Cinema

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Categoria: Cinema
Creato Domenica, 01 Marzo 2020

Shia LabeoufHoney Boy, recensione di Luca Baroncini

di Alma Har’el 

con Shia LaBeouf, Lucas Hedges, Noah Jupe,  Byron Bowers, Laura San Giacomo

Sapete chi è Shia LaBeouf?

In tal caso passate direttamente al punto A) altrimenti continuate a leggere.

Shia LaBeouf è una star hollywoodiana. È un talento fin dall’infanzia, a dieci anni è già un attore professionista e a quattordici anni è protagonista della sit-com Disney “Even Stevens”, da noi arrivata solo successivamente ma di grande successo negli Stati Uniti. Dopo non si è più fermato, ottenendo il successo presso il grande pubblico con il franchise “Transformers” prima, e con “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” dopo.

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Categoria: Cinema
Creato Domenica, 01 Marzo 2020

I miserabiliI miserabili, recensione di Luca Baroncini

di Ladj Ly 

con Damien Bonnard, Alexis Manenti,  Djibril Zonga, Issa Perica, Al-Hassan Ly, Steve Tientcheu

Siamo abituati a opere cinematografiche che per sviscerare la complessità prendono una posizione netta e si sostituiscono allo spettatore nell’interpretazione dei fatti. La realtà, invece, è problematica, ha molte facce, richiede più di un compromesso, non offre soluzioni facili. Se pensiamo alle banlieue parigine, il nostro immaginario va a ciò che i media ci trasmettono e pensiamo subito a un ambiente multietnico pericoloso dove imperversano rap e hip-hop e domina lo spacci

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Categoria: Cinema
Creato Sabato, 01 Febbraio 2020

The purgeThe Purge, recensione di Luca Baroncini (n°230)

“La notte del giudizio” è una saga, prima cinematografica, poi televisiva, basata su un’idea geniale. Si ipotizza infatti che in America, in un futuro non troppo lontano, per arginare il crescendo di violenza si sia fissato un giorno all’anno, chiamato “sfogo”, in cui tutti i crimini, incluso l’omicidio, restano impuniti. Per dodici ore è   mattanza legalizzata per cui polizia, vigili del fuoco e ospedali restano inattivi. A deciderlo sono stati i Nuovi Padri Fondatori, saliti al potere instaurando un regime totalitario. Nel corso del tempo si verifica una effettiva diminuzione del tasso di criminalità, l’economia si rafforza e la disoccupazione scende sotto all’1%, ma quella che viene spacciata come catarsi è in realtà un modo per controllare la popolazione, di fatto eliminando chi viene ritenuto inutile allo sviluppo economico del paese, quindi le fasce sociali più deboli e povere in primis.

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Creato Sabato, 01 Febbraio 2020

Hotel degli amori smarritiL’hotel degli amori smarriti, recensione di Luca Baroncini (n°230)

di Christophe Honoré 

con Chiara Mastroianni, Vincent Lacoste, Benjamin Biolay, Carole Bouquet  

Christophe Honoré ha un grandissimo dono, quello di prendere una delle storie più raccontate di sempre, il “tradimento”, un vero e proprio cliché, e  trasformarlo in una divertente, leggera, ma non per questo superficiale, riflessione sulla vita e sul suo incessante e problematico scorrere.

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Creato Sabato, 18 Gennaio 2020

House of cardsHouse of Cards, recensione di Luca Baroncini (n°229)

“House of Cards” è una delle serie che hanno cambiato la televisione. Prima di tutto perché è stata quella che ha imposto Netflix nel mondo (anche se in Italia è visibile solo su Sky a causa di accordi precedenti all’avvento di Netflix nel nostro paese), cambiando così il modo di fruire una serie, non necessariamente una puntata a settimana ma tutte le puntate che si vuole quando si vuole e sul supporto che si vuole (il termine binge-watching, tanto in voga, sta a significare proprio “guardare senza sosta”), ma anche perché ha trasportato registi e stelle del cinema dal grande al piccolo schermo. A partire dal regista David Fincher (“Seven” e “Fight Club” tra i suoi film di culto), fino ai due protagonisti, Kevin Spacey e Robin Wright. 

