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Ballammo insieme, una sera, a Barcellona (n°20)

Diversi lettori ci hanno chiesto perchè mai questa Fiaba
rivista si chiami Cenerentola.

Qualcuno ha immaginato che le abbiamo dato questo nome soltanto perchè è alquanto squattrinata, o forse perchè molti la maltrattano. Eppure le gote rosse di Cenerentola, in quel viso annerito dalla cenere del camino, dovrebbero far venire in mente qualcosa...

C’era una volta una bella ragazza, figlia di un gentiluomo chiamato Libero Pensiero, che conviveva insieme alla matrigna, il cui nome era Ideologia Marxista, e a due sorellastre: Socialdemocrazia e Dittatura Bolscevica.

Le sorellastre erano brutte e cattive e maltrattavano la povera fanciulla, che era costretta a fare ogni giorno i lavori di casa, pulire i pavimenti e badare al fuoco, mentre loro passavano il tempo a pavoneggiarsi. In più, tutte le volte che potevano, le facevano ogni sorta di dispetto. Quando alla sera era stanca, la ragazza si riposava davanti al camino della cucina, e per questo la chiamavano, con disprezzo, Cenerentola.

All’inizio del ‘900 il Genere Umano, sentendo vicino il momento di emanciparsi, organizzò una festa. Le sorellastre di Cenerentola, dopo grandi preparativi, vi si recarono; mentre alla povera ragazza, stanca e avvilita, sprovvista di un vestito adeguato per partecipare al ballo, non rimase altro da fare che sedersi accanto al camino e piangere.

In quell’attimo apparve la fata Volontà. Commossa dal pianto di Cenerentola, le donò un bel vestito e la mandò alla festa con una carrozza dorata, un modello rivoluzionario, ottenuto trasformando la più grossa zucca che c’era nel suo orto.

"Insieme a me si può ottenere tutto, anche a partire dalle zucche... – le disse – Ma, mi raccomando, torna prima della mezzanotte, perchè a quell’ora finirà l’incantesimo!"

Cenerentola, felice e bellissima, destando l’invidia di tutte le invitate e, in particolare, delle cattive sorellastre, ballò con il Genere Umano per tutta la sera. Come rapiti in un sogno, i due continuavano a volteggiare per il grande salone e nessuno sembrava poterli dividere. Ma, poco prima della mezzanotte, dovette fuggire.

Per la fretta perse una scarpina, che il Genere Umano, triste per aver smarrito la compagna, ritrovò.

Da allora, in ogni parte del mondo, sta cercando una fanciulla il cui piede possa calzare la preziosa scarpina.

"Avete idea di chi possa essere? – chiede a tutti quelli che incontra – Di lei so solo che è bellissima; e che ballammo insieme, una sera, a Barcellona."

 

 

 

 

 

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