Cinema

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Creato Lunedì, 15 Settembre 2014

Locandina del film "Jersey Boys"Jersey Boys recensione di Irene Carrubba e Eugen Galasso(n°171)

di Clint Eastwood con John Lloyd Young (Frankie Valli), Erich Bergen (Bob Gaudio), Vincent Piazza (Tommy De Vito), Michael Lomenda (Nick Massi), Christopher Walken (Decano)

Traendo spunto da un musical pluripremiato e apprezzato da tutti gli spettatori di Broadway, firmato da Marshall Brickman, Rick Elice e John Logan, Clint Eastwood, per anni bistrattato dalla critica di sinistra italiana (ma non in Francia, dove sia Positif sia Cahiers du Cinéma, riviste di critica molto diverse, lo apprezzano da sempre), racconta la storia di quattro boys del Jersey di origini italiane che fanno del pre-rock (melodico ritmato, dovremmo dire) inizialmente con molte difficoltà, poi con grande successo, passando attraverso tragedie personali (come la morte della figlia di Valli, Francine), con un gioco particolare tra la voce da “crooner” (cantante melodico impostato) di Valli e le voci in falsetto degli altri membri della band.

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Creato Lunedì, 15 Settembre 2014

Under the Skin recensione di Luca Baroncini  (n°171)Scarlett Johansson - Foto di Luca Baroncini

 di Jonathan Glazer con Scarlett Johansson, Antonia Campbell-Hughes, Paul Brannigan

 Il mondo visto da fuori non è un granché. A ricordarcelo è un’aliena, arrivata sulla terra per scoprire le abitudini di un universo a lei ignoto. Ha le fattezze burrose di Scarlett Johansson, non è né buona né cattiva e non ha alcuna intenzione particolare, se non provare a capire. Ha però anche delle esigenze. Gli umani, infatti, sono il suo cibo.

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Creato Lunedì, 15 Settembre 2014

Locandina del film "Colpa delle stelle"Colpa delle stelle recensione di Luca Baroncini (n°171)

di Josh Boone con Shailene Woodley, Ansel Elgort, Willem Dafoe, Nat Wolff, Laura Dern

In principio fu “Love Story”, vero e proprio manifesto del cinema con malattia annessa, in cui una zuccherosa storia d’amore è funestata dal male terribile che colpisce uno dei due protagonisti. Il successo fu travolgente e dal 1970 ogni generazione ha avuto il suo film strappalacrime con cui dolersi. Un genere che ha creato una vera e propria tendenza, tanto che ogni star, per confermarsi tale, nel suo curriculum deve vantare almeno un film “malato”: da Debra Winger nell’acclamato “Voglia di tenerezza”, a Julia Roberts in “Scelta d’amore” (grande successo in Italia e fiasco invece negli Stati Uniti, a causa anche di un titolo particolarmente menagramo come “Dying Young”, cioè “morendo giovani”), passando per Charlize Theron in “Sweet November” e Winona Ryder in “Autumn in New York”.

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Creato Martedì, 01 Luglio 2014

Locandina del film Per un pugno di dollariSchermi d’estate di Luca Baroncini (n°170)

Sarà un’estate al cinema come quella delle passate stagioni o qualcosa, al di là delle promesse di esercenti e distributori, quest’anno si muoverà? Dando un’occhiata ai listini e ai siti specializzati sembra proprio che il copione si ripeterà: pochi titoli di sicuro successo, qualche fondo di magazzino, niente cinema italiano, la scomparsa del cinema d’essai, la riproposizione anche in prima visione, oltre che nelle arene, dei successi della stagione, e il ritorno delle uscite massicce solo a partire da Ferragosto. Del resto, mettendosi nei panni di chi rischia di tasca propria, non è una situazione così semplice da gestire e i tentativi di cambiamento comportano rischi spesso superiori ai possibili ritorni economici.

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Creato Domenica, 01 Giugno 2014

Il venditore di medicine recensione di Luca Baroncini (n°169)

Locandina del film "Il venditore di medicine"di Antonio Morabitocon Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Evita Ciri, Marco Travaglio, Roberto De Francesco, Ignazio Oliva

Il film comincia con una Isabella Ferrari apparentemente misurata che in una riunione di lavoro spiega agli uomini del suo staff, tutti informatori farmaceutici, la “regola dell’undici”: qualunque spesa sostenuta per agganciare un medico e indurlo a sponsorizzare un farmaco deve rendere undici volte il costo che si è pagato. Dapprima si apprezzano il rigore della messa in scena, il carisma dell’attrice, i movimenti sincopati della macchina da presa, quello stare addosso ai personaggi per esaltarne le fragilità e favorire l’empatia. Ma è solo un’illusione perché la sequenza evolve presto assumendo toni esagitati con tanto di tragedia annessa.

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Creato Domenica, 01 Giugno 2014

Locandina del film "In ordine di sparizione"In ordine di sparizione recensione di Luca Baroncini (n°169)

di Hans Petter Moland con Stellan Skarsgård, Bruno Ganz, Pål Sverre Hagen, Jakob Oftebro, Birgitte Hjort Sørensen

Presentata in concorso alla Berlinale 2014, l’opera di Hans Petter Moland è un noir che mescola abilmente pulp, thriller e sottile ironia in salsa nordica.

L’ambientazione è in un paese della Norvegia immerso nella neve. La vicenda parte dalla nomina a “cittadino dell’anno” di un piccolo imprenditore, impegnato a pulire le strade dal ghiaccio con il suo imponente spazzaneve. Un uomo irreprensibile che gli sviluppi mostreranno tutt’altro che docile e accomodante. In una tragica notte, infatti, un sadico boss locale del traffico di droga gli fa uccidere il figlio.

