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Categoria: Scuola e università
Creato Lunedì, 01 Dicembre 2008

Nel 90° anniversario della fine della prima guerra mondiale (n°108)

Nel novantesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale, il governo Berlusconi ha finanziato un piano straordinario per celebrare, all’interno delle scuole, la vittoria conseguita dallo stato italiano al termine di quell’inutile strage.

In tale occasione la Federazione Anarchica Italiana ha diramato un comunicato che, di seguito, pubblichiamo.
Anche il movimento degli studenti, in diverse città, ha voluto ricordare di quanto sangue grondasse quella vittoria. A Modena, in particolare, si è svolta, in piazza Grande, una lezione sul tema. Immediata, e piuttosto ridicola, la reazione del “Resto del Carlino”, soprattutto dove afferma che “se oggi abbiamo la libertà di poter pronunciare certe affermazioni, lo dobbiamo al sacrificio di chi ha dato la vita per tutti noi”. Puntuale è stata la risposta degli studenti, che ci pare meriti di essere riportata. (red)

Dissociamoci dalle forze armate!

«Oggi più che mai l’antimilitarismo, che ha sempre caratterizzato le idee e l’azione degli anarchici in tutto il mondo, è diventato irrinunciabile.

Il 4 novembre lo stato italiano celebra quella “vittoria” della prima guerra mondiale che, in realtà, fu un gigantesco massacro di giovani, soprattutto di contadini e lavoratori salariati: i morti di tutti i paesi coinvolti furono quasi 10 milioni. Soltanto in Italia si ebbero più di 680.000 morti e più di 1 milione di feriti e mutilati.

Dietro questa maschera autocelebrativa fatta di retorica nazionalista ed esaltazione della forza militare si nascondono le verità di sempre: gli eserciti combattono le guerre e le guerre producono morte, miseria, distruzione.

Oggi, l’impiego delle forze armate da parte del governo italiano ha assunto forme e raggiunto livelli insostenibili: i soldati vengono utilizzati anche per la gestione dell’ordine pubblico, la militarizzazione del territorio è capillare e l’Italia assomiglia sempre più a una caserma a cielo aperto.

Il mondo globalizzato è costantemente dilaniato da guerre sostenute da eserciti le cui imprese vengono contrabbandate quali missioni di pace e la cui funzione è normalmente spacciata quale legittima esportazione della democrazia: una colossale menzogna che viene smascherata ogni giorno, dovunque e comunque, dalla realtà dei fatti.

La crisi economica dilaga, le spese sociali vengono tagliate drasticamente e i soldi pubblici - anziché essere utilizzati per migliorare il benessere della collettività - vengono impiegati per fabbricare armi, costruire basi militari e ingrassare i profitti dei profittatori di sempre, mentre gli interessi economici e politici che stanno dietro alle guerre si giocano sulla vita di milioni di persone.


Essere antimilitaristi oggi significa rifiutare le gabbie culturali e politiche nelle quali il potere vuole intrappolare gli esseri umani.

Significa, necessariamente, preferire la libertà, la solidarietà e la giustizia sociale alla sopraffazione, all’esclusione e all’ingiustizia.

Gli omuncoli che siedono sulle poltrone dei palazzi del potere hanno bisogno, come sempre, di carne fresca da mandare al macello, e più che mai di cervelli intorpiditi.

Rifiutiamoci di partecipare al loro gioco al massacro!

Dissociamoci dalle forze armate e dalla normale, connaturata, violenza dello Stato!

Contro gli eserciti, gli stati, le guerre!»

Commissione di corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI (4/11/2008)

 

Una precisazione da Lettere In Movimento

 

 «Su Il Resto del Carlino in edicola oggi compare un corsivo polemico e non firmato, intitolato: “E ora il collettivo ‘spara’ sul 4 novembre”.

 Come LettereInMovimento, ci teniamo a precisare quanto segue:

 1) Sarebbe stato opportuno fare una cronaca della lezione tenuta dalla prof.ssa Procacci piuttosto che direttamente un commento stroncante e fazioso;

 2) Riguardo a ciò che è scritto nel volantino, le nostre posizioni permangono intatte, specialmente per ciò che concerne le ingenti spese sostenute per mettere in cantiere queste “celebrazioni” oltre che per inviare, tanto per non fare che un criminale esempio, gli aerei d’attacco “Tornado” in Afghanistan, in contrapposizione con i disastrosi ed indiscriminati tagli ad Università e Ricerca;

 3) Rispetto alla domanda “se fosse necessario che gli studenti se la prendessero con la memoria dei Caduti”, crediamo che fosse necessario criticare duramente la strumentalizzazione politica della Storia fatta da questo governo, ad esempio mediante l’invio delle Forze armate nelle scuole con l’intento di spiegare il valore “eroico” della Prima Guerra Mondiale. Nessuno ha toccato la memoria dei Caduti; al contrario, si è voluto ricordare, mediante il parere documentato di un’esperta, come la maggior parte di quelle persone non fossero cadute per onorare un’astratta idea di Patria, ma in quanto obbligate dai comandi militari.

Chiariamo questo anche per replicare alla retorica “nazionalistica” del “se oggi abbiamo la libertà di poter pronunciare certe affermazioni, lo dobbiamo al sacrificio di chi ha dato la vita per tutti noi”. A riguardo della libertà succitata, infatti, occorre ricordare che la Grande Guerra si lasciò dietro un paese fortemente lacerato che di lì a pochi anni vide annullare qualsiasi libertà sotto la dittatura fascista, i cui germi erano già presenti tra le posizioni “interventiste” del 1914-1915.

Siamo sicuri che se l’autore del corsivo polemico fosse stato in piazza Grande ad ascoltare la lezione avrebbe avuto la prova che non si intendeva disonorare la memoria di nessuno, ma essenzialmente operare una lettura critica e complessa dei fatti storici, troppo spesso oggetto di una maldestra utilizzazione istituzionale».

 

 LettereInMovimento

 

 (9/11/2008)

 

 



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Nel 90° anniversario della fine della prima guerra mondiale, comunicato della Commissione di corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana – FAI del 4/11/2008 (n°108) - Cenerentola Info
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