Stampa
Categoria: Cinema
Creato Lunedì, 03 Dicembre 2018

7 uomini a mollo7 uomini a mollo, recensione di Luca Baroncini (n°218)

di Gilles Lellouche 

con Mathieu Amalric, Guillaume Canet, Benoît Poelvoorde, Jean-Hugues Anglade, Virginie Efira, Leïla Bekhti, Marina Foïs

In quella terra di nessuno tra i quaranta e i cinquant’anni si deprime Bertrand, insoddisfatto del rapporto con la moglie, i figli e il lavoro. Per uscire dall’apatia che lo immobilizza decide di iscriversi a un corso, qualcosa di originale che dia un tocco di brio al grigiore di giornate sempre uguali e prive di gratificazioni. La scelta del nuoto sincronizzato, di solito abbinato alla grazia di corpi femminili e tonici, sembra tra le meno indicate, ma si rivelerà invece vincente.

Agli allenamenti incontrerà infatti sei compagni di avventura con cui avrà modo di condividere l’esperienza, ma soprattutto una inaspettata complicità.

Un soggetto come questo può essere affrontato in vari modi e Gilles Lellouche, alla sua prima prova da regista in solitaria dopo alcune codirezioni, opta per la commedia. I caratteri dei personaggi sono studiati ad arte per creare conflitti e confronti brillanti e indagare con brio un sentire universale: il corpo che cambia e si inflaccidisce, la sensazione di inutilità nel momento in cui ci si ferma a riflettere, la certezza che le cose interessanti stiano accadendo da qualche altra parte e a qualcun altro. 

In una società in cui invecchiare sembra una malattia, tra l’altro subita il più delle volte dal solo genere femminile, Lellouche ha l’ardire di occuparsi di un’agape maschile sondandone le fragilità. Non ha, per fortuna, particolari tesi da esporre, ma punta a un intrattenimento intelligente attraverso personaggi empatici e irresistibili per cui si finisce per parteggiare. 

Si ride parecchio, ma dietro le risate si insinua la malinconia di un disagio sincero. Il percorso comincia individuale (è da Bertrand che scaturisce) ma diventa gradualmente di gruppo rendendo la commedia corale. Le tante star d’Oltralpe presenti nel cast non si pestano i piedi ma giocano insieme con ritmi comici perfetti che trasformano il film in un divertissement non raffinato ma estremamente piacevole. Peccato per quel riscatto finale al 100% che sceglie la strada più facile e meno coraggiosa per mandare a casa lo spettatore felice. 

Il titolo l’originale “Le grand bain”, che si riferisce alla parte della piscina dove non si tocca, non era facilmente traducibile, ma la scelta italiana è davvero grossolana; più mordace la variante internazionale "Sink or Swim", cioè "affonda o nuota".

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

7 uomini a mollo, recensione di Luca Baroncini (n°218) - Cenerentola Info
Joomla theme by hostgator coupons

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’utilizzo, consulta questa pagina. Cliccando su "CHIUDI" ovvero proseguendo la navigazione sul sito si presta il consenso all’uso di tutti i cookie.