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Categoria: Scuola e università
Creato Giovedì, 01 Ottobre 2009

Scienze della comunicazione, di Elena Nicolini (n°117)

La nascita dei primi corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, all’inizio degli anni ‘90, viene percepita come un’importante innovazione nel panorama universitario. Si tratta di un corso universitario a vocazione professionalizzante, in grado di creare figure con una preparazione flessibile e come tali altamente competitive nei più disparati contesti lavorativi. Il successo è enorme, gli iscritti continuano costantemente ad aumentare, così come i corsi attivati in tutta Italia. Questo fino al 1999, anno della riforma universitaria, in cui cominciano a emergere macroscopici i limiti della impostazione pluri-disciplinare. Sotto l’etichetta di Scienze della Comunicazione si raccolgono infatti numerose branche di diverse discipline con il comune obbiettivo di mettere a fuoco i processi di comunicazione umana, anche se si allude quasi sempre alle comunicazioni di massa (giornalismo, radio, tv, cinema e i nuovi mezzi di comunicazione legati al web). Le discipline maggiormente coinvolte sono la sociologia, la semiotica, la linguistica e la filosofia del linguaggio, la psicologia, ma a diverso titolo anche le tecnologie dell’informazione, i cultural-studies e l’antropologia, la storia e la geografia, nonché le scienze politiche e l’economia. Ne risulta un variegatissimo mosaico di corsi e di materie affrontate con una certa superficialità, quando non attraverso programmi sommari: un’infarinatura generale di praticamente tutte le scienze umane che convince il neo-laureato a ripiegare su master a caro prezzo, sulle scuole di giornalismo ecc. È una situazione paradossale per un corso di laurea che si voleva “professionalizzante” e che comunque fornisce una preparazione strettamente legata ai tempi e alle richieste del mercato globale. Un diploma di laurea che anche sulla carta sembra non aprire di per sé sbocchi consolidati, anche a causa della disomogeneità dei programmi di studio a seconda delle università: Scienze della Comunicazione può in egual modo afferire a Lettere e Filosofia, a Sociologia, a Scienze Politiche, a Psicologia, a Scienze della Formazione, a Economia e addirittura a Scienze matematiche, fisiche e naturali. A questo si  aggiunge un impianto didattico tradizionale: ancora troppa preparazione teorica e didattica frontale, incapacità e impossibilità dei docenti di aprire degli spazi di confronto e laboratorio con gli studenti, possibilità di stage lasciate al caso, rare le occasione di studio all’estero.

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