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Creato Sabato, 18 Gennaio 2020

UFFICIALE E LA SPIA-conferenza stampaAllen, Polanski, Scorsese: i loro ultimi film sono davvero capolavori? di Luca Baroncini (n°229)

Pare che per uscire di casa e andare al cinema sia sempre più necessario il superlativo. Per un film carino, magari solido, pure interessante, nessuno si muove più. Va così il mondo, si dirà. Per vendere devi gonfiare, rendere l’esperienza unica e insostituibile. È l’approccio social media in cui per cliccare sul link devi essere sicuro che ne valga la pena.

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Creato Martedì, 10 Dicembre 2019

locandina Il Mistero di Henri PickIl mistero di Henri Pick, recensione di Luca Baroncini (n°228)

di Rémi Bezançon 

con Fabrice Luchini, Camille Cottin, Alice Isaaz, Bastien Bouillon

Nel cuore della Bretagna c’è un luogo molto particolare, la “Biblioteca dei libri rifiutati”, in cui sonnecchiano tra la polvere i testi che autori in cerca di consacrazione non hanno avuto la fortuna di vedere pubblicati. Proprio lì una ragazza che lavora come editor in una grande casa editrice parigina, quindi sempre alla ricerca di nuovi potenziali talenti, trova un manoscritto da cui viene immediatamente colpita. Si tratta di un racconto che narra la fine di una storia d’amore  in parallelo con l’agonia del drammaturgo russo Aleksandr Sergeevič Puškin.

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Creato Martedì, 10 Dicembre 2019

Dal Film Ritratto della giovane in fiammeRitratto della giovane in fiamme,  recensione di Luca Baroncini (n°228)

di Celine Sciamma

con Adèle Haenel, Noémie Merlant, Valeria Golino

Un’isola della Bretagna. Il 1770. Una ragazza promessa sposa a un non meglio definito nobile milanese. Una madre che incarica una pittrice di fare un ritratto alla figlia per dare modo allo sposo di conoscerla. Una pittrice che si finge dama di compagnia, perché di quel ritratto la protagonista del quadro, ostile alle nozze, non deve saperne nulla. E poi una grande casa, vuota. La natura selvaggia. Il vento, forte.

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Creato Domenica, 10 Novembre 2019

Sorry We Missed YouSorry We Missed You, recensione di Luca Baroncini (n°227)

di Ken Loach 

con Kris Hitchen, Debbie Honeywood, Rhys Stone

Per fortuna c’è Ken Loach che in un cinema di supereroi e di ricchi ricchissimi che vorrebbero esserlo ancora di più ci ricorda che esiste anche una moltitudine silenziosa che vive sul filo e permette all’ingranaggio di funzionare, quasi mai godendone i frutti. Dopo la Palma d’Oro a Cannes del 2016 con “Io, Daniel Blake”, dove il regista inglese si insinuava nel terreno irto di insidie della burocrazia, questa volta il tema, affrontato come sempre di petto, è quello del precariato.

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Creato Domenica, 10 Novembre 2019

PARASITE Song Kang HoParasite, recensione di Luca Baroncini (n°227)

di Bong Joon-ho 

con Song Kang-ho, Lee Sun-kyun, Cho Yeo-jeong, Choi Woo-shik 

Ci sono film che arrivano e colpiscono come saette, un pugno in faccia, SDENG!, insomma, lasciano un segno profondo. È il caso di questo Parasite di Bong Joon-ho, non nuovo a costruire mondi in cui portare a esasperazione il conflitto di classe (pensiamo all’altrettanto potente Snowpiercer in cui in una sorta di post apocalisse l’umanità rimasta viaggia suddivisa per classi su un treno che non si ferma mai). Il titolo è molto eloquente perché di parassiti si tratta.

