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Categoria: Cinema
Creato Domenica, 11 Ottobre 2020

Locandina del film LacciLacci, recensione di Luca Baroncini

di Daniele Luchetti 

con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi

Aldo e Vanda sono una coppia come tante. Lui un po’ sfuggente, lei più determinata a mantenere fede alla promessa matrimoniale. Hanno due figli.

L’entrata in scena della giovane Lidia scombina un po’ le carte. Restare insieme oppure rompere l’apparente armonia per seguire il proprio sentire? Un quesito universale, la cui risposta porterà conseguenze devastanti nella vita di tutti. Dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, anche cosceneggiatore, Daniele Luchetti mette in scena un dramma che si concentra sui personaggi e sul loro rapportarsi nell’arco di trent’anni di vita.

La sceneggiatura prevede dialoghi ad effetto, battute taglienti, una rabbia a lungo repressa, rimpianti mai del tutto sopiti e le ripercussioni irrazionali di scelte che si vorrebbero invece ragionevoli, ponderate e volte al meglio. A emergere è il peso dei non detti, di un quieto vivere che rassicura ma non soddisfa, di una furia interiore che in qualche modo si fa sentire e contagia chi si ha intorno. Per chiarire le derive dell’approdo si cade un po’ nel didascalico e in sequenze eccessivamente esplicative (quei “lacci”, non solo titolo ma anche perno del film). 

L’insieme coinvolge e ha modo di riverberarsi nel vissuto di ognuno di noi, anche se qualcosa finisce per stonare. Nonostante scelte visive originali (l’assenza di sonoro di alcuni momenti in cui le parole si intuiscono ma non si sentono) e sviluppi alla lunga un po’ inerti ma volutamente preparatori alla deflagrazione finale, il punto debole è soprattutto il cast, in particolare in relazione al personaggio di Vanda che l’interpretazione di Alba Rohrwacher, attrice molto brava, connota immediatamente come più fragile e problematico di quello che in realtà si rivela. Ne è una riprova la sua versione anziana che trova in Laura Morante una fisicità e un piglio decisamente più in linea con la pragmaticità del personaggio. Nonostante evidenti disequilibri l’insieme è comunque in grado di accendere interrogativi e solleticare l’immedesimazione. Forse eccede nel dare risposte. Ha aperto, fuori concorso, il 77° Festival di Venezia.

 

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