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Categoria: Cinema
Creato Venerdì, 03 Giugno 2022

Fresh, recensione di Luca Baroncini

di Mimi Cave, con Daisy Edgar-Jones, Sebastian Stan, Jonica T. Gibbs, Charlotte Le Bon

freshIl genere horror si presta benissimo a dare voce a un sentire contemporaneo estremizzandone i toni. Nel mirino della regista Mimi Cave, alla sua opera prima, ci sono varie cose, ma soprattutto una mascolinità tossica che vuole la donna come oggetto di cui l’uomo rivendica il possesso per il proprio piacere. Nulla di nuovo sotto il sole: l’uomo manipolatore e violento, la donna vittima, ma anche capace di reagire. Le varianti, però, nella visione della regista e della sceneggiatrice Lauryn Kahn, sono tante, a partire dal tema del cannibalismo, poco sondato nelle sue derive. La protagonista Noa è una ragazza sola, senza legami familiari, con una grande amica con cui condivide la passione per la boxe. L’atmosfera è inizialmente da commedia, con l’appuntamento con un ragazzo conosciuto in chat davvero esilarante per il cinismo con cui viene smontata ogni ipotesi di possibile complicità tra i due. L’incontro con un aitante chirurgo plastico, gentile, poco insistente e con quel tanto di mistero da risultare affascinante e desiderabile, le cambierà la vita per sempre.

E non in meglio, perché, come da regola del genere, se una cosa può andare male, in un horror volgerà sicuramente al peggio. Meglio non aggiungere ulteriori dettagli per evitare di rovinare le non poche sorprese che il film riserva. L’opera funziona sia a livello epidermico, come generatore di tensione, perché crea un percorso a ostacoli irto di insidie che fa stare in ansia per il destino della protagonista, che come critica sociale, perché racconta la mercificazione del corpo, la brama di possesso, la solidarietà femminile, l’inadeguatezza del maschio e le difficoltà di comunicare nel quotidiano, dove la tecnologia accorcia le distanze ma non smussa i carichi emotivi. La regista sembra conoscere molto bene le regole del genere, cosa mostrare e cosa invece lasciare fuori scena, in modo da amplificare la resa emotiva, ed è coadiuvata da una sceneggiatura che dosa con cura le informazioni da dare allo spettatore, giocando sulle attese e senza inutili frenesie da colpo di scena. Bravissimi i due protagonisti, l’inglese Daisy Edgar-Jones, già nella serie tv “Normal People”, e Sebastian Stan, con molta televisione (tra cui “Gossip Girl”) e film all’attivo. Presentato al Sundance 2022 ha subito raccolto ottimi consensi. Se fosse anche arrivato al cinema sarebbe potuto diventare un caso, così invece, relegato a un’uscita in piattaforma (Disney+), senza il supporto di alcun marketing, rischia di confondersi tra i tanti titoli che reclamano attenzione. Peccato perché è un caso raro di film non a misura di teenager che abbina l’intrattenimento adulto con una lucida disamina del presente.

 

 

 

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