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Categoria: Cinema
Creato Martedì, 01 Novembre 2016

liberamiLiberami, recensione di Luca Baroncini (n°195)

di Federica Di Giacomo

Appena sentiamo la parola “esorcismo” pensiamo subito al film di William Friedkin e a Linda Blair che rotea la testa e sputa verde. La realtà può essere molto diversa. L’antropologa Federica Di Giacomo propone un tema tabù, che molto incuriosisce e poco si discute, e prova a sviscerarlo evitando qualsiasi deriva sensazionalistica. I dati statistici parlano di un’emergenza spirituale mondiale, con un numero crescente di preti esorcisti nominati dalla Chiesa per far fronte a un aumento delle richieste.

La regista si sofferma su una regione, la Sicilia, e su un veterano, Padre Cataldo, che ogni martedì celebra la “Messa di liberazione” a cui partecipano persone che si sentono possedute dal Maligno. Nessuna telecamera nascosta, vita recitata davanti alla macchina da presa, montaggio manipolatore (anche se in alcune sequenze può sembrare), ma la pazienza di seguire per lunghi mesi alcuni partecipanti al rito e le loro derive. Sembra pazzesco pensare che ci sia stato qualcuno che ha dato la liberatoria per farsi filmare con le orbite bianche e in condizioni di evidente disagio psico-emotivo. E probabilmente il fatto che ciò sia accaduto aiuta già a razionalizzare e capire meglio il fenomeno. Perché quello di cui siamo testimoni, più che un esorcismo, è una seduta di terapia, la risposta a un grido di aiuto da parte di chi non trova altro modo per esprimere un malessere lontano anni luce da una consapevolezza salvifica. La macchina da presa registra i fatti senza intromettersi ed evita di giudicarli, anche se sollecita inevitabili reazioni, perché è impossibile restare indifferenti, e non ridere, davanti a Padre Cataldo che si cimenta in un colorito esorcismo al telefono. Il lavoro di ricerca compiuto dalla regista e dal suo gruppo di lavoro è stato lungo e meticoloso e mostra una quotidianità dove sacro e profano, tecnologia e riti arcaici, cellulari e acqua santa, silenzi e urla, si intersecano e dove la religione riempie vuoti che la società e la forza del singolo non sono evidentemente capaci di colmare. Presentato al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti ha vinto il premio come Miglior Film confermando la crescente rilevanza del documentario, non più solo strumento informativo e didattico ma forma di arte e intrattenimento.

 

 

 

 

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