Cinema

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Categoria: Cinema
Creato Domenica, 01 Dicembre 2013

Philomena recensione di Luca Baroncini (n°163)

di Stephen Frears con Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark

Locandina del film "Philomena"L’uscita del film di Stephen Frears era stata pianificata per febbraio, a ridosso degli Oscar, ma il grande successo di critica e pubblico ottenuto al Festival di Venezia, dove è stato presentato in concorso, ha fatto optare la Lucky Red per una programmazione strategica nel periodo natalizio. In effetti potrebbe essere la vera sorpresa delle feste, il film in grado di intercettare il pubblico in fuga da colossi americani, animazioni disneyane, risate nazional popolari, ma soprattutto in cerca del film che ti fa uscire dalla sala appagato. Un cinema classico, nel suo alternare sorrisi e lacrime, capace di soddisfare chi cerca un racconto avvincente narrato con passione, furbizia e grande mestiere.

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Creato Venerdì, 01 Novembre 2013

Una piccola impresa meridionale recensione di Eugen Galasso (n°162)Barbara Bobulova - Foto di Luca Baroncini

di Rocco Papaleo con Rocco Papaleo, Riccardo Scamarcio, Barbora Bobulova, Sarah Felberbaum, Claudia Potenza, Giuliana Lojodice, Gianfranco Toce

Papaleo è ora anche regista. Interpreta inoltre il ruolo di un prete spretato, abbastanza tormentato, alle prese con una sorella scappata con l’amante (una donna, la domestica russa), con il cognato “cornuto”, con l’arrivo della sorella della domestica (“travolgente” escort in pensione), con l’arrivo di una compagnia di ex circensi diventati ricostruttori di case (il faro in cui l’ex sacerdote è domiciliato).

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Creato Venerdì, 01 Novembre 2013

Miss Violence recensione di Luca Baroncini (n°162)

di Alexandros Avranas con Themis Panou, Reni Pittaki, Eleni Roussinou, Rafika Chawishe

Locandina del film Miss violenceIl cinema greco trova sempre maggiore visibilità nei festival internazionali (solo a Venezia i recenti “Attenberg” e “Alps”). “Miss Violence” è l’opera seconda di Alexandros Avranas (classe 1977) che indaga un nucleo familiare, in apparenza ordinario, dove covano sotto traccia violenza e sopraffazione, tanto da indurre al suicidio una delle figlie appena undicenne. Una narrazione dominata da lunghi piani sequenza cerca di dare voce ai silenzi dei personaggi, in un crescendo di raggelante distacco dove i dettagli si succedono fino a rendere vero ciò che, fin da subito, lo spettatore meno smaliziato ha avuto modo solo di sospettare.

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Creato Venerdì, 01 Novembre 2013

Gravity recensione di Luca Baroncini (n°162)

di Alfonso Cuarón, con Sandra Bullock e George ClooneyGeorge Clooney - Foto di Luca Baroncini

Due astronauti vagano nello spazio per raggiungere una navetta e tornare sulla Terra. Bastano poche parole per riassumere il bel film di Alfonso Cuarón che ha aperto, fuori concorso, l’ultima edizione del Festival di Venezia.

Tipico caso in cui non è tanto il cosa a fare la differenza, bensì il come. Se la storia, infatti, può apparire un classico del genere fantascientifico, la vera sfida è stata quella di renderla filmabile attraverso un racconto che riuscisse a essere sia coinvolgente che spettacolare.

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Creato Martedì, 15 Ottobre 2013

Sacro GRA, recensione di Luca Baroncini (n°161)

di Gianfranco Rosi

Locandina del film Sacro GRAIl Grande Raccordo Anulare circonda Roma per 64 chilometri, conta 31 uscite e ha un diametro medio di circa 21 chilometri. È percorso giornalmente da circa 160mila veicoli, quindi da un’umanità che si suppone la più varia ed eterogenea possibile. Ottimo spunto per mostrare le contraddizioni di una città. Ci si domanda perciò come mai Gianfranco Rosi, nel suo documentario in concorso al Festival di Venezia, vincitore a sorpresa del Leone d’Oro, decida di raccontarlo in modo così parziale.

