rottura di scatole, poi, è stata più forte di tutto. Già nascere è un miracolo. Figuriamoci riuscire a invecchiare".

Com’è cambiato?

"L’ho detto anche sul lavoro, penso meno agli altri e penso di più a me: ciò che sto per fare potrà danneggiarmi? Vecchio non mi sento ancora, certo non son più di primo pelo, ma, quando vedo una bella donna mentre si muove... che cosa posso dirle che sia capace di farle comprendere le mie emozioni?".

Non dica nulla. Il lettore può comprendere facilmente.

"Se è maschio, come il nonno, senz’altro. Se è femmina non so".

La sua compagna, quando l’ho intervistata, ha detto che, data la sua più giovane età e la minor speranza di vita calcolabile per i maschi, è sicura di seppellirla. Lei cosa ne pensa?

"Sono commosso".

Che cosa si augura per il futuro? 
"Boia d’un mondo, che domanda difficile... Di non vedere "Domenica in"".

 

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