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Categoria: Musica
Creato Domenica, 01 Novembre 2009

CCCP CSI PGR... Fine di un ciclo del rock italiano, di Roberto Zani  (n°118)

E’ uscito da qualche mese l’album dei PGR “Ultime notizie di cronaca”. Ma la vera notizia è che al Cd non è seguito alcun concerto promozionale: con la registrazione dell’album Giovanni Lindo Ferretti, Giorgio Canali e Gianni Maroccolo hanno onorato il contratto firmato una decina di anni fa con la Universal, perciò il gruppo si è automaticamente sciolto. Del resto, Ferretti ha sempre dimostrato una certa abilità nei rapporti con le case discografiche: dopo una breve carriera con un genere poco commerciale, riuscì a strappare un contratto alla Virgin con i suoi CCCP-Fedeli alla Linea, tanto che i fans più intransigenti li ribattezzarono “fedeli alla lira”...

Altri tempi, però. Negli anni ’80, in pieno riflusso commerciale, emergevano anche in Italia realtà rock sorprendenti: Gang, Litfiba, Franti... Ma il tam-tam che i CCCP suscitavano tra i giovani nauseati da overdose di elettropop superava tutti. Nati dal fortuito incontro tra due reggiani - Ferretti e il chitarrista Massimo Zamboni – nell’underground berlinese, i CCCP contenevano un’intuizione originale: trasferire nella provincia più rossa d’Italia sonorità e temi delle avanguardie mitteleuropee, con l’aggiunta del gusto estetico retrò e autoironico per il decadente impero sovietico. Provocazione, nichilismo, sarcasmo: i ritornelli urlati da Ferretti divennero slogan assai popolari; i giri della chitarra di Zamboni erano orecchiabili e giustamente naïf. Così abbiamo avuto del vero punk in salsa italica e ruspante. Mitici i concerti, con personaggi aggiunti al nucleo di musicisti che improvvisavano scenette assurde e surreali. 

Vennero gli anni ’90, decade musicalmente assai più felice della precedente: ai nostri si unirono un nucleo di fuoriusciti dai Litifiba, tra cui i già citati Maroccolo e Canali, e dal felice connubio nacquero i CSI (acronimo di Consorzio Suonatori Indipendenti, ma anche della nascente confederazione post-sovietica). Ferretti cominciò a cantare sul serio, accompagnato dalla voce di Ginevra Di Marco. Il genere era un post-rock dalle molteplici influenze: spiccavano i riff semplici ed efficaci di Zamboni e gli arrangiamenti di Maroccolo. Ebbene sì, abbiamo amato gli album di quegli anni: “Ko de mondo”, l’acustico “In quiete”, “Linea Gotica”... Abbiamo apprezzato l’intelligenza nel partecipare all’operazione di “sdoganamento” di Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano anglofilo “colpevole” di aver militato nelle brigate monarchiche anziché in quelle comuniste.

 I CSI si dedicarono anche alla produzione di nuovi gruppi: Disciplinatha, Ustmamò, Radiodervish... mentre altri rimasero fortemente influenzati dai nostri. Un esempio della capacità di catalizzare la vivace scena rock italiana del periodo è la compilation “Materiale Resistente” del 1995, Cd prodotto dai CSI in occasione del 50° anniversario della Liberazione: Modena City Ramblers, Gang, Marlene Kuntz, Mau Mau, Yo Yo Mundi... Se l’ispirazione a temi civili o politici avesse prodotto anche solo saltuariamente risultati di quel livello, forse l’attuale deriva commerciale incontrerebbe ancora qualche contrasto (tra i pochi protagonisti autentici del nostro tempo troviamo ancora i Marlene Kuntz, mentre il giovane Vasco Brondi alias Le Luci della Centrale Elettrica, non a caso prodotto e accompagnato da Canali, indica esplicitamente i CCCP-CSI tra i suoi miti).

I CSI giunsero addirittura al primo posto nella classifica dell’album più venduto con l’uscita del loro ultimo lavoro, “Tabula Rasa Elettrificata” (1997): considerato retrospettivamente, fu una sorta di “premio alla carriera” che fece storcere il naso ai benpensanti amatori della melodia italica. Un gruppo rock in testa alla classifica italiana, roba da matti... Arrivò così la firma del contratto con la Universal, onorato con quest’ultimo album.

I PGR (Per Grazia Ricevuta) furono la conseguenza di una diaspora tra troppe primedonne. Con il primo album omonimo del 2002, il nucleo residuo tentò una reazione alla crisi conclamata virando verso una sorta di “elettroafro”; tuttavia il secondo Cd uscito due anni dopo, “D’Anime e d’animali”, fece registrare un ritorno al rock con poca fantasia. Delle numerose carriere soliste, l’unico exploit è “Sorella Sconfitta” del fuoriuscito Zamboni (2004), con le ottime collaborazioni di Nada e Lalli.

Tutto sommato, “Ultime notizie di cronaca” è un addio dignitoso. Tra i brani spicca “Cronaca divina”, in cui una pioggia suggestiva di suoni elettrici ed elettronici accompagna il convinto salmodiare di Ferretti. Grande è stato lo sconcerto dei fans quando il cantante ha dichiarato di essersi convertito alla fede grazie a Papa Ratzinger, facendo seguire a tale annuncio una serie di desolanti prese di posizioni sul quotidiano Il Foglio di Giuliano Ferrara. Ma più che un segno dei tempi a noi è parsa una tappa abbastanza tipica nel percorso di una rock-star, la cui svolta mistica coincide con una crisi artistica (sulle orme di Bob Dylan, Cat Stevens ecc.). Così il discusso ex leader dei CCCP-CSI-PGR ha potuto annunciare ai quattro venti il ritiro dai grandi palcoscenici a causa dell’età (56 anni), per circoscrivere l’attività musicale a piccoli concerti in chiese rurali e - ahinoi - continuare quella di scrittore.

L’amara constatazione che tutta questa vicenda ci suggerisce è semmai di ordine generale: un ciclo della musica rock italiana si è chiuso da anni senza che se ne sia riaperto un’altro. Torneremo sull’argomento.  

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