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Creato Martedì, 01 Ottobre 2013

L’intrepido, recensione di Luca Baroncini (n°161)

di Gianni Amelio

con Antonio Albanese, Livia Rossi, Gabriele Rendina, Sandra Ceccarelli

Gianni Amelio (a sinistra) e Antonio Albanese (Foto Luca Baroncini)Si dice che il cinema italiano contemporaneo non riesca a intercettare il presente, e una volta che un regista ci prova viene fischiato. Il problema del film di Gianni Amelio, presentato in Concorso al Festival di Venezia, è che parte con il piede giusto, collocando una maschera tragicomica nella Milano attuale, lontana dai grandi eventi e immersa in una quotidianità faticosa, ma poi ne disperde le potenzialità.

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Creato Domenica, 01 Settembre 2013

La religiosa recensione di Luca Baroncini (n°160)

di Guillaume Nicloux

con Pauline Etienne, Martina Gedeck, Isabelle Huppert, Louise Bourgoin

Isabelle Huppert - Foto di Luca BaronciniIl soggetto non è nuovo. L’ispirazione letteraria è infatti il romanzo di Dennis Diderot del 1758 basato su un autentico caso giudiziario (edito prima come “La religiosa” e successivamente come “La monaca”) e anche il cinema se ne è già occupato, nel 1966, attraverso “Suzanne Simonin la religiosa”, di Jacques Rivette . La versione del francese Guillaume Nicloux racconto ai tempi non limitandosi a un inevitabile anticlericalismo, ma trasformando il cammino della protagonista Suzanne in una ricerca di autonomia e libertà nel rispetto della fede religiosa, che le appartiene in modo, però, non totalizzante.

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Creato Domenica, 01 Settembre 2013

Venezia 70 di Luca Baroncini (n°160)

Alberto Barbera, Giulia Base e Tiziana Rocca - Foto Luca BaronciniFestival del discount o palestra per autori non per forza paludati? Senza troppi giri di parole è questo il quesito che aleggia intorno alla Settantesima edizione del Festival di Venezia. Quesito di cui, chiudendo la manifestazione il 7 settembre, quando leggerete questo articolo avrete già la risposta, perlomeno ufficiale, anche se ultimamente i quotidiani relegano il festival alle notizie di costume e finiranno per contare le pieghe del vestito di Scarlett Johansson senza sprecare una riga per il film di cui è protagonista (Under the skin, di Jonathan Glazer, nel ruolo di un’aliena).

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Creato Lunedì, 01 Luglio 2013

To the Wonder, recensione di Luca Baroncini (n°159)

di Terrence Malick

con Olga Kurylenko, Ben Affleck, Javier Bardem, Rachel McAdams, Romina Mondello

Con “The Tree of Life” Terrence Malick ha provato a raccontare la vita.Olga Kurylenko (Foto di Luca Baroncini) Attraverso “To the Wonder” sembrerebbe ambire a scavare nei tormenti dell’amore. Se già l’opera precedente, pur godendo di immagini magnifiche e attori in stato di grazia, scricchiolava sotto il peso di una voce narrante molto presente e conclusioni abbastanza scontate, la nuova esplorazione accentua i difetti senza rinnovarne i pregi. La voce narrante è sempre più protagonista e in pratica il film vive del racconto dei suoi personaggi.

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Creato Lunedì, 01 Luglio 2013

La quinta stagione, recensione di Luca Baroncini (n°159)

di Peter Brosens e Jessica Woodworth

con Peter Van den Begin, Bruno Georis, Nathalie Laroche, Véronique Tappert

Ci sono immagini che da sole sono capaci di porre interrogativi, LA CINQUIEME SAISONscavare nell’inconscio, rapire lo sguardo, lasciarsi ammirare per la ricerca del bello a cui tendono. Sono quelle che compongono l’opera del belga Peter Brosens e dell’americana Jessica Woodworth, suddivisa in capitoli che coincidono con le stagioni.

