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Categoria: Letture parallele
Creato Lunedì, 01 Dicembre 2003

 

I loro mostri, di Luciano Nicolini  (n°26)

In un momento di commozione nazionale, annegata nella retorica non soltanto in tv (era necessario che i conduttori dei programmi di intrattenimento esibissero facce lunghe, anche se si sa che da domani, seppelliti i morti, torneranno a dispensare "aiutini" ai vivi) , l’opinionista Massimo Gramellini ha preso in mano la penna per accostare Fausto Bertinotti a Nadia Desdemona Lioce. Evidentemente non gli bastavano espressioni come quel terribile "Non fuggiremo davanti a loro, anzi, li fronteggeremo con tutto il coraggio, l'energia e la determinazione di cui siamo capaci", pronunciato dal cardinale Ruini, al funerale dei carabinieri, espressioni che non possono essere tradotte in lingua umana.

Di quella prosa glaciale colpisce il disinteresse per la vita delle masse irachene - ieri in coda per cercare qualcosa da recuperare in quello che il ministro Martino ha chiamato "il nostro ground zero" - da parte di chi dichiara di agire per il loro bene. Ma certi atteggiamenti nei confronti degli "infedeli" non sono troppo diversi da quelli dei generali statunitensi. Ci auguriamo che il bombardamento più devastante che Gramellini possa mai concepire sia quello mediatico.Anche gli USA pullulano di Gramellini che non diventeranno mai Bush. Non ogni Occidentale che ha in uggia gli "infedeli" è un fiancheggiatore dei generali bombardieri, i quali, tuttavia, godono dell’ appoggio di una maggioranza feroce e cospicua: e tanto più feroce in quanto cospicua. Ricordarselo, persino mentre si leggono gli articoli di Gramellini, è un buon modo per onorare i tanti morti innocenti e scacciare i mostri dell’intolleranza, che poi hanno tutti la stessa origine: il sonno della ragione.

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