Cinema

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Categoria: Cinema
Creato Domenica, 10 Novembre 2019

Sorry We Missed YouSorry We Missed You, recensione di Luca Baroncini

di Ken Loach 

con Kris Hitchen, Debbie Honeywood, Rhys Stone

Per fortuna c’è Ken Loach che in un cinema di supereroi e di ricchi ricchissimi che vorrebbero esserlo ancora di più ci ricorda che esiste anche una moltitudine silenziosa che vive sul filo e permette all’ingranaggio di funzionare, quasi mai godendone i frutti. Dopo la Palma d’Oro a Cannes del 2016 con “Io, Daniel Blake”, dove il regista inglese si insinuava nel terreno irto di insidie della burocrazia, questa volta il tema, affrontato come sempre di petto, è quello del precariato.

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Categoria: Cinema
Creato Domenica, 10 Novembre 2019

PARASITE Song Kang HoParasite, recensione di Luca Baroncini

di Bong Joon-ho 

con Song Kang-ho, Lee Sun-kyun, Cho Yeo-jeong, Choi Woo-shik 

Ci sono film che arrivano e colpiscono come saette, un pugno in faccia, SDENG!, insomma, lasciano un segno profondo. È il caso di questo Parasite di Bong Joon-ho, non nuovo a costruire mondi in cui portare a esasperazione il conflitto di classe (pensiamo all’altrettanto potente Snowpiercer in cui in una sorta di post apocalisse l’umanità rimasta viaggia suddivisa per classi su un treno che non si ferma mai). Il titolo è molto eloquente perché di parassiti si tratta.

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Creato Mercoledì, 25 Settembre 2019

Locandina del film YesterdayYesterday, recensione di Luca Baroncini (n°226)

di Danny Boyle

con Himesh Patel, Lily James, Ed Sheeran, Kate McKinnon

Yesterday appartiene al genere “come trasformare in film un aneddoto da bar”. L’interrogativo che dà il la alla vicenda è infatti “cosa succederebbe se di colpo il mondo dimenticasse l’esistenza dei Beatles e solo una persona ricordasse le loro celeberrime canzoni?” 

La sceneggiatura giustifica come può la simpatica trovata (il solito sbalzo temporale dovuto a un non meglio dettagliato blackout globale) e si concentra sulle gesta di un cantante della provincia inglese di buona volontà che, con l’aiuto di un’amica manager “segretamente” innamorata di lui, fa di tutto per sfondare ma proprio non ce la fa.

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Creato Mercoledì, 25 Settembre 2019

Locandina del film Il mio profilo miglioreIl mio profilo migliore, recensione di Luca Baroncini (n°226)

di Safy Nebbou 

con Juliette Binoche, Nicole Garcia, François Civil, Marie-Ange Casta

La vita a volte la si vive, altre la si recita. Al di là dei facili giudizi, e delle frasi slogan, i confini sono spesso sottili. Ce lo conferma l’interessante film di Safy Nebbou tratto dal romanzo “Quella che vi pare” di Camille Laurens, in cui una cinquantenne di grande fascino cede, un po’ per curiosità e un po’ per bisogno, al gioco della seduzione virtuale attraverso l’utilizzo di una chat. 

Il fatto è che si finge ciò che non è, almeno non più, una conturbante ventiquattrenne. Claire diventa quindi Clara. Il suo interlocutore altri non è che l’amico di un ragazzo con cui lei intrattiene una relazione volante, priva di vincoli ma non così appagante, e tra i due si stabilisce un legame via via sempre più complice. 

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Creato Venerdì, 19 Luglio 2019

Big Little Lies - Piccole grandi bugie4 serie TV (3 da vedere + 1), recensione di Luca Baroncini (n°225)

Vi diranno che le serie televisive sono il nuovo cinema e il futuro dell’intrattenimento, che rivoluzioneranno il modo di raccontare storie, che tutti i grandi attori e registi ormai sono indirizzati al piccolo schermo perché più remunerativo e in grado di colonizzare l’immaginario. Tutto vero? Boh! Di oggettivo c’è che le piattaforme di streaming legale sono sempre più diffuse e per una visione casalinga la fruizione a puntate sembra un ottimo modo per agganciare il pubblico e dargli storie, tante, in cui perdersi.

