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Categoria: Cinema
Creato Lunedì, 01 Aprile 2019

DafneDafne, recensione di Luca Baroncini (n°222)

di Federico Bondi 

con Carolina Raspanti, Antonio Piovanelli, Stefania Casini

Dafne è una trentacinquenne con la sindrome di Down. A inizio film la vediamo passeggiare spensierata in un luogo di vacanza in compagnia di un’altra donna. È sua madre, quello sarà il loro ultimo giorno insieme. Rimasta sola con il padre per Dafne comincerà una lenta elaborazione del lutto che necessiterà del raggiungimento di un nuovo equilibrio. Lui ormai anziano e incapace di reagire, chiuso in un’introversione a stretto confine con la depressione, lei esuberante, vitale ma anche bisognosa di quel calore e quello scambio vicendevole che la figura materna era in grado di assicurare. Non sarà facile per nessuno dei due colmare la distanza che la routine, le abitudini e le divergenze caratteriali hanno nel tempo sedimentato. Sarà di aiuto una lunga passeggiata insieme per arrivare, a piedi, al paesino di montagna in cui la madre è nata ed è stata sepolta e dove ogni tanto andavano tutti insieme. Sarà l’occasione per condividere un po’ di tempo lontano da riti e ritmi del quotidiano che con il suo incessante scorrere non facilita il confronto.

Il film è tutto qui, nella conquista di nuove consapevolezze in seguito a un evento traumatico. L’originalità è nella scelta della protagonista, l’esuberante Carolina Raspanti, e nella capacità del regista di metterla in scena cercando un equilibrio tra persona e personaggio. 

Il rischio, non sempre arginato, è quello di sfumare a tal punto i confini tra realtà e finzione da perdere per strada la sceneggiatura. Bisogna però dare atto a Federico Bondi che attraverso un approccio quasi documentaristico indirizza la vivacità e la storia personale della protagonista (lavora davvero alla Coop come il personaggio a cui dà vita) in un racconto imbastito con sensibilità ed empatia. 

L’opera è stata presentata al Festival di Berlino nella sezione Panorama e la giuria della Federazione Internazionale della Stampa cinematografica (FIPRESCI) l’ha premiata “per il toccante e profondo ritratto umano di una figlia coraggiosa e del suo affettuoso padre nello sforzo di superare il dolore e per l’indimenticabile prova di Carolina Raspanti e Antonio Piovanelli”.

 

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