Stampa
Categoria: Cinema
Creato Lunedì, 01 Gennaio 2018

Ella&JhonElla & John, recensione di Luca Baroncini (n°208)

di Paolo Virzì 

con Helen Mirren e Donald Sutherland

Paolo Virzì in trasferta americana ripropone, con la complicità di Stephen Amidon, Francesca Archibugi e Francesco Piccolo in sede di scrittura, una strana coppia on the road.

Non distaccandosi troppo dal modello Micaela Ramazzotti /Valeria Bruni Tedeschi de “La pazza gioia”, il regista livornese imbastisce un racconto su un marito e una moglie in fuga, non da un ospedale psichiatrico, ma da un destino avverso e ormai segnato che li vorrebbe in casa di riposo o in ospedale. Lei è infatti malata di tumore e lui di demenza senile. Il film abbraccia in pieno il genere “malattia incurabile” e cerca, e trova, lacrime facili. 

 

Vista la situazione di partenza, visto già il film. Non ci sono infatti sorprese in un copione di insopportabile ruffianeria, valorizzato dal carisma di Helen Mirren, in cui l’umanità, urlata dai personaggi e nei dialoghi, manca però di sudore e sangue finendo per risultare quasi sempre fasulla e ritoccata ad arte per commuovere e fare affezionare ai personaggi. In particolare non si evita il cliché che vuole la malattia completamente piegata alle presunte esigenze di copione, per cui si hanno improvvisi ritorni di memoria e repentine cadute quando è più efficace per solleticare le emozioni dello spettatore. Un gioco così smaccatamente scoperto da risultare irritante. 

Poco credibili anche molti dei siparietti dei due protagonisti, il cui amore inscalfibile viene messo a dura prova solo dalle ipotesi di tradimento (possibile che sia sempre e solo questione di corna?) e dove per riempire le due ore di film si costruiscono situazioni improbabili (la rapina o quei rulli di vecchie diapositive sempre disponibili quando necessario) glissando il più delle volte sulle questioni pratiche (montare e smontare luci e veranda di un camper non è così semplice). 

Molto stereotipata anche la vicinanza affettiva dei due protagonisti, emblema di un amore simbiotico tanto assoluto quanto poco interessante perché privo di quelle ombre in grado di renderlo vero e non solo fotogenico. In questo senso contenevano più verità i siparietti di Sandra e Raimondo, che almeno sulla difficoltà dello stare insieme si facevano due risate e non imponevamo un appiccicume di pura superficie sempre teso a dimostrare cos’è l’amore vero (copula finale in primis). 

Presentato al festival di Venezia in concorso ne è uscito, per fortuna, a mani vuote. Dato il tenore dei nomi coinvolti se ne parlerà molto, sicuramente più del dovuto.

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Ella & John, recensione di Luca Baroncini (n° 208) - Cenerentola Info
Joomla theme by hostgator coupons

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’utilizzo, consulta questa pagina. Cliccando su "CHIUDI" ovvero proseguendo la navigazione sul sito si presta il consenso all’uso di tutti i cookie.