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Categoria: Cinema
Creato Sabato, 03 Novembre 2018

EUFORIAEuforia, recensione di Luca Baroncini

di Valeria Golino

con Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, Valentina Cervi, Jasmine Trinca

Ettore e Matteo, due fratelli agli antipodi. Il primo defilato, serioso e introverso, il secondo fin troppo esuberante.

Si sono persi, non sappiamo perché, anche se le differenze caratteriali lasciano intuire difficoltà comunicative che in giovane età devono avere creato muri via via sempre più invalicabili. La malattia di Ettore li fa rincontrare, soprattutto relazionare di nuovo. Ognuno con un bagaglio di esperienze e conquiste personali che li ha portati a radicalizzarsi nelle proprie consapevolezze e a essere poco inclini al compromesso ma desiderosi, in fondo, di riscoprirsi. 

Il film è tutto qui. Uno scavo di personaggi che scorre con ritmi fluttuanti passando dalla lacrima al sorriso, dalla malinconia alla spensieratezza, dalla ruvidità alla morbidezza. Un tentativo, riuscito, di seguire per un po’ il destino di due personaggi complementari mettendo in scena paure, nevrosi e insicurezze contemporanee.

Valeria Golino, alla sua seconda regia dopo “Miele”, sa quello che vuole. Nessuna tesi da esporre, nessuna verità inconfutabile da appioppare allo spettatore, nessun colpo di scena a scombinare le carte, solo l’inseguire la verità dei due protagonisti, valorizzati da due interpreti perfettamente in parte la cui alchimia diventa specchio in cui riflettersi. Valerio Mastandrea continua a fare Valerio Mastandrea, ma il personaggio è costruito sui suoi ritmi e la sua sensibilità. Riccardo Scamarcio, invece, si conferma attore versatile in un ruolo a rischio macchietta che riesce invece a contenere e a rendere credibile.

La narrazione, grazie anche a personaggi di contorno caratterizzati con cura, procede per piccole tappe che gradualmente portano quel muro sorto chissà quando se non a sgretolarsi, di sicuro ad abbassarsi. Un varco, forse piccolo, forse no, si profila all’orizzonte. Che ne sarà della malattia, dove andranno a finire i personaggi? Quanta strada condivideranno ancora insieme? Chi lo sa, ma accompagnarli in quella piccola porzione di vita in cui si confrontano sullo schermo è esperienza appagante. 

Il film è stato presentato al festival di Cannes nella sezione “Un certain regard” e il titolo, come ha spiegato la stessa Golino, cerca di cogliere quell’attimo in cui il sommozzatore immerso a grandi profondità deve decidere il momento giusto per risalire prima che diventi troppo rischioso, una sensazione “bella e pericolosa, di piena felicità e totale libertà”.

 

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