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Creato Mercoledì, 25 Settembre 2019

Locandina del film YesterdayYesterday, recensione di Luca Baroncini (n°226)

di Danny Boyle

con Himesh Patel, Lily James, Ed Sheeran, Kate McKinnon

Yesterday appartiene al genere “come trasformare in film un aneddoto da bar”. L’interrogativo che dà il la alla vicenda è infatti “cosa succederebbe se di colpo il mondo dimenticasse l’esistenza dei Beatles e solo una persona ricordasse le loro celeberrime canzoni?” 

La sceneggiatura giustifica come può la simpatica trovata (il solito sbalzo temporale dovuto a un non meglio dettagliato blackout globale) e si concentra sulle gesta di un cantante della provincia inglese di buona volontà che, con l’aiuto di un’amica manager “segretamente” innamorata di lui, fa di tutto per sfondare ma proprio non ce la fa.

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Creato Mercoledì, 25 Settembre 2019

Locandina del film Il mio profilo miglioreIl mio profilo migliore, recensione di Luca Baroncini (n°226)

di Safy Nebbou 

con Juliette Binoche, Nicole Garcia, François Civil, Marie-Ange Casta

La vita a volte la si vive, altre la si recita. Al di là dei facili giudizi, e delle frasi slogan, i confini sono spesso sottili. Ce lo conferma l’interessante film di Safy Nebbou tratto dal romanzo “Quella che vi pare” di Camille Laurens, in cui una cinquantenne di grande fascino cede, un po’ per curiosità e un po’ per bisogno, al gioco della seduzione virtuale attraverso l’utilizzo di una chat. 

Il fatto è che si finge ciò che non è, almeno non più, una conturbante ventiquattrenne. Claire diventa quindi Clara. Il suo interlocutore altri non è che l’amico di un ragazzo con cui lei intrattiene una relazione volante, priva di vincoli ma non così appagante, e tra i due si stabilisce un legame via via sempre più complice. 

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Creato Venerdì, 19 Luglio 2019

Big Little Lies - Piccole grandi bugie4 serie TV (3 da vedere + 1), recensione di Luca Baroncini (n°225)

Vi diranno che le serie televisive sono il nuovo cinema e il futuro dell’intrattenimento, che rivoluzioneranno il modo di raccontare storie, che tutti i grandi attori e registi ormai sono indirizzati al piccolo schermo perché più remunerativo e in grado di colonizzare l’immaginario. Tutto vero? Boh! Di oggettivo c’è che le piattaforme di streaming legale sono sempre più diffuse e per una visione casalinga la fruizione a puntate sembra un ottimo modo per agganciare il pubblico e dargli storie, tante, in cui perdersi.

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Creato Sabato, 01 Giugno 2019

Palazzo con stelle - CannesCannes 2019: voilà le festival, di Luca Baroncini (n°224)

Cosa rappresenta nel panorama cinematografico mondiale il Festival di Cannes? Al di là di tutti i meriti della manifestazione francese legati alla qualità dei film proposti (discreta per le opere in concorso, buona per quelle nelle altre sezioni), è altro ciò che si cela dietro alla “Montée des marches” (la scalinata da cui si accede al Grand Auditorium Louis Lumière), ai riflettori puntati sulle star, alle interviste, alle file per accedere nelle sale, alla folla che per due settimane invade la Croisette. Ciò che il festival celebra è infatti soprattutto se stesso e la propria esclusività. Quello che Cannes grida a gran voce è ancora una volta “Se ci sei, significa che vali!”. Un valore legato alla qualità, alla dedizione, all’impegno, al talento e concesso da chi sente di avere il potere di decidere le sorti del mondo, perlomeno del cinema. 

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Cinema - Cenerentola Info
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