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Creato Sabato, 01 Giugno 2019

Palazzo con stelle - CannesCannes 2019: voilà le festival, di Luca Baroncini (n°224)

Cosa rappresenta nel panorama cinematografico mondiale il Festival di Cannes? Al di là di tutti i meriti della manifestazione francese legati alla qualità dei film proposti (discreta per le opere in concorso, buona per quelle nelle altre sezioni), è altro ciò che si cela dietro alla “Montée des marches” (la scalinata da cui si accede al Grand Auditorium Louis Lumière), ai riflettori puntati sulle star, alle interviste, alle file per accedere nelle sale, alla folla che per due settimane invade la Croisette. Ciò che il festival celebra è infatti soprattutto se stesso e la propria esclusività. Quello che Cannes grida a gran voce è ancora una volta “Se ci sei, significa che vali!”. Un valore legato alla qualità, alla dedizione, all’impegno, al talento e concesso da chi sente di avere il potere di decidere le sorti del mondo, perlomeno del cinema. 

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Creato Sabato, 18 Maggio 2019

Locandina della caduta dell'impero americanoSchermi di primavera, recensione di Luca Baroncini (n°223)

I primi tre mesi del 2019 non sono stati incoraggianti per il cinema. Se infatti i film godono di ottima salute, e la fame di storie in cui perdersi è sempre alta, le sale cinematografiche stanno invece vivendo un periodo di crisi: transizione dal grande al piccolo schermo grazie alle sempre più diffuse piattaforme di streaming legale (Netflix, Amazon, Inifinity e a breve anche Disney e Apple)

Pirateria esercitata senza il minimo scrupolo e con poca consapevolezza?

Mancanza di ricambio generazionale per quel cinema medio che è invece linfa vitale per la sopravvivenza dell’esercizio cinematografico? 

Eccesso di sollecitazioni?

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Creato Lunedì, 01 Aprile 2019

DafneDafne, recensione di Luca Baroncini (n°222)

di Federico Bondi 

con Carolina Raspanti, Antonio Piovanelli, Stefania Casini

Dafne è una trentacinquenne con la sindrome di Down. A inizio film la vediamo passeggiare spensierata in un luogo di vacanza in compagnia di un’altra donna. È sua madre, quello sarà il loro ultimo giorno insieme. Rimasta sola con il padre per Dafne comincerà una lenta elaborazione del lutto che necessiterà del raggiungimento di un nuovo equilibrio. Lui ormai anziano e incapace di reagire, chiuso in un’introversione a stretto confine con la depressione, lei esuberante, vitale ma anche bisognosa di quel calore e quello scambio vicendevole che la figura materna era in grado di assicurare. Non sarà facile per nessuno dei due colmare la distanza che la routine, le abitudini e le divergenze caratteriali hanno nel tempo sedimentato. Sarà di aiuto una lunga passeggiata insieme per arrivare, a piedi, al paesino di montagna in cui la madre è nata ed è stata sepolta e dove ogni tanto andavano tutti insieme. Sarà l’occasione per condividere un po’ di tempo lontano da riti e ritmi del quotidiano che con il suo incessante scorrere non facilita il confronto.

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Creato Lunedì, 01 Aprile 2019

Valeria GolinoI Villeggianti, recensione di Luciano Nicolini (n°222)

di Valeria Bruni Tedeschi

con Valeria Bruni Tedeschi, Pierre Arditi, Valeria Golino, Noémie Lvosky, Yolande Moreau

Il film è composto da tre atti e una conclusione: al termine del primo ero contento perché pensavo di essere arrivato al “giro di boa”; grande è stata la mia delusione quando, al termine del secondo, è comparsa la scritta “atto terzo”. E ancora non sapevo che ad esso sarebbero seguite le (fortunatamente brevi) conclusioni.