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Creato Sabato, 24 Maggio 2014

The zero theoremThe Zero Theorem, recensione di Luca Baroncini (n°168)

di Terry Gilliam

con Christoph Waltz, Mélanie Thierry, Matt Damon, David Thewlis, Tilda Swinton

Come spesso accade ai registi, anche Terry Gilliam continua a mettere in scena le proprie ossessioni. Resta infatti fedele al suo stile dove a dominare sono il grottesco e una visione tutt’altro che conciliante della vita. In pratica, pur con storie, personaggi e scenari diversi, finisce per girare lo stesso film di sempre. Cambiano i titoli (“Monty Python – il senso della vita”, “Brazil”, “La leggenda del re pescatore”, “L’esercito delle 12 scimmie”, per citare le sue opere più famose), ma non la ricerca di un senso nell’esistenza accompagnata dal fallimento della società contemporanea. Uno sguardo tutt’altro che rassicurante che predilige un approccio fantastico, spesso sopra le righe, ai limiti del delirante, che nel corso del tempo, e delle regie cinematografiche, ha fatto conquistare a Gilliam l’appellativo di visionario.

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Creato Sabato, 24 Maggio 2014

Father and Son, recensione di Luca Baroncini (n°169)Father and son

di Hirokazu Koreeda

con Masaharu Fukuyama, Yôko Maki, Jun Kunimura, Machiko Ono, Kirin Kiki

Quando si diventa genitori? Nel momento in cui si concepisce un figlio trasmettendogli i propri geni oppure attraverso un legame che nasce dal crescere insieme, condividendo esperienze, tempo e tappe di vita? La questione è complessa, a causa delle tante implicazioni non prive di pesanti conseguenze. Provando quindi a empatizzare con i protagonisti dell’opera di Hirokazu Koreeda, come reagiremmo se scoprissimo che nostro figlio di sei anni è stato scambiato in culla appena nato con un altro e attribuito a una famiglia con cui ha già stabilito un rapporto profondo? Faremmo prevalere il legame di sangue o quello affettivo?

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Creato Martedì, 01 Aprile 2014

Yve Saint LaurentYves Saint Laurent, recensione di Luca Baroncini (n°167)

di Jalil Lespert

con Pierre Niney, Guillaume Gallienne, Charlotte Lebon, Laura Smet

Raccontare una vita celeberrima è sempre difficile. Si può procedere in assoluta libertà (pensiamo al geniale “Caravaggio” di Derek Jarman), oppure impelagarsi negli snodi biografici. Jalil Lespert, classe 1976, sceglie la seconda strada e impagina con eleganza le tappe fondamentali di una vita in cui talento e fragilità procedono di pari passo.

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Creato Martedì, 01 Aprile 2014

Lovelace, recensione di Luca Baroncini (n°167)Amanda Seyfried

di Rob Epstein e Jeffrey Friedman

con Amanda Seyfried, Peter Sarsgaard, Hank Azaria, Adam Brody, James Franco, Eric Roberts, Chloë Sevigny, Sharon Stone

In principio fu “La vera gola profonda”, il film del 1972 che in piena rivoluzione sessuale sdoganò il genere pornografico facendolo entrare nei circuiti ufficiali, dove ottenne un successo clamoroso. Le novità erano trama e personaggi, elementi solitamente assenti nella carne esibita senza troppi orpelli fino ad allora. Dietro ai 600 milioni di dollari incassati in tutto il mondo c’è Linda, prima Boreman, poi Lovelace, infine Marchiano.

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Creato Sabato, 01 Marzo 2014

schiavoChi sopravviverà agli Oscar? di Luca Baroncini (n°166)

Negli ultimi tempi gli Oscar cadono in date molto complicate per chi deve scriverne su una rivista mensile. Quest’anno si è posticipato da fine febbraio a inizio marzo, ma la sostanza non cambia.

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Creato Sabato, 01 Marzo 2014

Locandina del film The Wolf of WallStreetThe Wolf of Wall Street recensione di Luca Baroncini (n°166)

di Martin Scorsese

con Leonardo Di Caprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey

Ci sono registi che scelgono la strada del messaggio spiegato in modo forte e chiaro, spesso facendolo dire a uno dei personaggi. Pensiamo a Valeria Bruni Tedeschi che colpisce ad effetto il marito Fabrizio Gifuni, ne “Il capitale umano” di Paolo Virzì, esclamando rabbiosa “Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto”. Martin Scorsese non è uno di questi.

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Creato Sabato, 01 Febbraio 2014

La mia classe recensione di Luca Baroncini (n°165)

121-LA MIA CLASSE-Valerio Mastandrea Daniele Gaglianonedi Daniele Gaglianone

con Valerio Mastandrea

Daniele Gaglianone gira una sorta di ibrido collocando un attore, quindi un personaggio di fantasia, in un contesto reale. La realtà è rappresentata da una vera classe di stranieri a lezione di italiano. La finzione da un professore (Valerio Mastandrea, sempre piacione) e da una troupe che vuole girare un film.

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Creato Sabato, 01 Febbraio 2014

American HustleAmerican Hustle – L’apparenza inganna recensione di Luca Baroncini (n°165)

di David O. Russell

con Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Jeremy Renner, Robert De Niro

Sarebbe ingiusto definire il regista David O. Russell sopravvalutato. Ha uno stile personale, che reinventa la classicità delle tematiche affrontate (il pugilato in “The Fighter”, la storia d’amore ne “Il lato positivo”) e dirige gli attori in modo magistrale (non a caso recenti vincitori di Oscar provengono proprio dalle sue opere, da Christian Bale a Jennifer Lawrence, e la cosa potrebbe ripetersi).

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