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Categoria: Cinema
Creato Sabato, 01 Febbraio 2020

The purgeThe Purge, recensione di Luca Baroncini (n°230)

“La notte del giudizio” è una saga, prima cinematografica, poi televisiva, basata su un’idea geniale. Si ipotizza infatti che in America, in un futuro non troppo lontano, per arginare il crescendo di violenza si sia fissato un giorno all’anno, chiamato “sfogo”, in cui tutti i crimini, incluso l’omicidio, restano impuniti. Per dodici ore è   mattanza legalizzata per cui polizia, vigili del fuoco e ospedali restano inattivi. A deciderlo sono stati i Nuovi Padri Fondatori, saliti al potere instaurando un regime totalitario. Nel corso del tempo si verifica una effettiva diminuzione del tasso di criminalità, l’economia si rafforza e la disoccupazione scende sotto all’1%, ma quella che viene spacciata come catarsi è in realtà un modo per controllare la popolazione, di fatto eliminando chi viene ritenuto inutile allo sviluppo economico del paese, quindi le fasce sociali più deboli e povere in primis.

La serie di film comincia nel 2013 con “La notte del giudizio” e prende la forma dell’“home invasion”, sottogenere   specifico  del thriller in cui una casa viene presa di mira da uno o più psicopatici mentre la famiglia vi si rintana. Nel film lo “sfogo” assume quindi una dimensione privata, in cui è l’unione famigliare a essere sotto assedio. 

Il successo impone un seguito immediato, nel 2014 arriva quindi “Anarchia” e lo sguardo si allarga a un gruppo di persone e al loro tentativo di sopravvivere alla terribile notte in cui tutto può accadere. Cominciano a essere più incisivi anche i riferimenti politici, perché si sondano in modo più approfondito anche i motivi per cui lo Stato impone lo “sfogo”, per fini che di etico non hanno nulla. 

La politica diventa centrale nel 2016 con “Election Year”, in cui il tema portante è la protezione di una senatrice che vorrebbe abolire lo “sfogo” e a cui gli oppositori, per toglierla di mezzo, riescono a fare revocare l’immunità prevista per le cariche di potere.

Con il quarto, e finora ultimo, episodio, “La prima notte del giudizio”, invece, come spesso accade si va a ritroso, alle origini, per capire come tutto ciò sia stato possibile. 

Tutti i film sono scritti (i primi tre anche diretti) da James DeMonaco, ideatore anche della serie tv “The Purge”, distribuita in Italia da Amazon Video in streaming e da Universal su dvd. L’idea è sempre la stessa, una notte di dodici ore di crimini impuniti in cui un campionario di varia umanità è sia vittima che carnefice. Probabilmente se non si sono visti i film si apprezza l’originalità dell’idea e anche la voglia di approfondire e spingere fino all’estremo le molteplici opportunità del soggetto, in caso contrario, però, non si può non riscontrare un girare un po’ a vuoto. La forza dei film è  nell’essere asciutti e ritmati, nella serie, invece, si ha più volte la sensazione che per raggiungere un minutaggio adeguato si siano dilatate le situazioni proposte senza però avere molto da aggiungere agli spunti di partenza. Divagazioni e flashback hanno quindi il sapore del riempitivo. 

Riscontri critici e commenti tiepidi non hanno comunque impedito il rinnovo della serie per una seconda stagione di ulteriori dieci episodi. Sarà con tutta probabilità l’ultimo lungometraggio, ancora senza un titolo e previsto per luglio 2020, a mettere la parola fine a una saga che ha colonizzato con successo, inventiva, speriamo non lungimiranza, il nostro immaginario.

 

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