Come potete intuire, l’opera non mi è piaciuta.

Non vi racconterò la trama, anche perché, sostanzialmente, non c’è alcuna trama: la protagonista (interpretata dalla regista Valeria Bruni Tedeschi) è stata scaricata dal suo compagno e si reca nella bella villa di famiglia per un periodo di vacanza sul mare.

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Creato Lunedì, 01 Aprile 2019

Il coraggio della veritàIl coraggio della verità  – The Hate U Give, recensione di Luca Baroncini (n°222)

di George Tillman Jr. 

con Amandla Stenberg, Regina Hall, Common, Sabrina Carpente

Le opere a tesi sono spesso insidiose perché il più delle volte piegano personaggi e situazioni al messaggio che vogliono trasmettere. Il bel film di George Tillman Jr. non fa eccezione, ma quando la tesi è così condivisibile, importante e potente occorre rivedere i propri paletti critici. 

“Il coraggio della verità” prova infatti a fare una cosa rivoluzionaria: parlare a tutti. Per farlo non si limita a scelte accattivanti (la fotogenia degli interpreti, la confezione patinata), quelle sono solo lo strumento, il fine è dare nuove consapevolezze ai personaggi provando a contagiare anche lo spettatore. 

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Creato Sabato, 23 Marzo 2019

Martin Freemane e Diane KrugerBerlinale 2019: un festival al femminile, di Luca Baroncini    

Il festival di Berlino è da sempre una riflessione attraverso il cinema su ciò che ci accade intorno, quindi più attento alle urgenze sociali e politiche che al glamour, presente ma non inseguito. Quest’anno il direttore uscente Dieter Kosslick, sostituito l’anno prossimo dall’italiano Carlo Chatrian, ha dichiarato che la selezione si è posta come obiettivo quello di “approfondire il senso del nostro comportamento quotidiano nel mondo”. Il tema è quindi quello, molto concreto e contemporaneo, delle conseguenze politiche dei comportamenti privati.

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Creato Martedì, 05 Febbraio 2019

Barry JenkinsSe la strada potesse parlarerecensione di Luca Baroncini (n°220)

di Barry Jenkins

con KiKi Layne, Stephan James, Regina King, Teyonah Parris

L’acclamato “Moonlight”, secondo lungometraggio di Barry Jenkins vincitore a sorpresa dell’Oscar come Migliore Film nel 2017 (scippandolo a “La La Land”, va detto), evidenziava alcune caratteristiche: la GENTILEZZA dello sguardo, un OTTIMISMO di fondo, la ricerca del BELLO. Caratteristiche che si ritrovano anche in “Se la strada potesse parlare”, trasposizione dell’omonimo romanzo dello scrittore statunitense James Baldwin.

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Creato Martedì, 05 Febbraio 2019

Boy erasedBoy Erased – Vite cancellate, recensione di Luca Baroncini (n°220)

di Joel Edgerton

con Lucas Hedges, Nicole Kidman, Russell Crowe, Joel Edgerton

Garrard Conley è figlio di un pastore battista e di una madre amorevole in una piccola cittadina della provincia americana. La sua carriera scolastica sembra procedere senza intoppi, così come il suo inserimento nella comunità in cui il padre riveste un ruolo di guida. Il fatto è che al college, complice la provocazione di un compagno irrisolto, scopre la sua omosessualità.

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Creato Martedì, 01 Gennaio 2019

LA FAVORITALa favorita, recensione di Luca Baroncini (n°219)

di Yorgos Lanthimos

con Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn

Yorgos Lanthimos continua il suo graduale cammino verso un cinema solo in apparenza più addomesticato rispetto all’irruenza provocatoria degli esordi (il destabilizzante “Kynodontas” e il labirintico “Alps”) e delle opere che lo hanno portato alla ribalta internazionale (“The Lobster” e “Il sacrificio del cervo sacro”).

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Cinema - Cenerentola Info
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