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Categoria: Cinema
Creato Sabato, 12 Dicembre 2020

Locandina del film Cosa saràCosa sarà, recensione di Luca Baroncini (n°238)

di Francesco Bruni

con Kim Rossi Stuart, Lorenza Indovina, Barbara Ronchi, Giuseppe Pambieri, Raffaella Lebboroni

Francesco Bruni è un autore defilato nel panorama italiano contemporaneo. Nasce sceneggiatore, è infatti il cuore pulsante di molte opere di Paolo Virzì, e debutta alla regia nel 2011 con il gradevole “Scialla!”.

Quello che cerca di imporre, inevitabilmente a fatica, è un cinema non ancorato a un genere preciso, in cui la vita scorre tra sorrisi e malinconie, attraverso un piglio brillante dove l’iperbole è bandita. Trovare un equilibrio in grado di incuriosire il pubblico senza poi respingerlo non è certo semplice, perché le sfumature procurano incertezza e dalle zone d’ombra si vuole fuggire, ma il suo sguardo è sempre interessante, proprio perché personale. 

In “Cosa sarà” dal personale si passa all’intimo. Il protagonista Kim Rossi Stuart è infatti alter ego dell’autore che attraverso il personaggio di finzione racconta un momento della sua vita, un periodo di profonda crisi personale acutizzato dalla malattia, un tumore del sangue per cui è necessaria la chemioterapia e un trapianto di midollo. Non il tipico “cancer movie”, come vengono soprannominati i film incentrati sulla malattia, perché il cancro non è il fulcro del racconto ma porta il protagonista a porsi domande secondo una ottica nuova. Tutto il suo vissuto fino ad allora viene infatti messo in discussione: il rapporto con la moglie da cui si è da poco separato, con i figli in parte trascurati, con i genitori, mai davvero approfondito, ma anche con il lavoro e le mancate soddisfazioni professionali. 

Quelle in scena sono tracce di vita in cui un percorso personale si mescola alla finzione e dove dramma e commedia si fondono per raccontare un personaggio tra difficoltà e momenti lievi, sempre con indulgenza e mai con giudizio. A emergere è soprattutto l’umanità delle caratterizzazioni che diventa specchio in cui riflettersi.

Nel cast si distingue la prova di Kim Rossi Stuart, che come sempre si dà anima e corpo, anche se il personaggio trasuda più ironia di quella che l’attore è in grado di dargli, e colpisce Raffaella Lebboroni nel ruolo fermo ma comprensivo del medico da cui tutti vorremmo essere curati. 

Il film ha concluso la Festa del Cinema di Roma per poi arrivare nei cinema, dove però ha avuto modo di essere programmato solo per due giorni, prima della seconda chiusura di tutte le sale italiane prevista da DPCM per combattere il covid-19. 

Come diretta conseguenza è stato lanciato subito sulle piattaforme streaming.

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