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Creato Lunedì, 17 Giugno 2013

Tulpa, recensione di Luca Baroncini (n°158)

di Federico Zampaglione

con Claudia Gerini, Michela Cescon, Michele Placido, Ennio Tozzi, Ivan Franek

Donne discinte che scappano su tacchi altissimi in 096-TULPA-Federico Zampaglione Claudia Geriniperiferie indistinguibili, assassini mascherati e vestiti di nero che scelgono soluzioni complicatissime per eliminare le loro vittime, mani guantate che sferrano con violenza il colpo finale. Se queste descrizioni vi riportano indietro nel tempo è perché evocano il periodo d’oro del giallo all’italiana: gli anni Settanta. Autori come Dario Argento, ma anche Lucio Fulci, Sergio Martino, Mario Bava, hanno fatto scuola in tutto il mondo con i loro film dai titoli strampalati che dispensavano brividi morbosi a un folto pubblico, incuriosito da una trama spesso inutilmente intricata e dalla promessa, il più delle volte mantenuta, di un onesto intrattenimento.

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Creato Sabato, 01 Giugno 2013

Child’s Pose, recensione di Luca Baroncini (n°158)

 di Calin Netzer

con Luminita Gheorghiu, Vlad Ivanov, Florin Zamfirescu, Bogdan Dumitrache

Locandina del film "Child's Pose"Si sta sempre più imponendo nel panorama cinematografico internazionale il cinema romeno, grazie a un gruppo di autori in grado di distinguersi nei festival più blasonati. Ad aprire la strada è stato Cristian Mungiu con la Palma d’Oro conquistata a Cannes grazie all’intenso “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”. Ora tocca a Calin Peter Netzer che con “Child’s Pose” ha vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Un filo rosso lega queste opere: uno stile semi-documentaristico, improntato quindi al realismo, fatto di lunghe sequenze in cui gli attori si prendono tutto il tempo necessario per portare a maturazione gli stati d’animo dei loro personaggi, e una forte connotazione geografica, con l’utilizzo del cinema anche per riflettere sulle contraddizioni sociali e politiche del proprio paese.

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Creato Mercoledì, 01 Maggio 2013

Schermi di primavera, di Luca Baroncini (n°157)

Locandina del film "il grande Gatsby"Il primo trimestre del 2013 si è chiuso, cinematograficamente parlando, ancora una volta in passivo. La colpa è soprattutto di un mese di gennaio particolarmente moscio, senza titoli in grado di attirare le masse. Segnali di ripresa ci sono stati in febbraio, ma soprattutto in marzo in cui, con la complicità di un clima piovoso, la Pasqua è stata all’insegna, più che della gita fuori porta, della rassicurante oscurità di un cinema. Con la primavera i distributori sperano di risollevare definitivamente le sorti della stagione e i titoli in programma lasciano ben sperare, perché ce n’è davvero per tutti i gusti. I film di maggiore richiamo sono quelli che parteciperanno al festival di Cannes, per una volta distribuiti a ridosso della kermesse d’Oltralpe e non posticipati di mesi.

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Creato Lunedì, 01 Aprile 2013

La città ideale, recensione di Luca Baroncini (n°156)

di L. Lo Cascio

con L. Lo Cascio, R. Herlitzka, M. Foschi, L. M. Burruano, C. Marlon, A Burruano

Per il suo dLocandina del Film "La citta ideale"ebutto nella regia Luigi Lo Cascio, personalità artistica in continuo divenire capace di alternare con disinvoltura teatro, cinema e televisione, sceglie un soggetto piuttosto originale, dove commedia e dramma si intrecciano indissolubilmente. Il protagonista è un architetto molto attento all’impatto ambientale delle sue azioni, quasi maniacale nel differenziare i rifiuti, riciclare, risparmiare consapevolmente e rispettare gli altri. Un giorno si trova, per puro caso, a fronteggiare una situazione grottesca. Una sera di pioggia battente, infatti, mentre sta andando a prendere una collega per portarla a una cena di lavoro, prima sbanda contro un’auto parcheggiata, poi incontra un ostacolo lungo la strada. Inizialmente decide di proseguire, poi ci ripensa e torna indietro per controllare meglio. 

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