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Categoria: Storia e personaggi
Creato Lunedì, 20 Dicembre 2004

Spagna 1936: l’organizzazione della società libertaria (n°48)

Gli articoli riportati nelle pagine 8 e 9 di questo numero fanno riferimento al problema dell’organizzazione della produzione, del consumo e dello scambio all’interno di una società senza classi e senza stato.

Tale problema, sul quale si sono espressi tutti i pensatori libertari, cominciando da Carlo Pisacane fino ad arrivare, attraverso l’opera monumentale di Pietro Kropotkin, ai moderni sostenitori della cosiddetta "parecon", trovò originali soluzioni nel corso della rivoluzione spagnola.

Il documento di cui riportiamo ampi brani, dedicato all’argomento, fu approvato dal congresso di Saragozza, celebrato dalla CNT (Confederazione Nazionale del Lavoro) nel maggio 1936, nel momento di massima crescita del movimento libertario spagnolo.

Dato per scontato il prossimo abbattimento dello stato borghese, gli anarcosindacalisti si sforzarono di prefigurare un’ organizzazione sociale basata su comuni tra loro federate.

La rivoluzione scoppiò di li a poco, in risposta al golpe effettuato dai generali fascisti, e buona parte della società spagnola si riorganizzò rapidamente secondo le linee guida in esso indicate.

Le comuni libertarie e il loro funzionamento

L’espressione politica della nostra rivoluzione dovrà fondarsi su questi tre cardini: l’individuo, la comune e la federazione.

Nell’ambito di un piano di attività strutturato sotto tutti gli aspetti con un’ottica nazionale, l’amministrazione avrà totalmente carattere comunale.

La base dell’amministrazione sarà quindi la comune. Le comuni saranno autonome e saranno federate regionalmente e nazionalmente per la realizzazione degli obiettivi di carattere generale. Il diritto di autonomia non escluderà il dovere di adempiere le risoluzioni adottate per convenienza della collettività [...]

Pertanto una comune di consumatori senza limitazione volontaria, si impegnerà ad accettare quelle norme di carattere generale che dopo libera discussione siano state stabilite a maggioranza. Quelle comuni invece che, refrattarie all’industrializzazione, concorderanno altri tipi di convivenza, come ad esempio quello naturista o nudista, potranno avere diritto ad un’amministrazione autonoma, svincolata da impegni generali. Poichè queste comuni naturiste-nudiste, o altri tipi di comuni, non potranno soddisfare tutte le loro necessità per quanto limitate possano essere, i loro delegati ai congressi della Confederazione iberica delle comuni autonome libertarie potranno concertare accordi economici con le altre comuni agricole e industriali.

Proponiamo quindi:

La creazione della comune come entità politica e amministrativa.

La comune sarà autonoma e confederata con le altre comuni.

Le comuni si federeranno a livello distrettuale e regionale, e fisseranno a propria discrezione i loro limiti geografici, quando sia conveniente unire in una sola comune piccoli paesi, villaggi e frazioni. L’insieme di queste comuni costituirà una Confederazione iberica di comuni autonome libertarie...

Missione e funzionamento interno della comune

La comune dovrà occuparsi di quanto interessa l’individuo.

Dovrà provvedere a tutti i lavori di riordinamento, assetto e abbellimento dell’abitato.

Dovrà provvedere all’alloggio degli abitanti e all’amministrazione dei prodotti messi a disposizione dai sindacati o dalle associazioni di produttori.

Dovrà anche assumersi la cura dell’igiene, della statistica comunale e delle necessità collettive, dell’insegnamento, dell’organizzazione sanitaria e della conservazione e perfezionamento dei mezzi locali di comunicazione.

Organizzerà le relazioni con le altre comuni e avrà cura di stimolare tutte le attività artistiche e culturali.

Per il buon compimento di questa missione sarà nominato un Consiglio comunale integrato dai rappresentanti dei Consigli dell’agricoltura, della sanità, della cultura, della distribuzione e della produzione e statistica...

Queste cariche non avranno alcun carattere esecutivo o burocratico. Salvo coloro che svolgeranno funzioni tecniche o di statistica, gli altri membri del Consiglio continueranno a compiere anche la loro missione di produttori, e si riuniranno in seduta alla fine della giornata lavorativa per discutere le questioni di dettaglio per le quali non sia necessaria l’autorizzazione delle assemblee comunali.

Le assemblee si celebreranno tutte le volte che lo renderanno necessario gli interessi della comune, a domanda dei membri del Consiglio comunale o per volontà dei suoi abitanti.

Relazioni e scambio di prodotti

Come già abbiamo detto, la nostra organizzazione è di tipo federalista e assicura la libertà dell’individuo nell’ambito del gruppo e della comune, quella delle comuni nelle federazioni, e quella di queste ultime nelle confederazioni.

Andiamo quindi dall’individuo alla collettività, assicurando i loro diritti per conservare intangibile il principio di libertà.

Gli abitanti di una comune discuteranno tra di loro i propri problemi interni: produzione, consumo, istruzione, igiene e quanto sia necessario per lo sviluppo morale ed economico della comune stessa. Nel caso di problemi riguardanti tutto un distretto o una provincia, dovranno essere le federazioni a deliberare, e nelle riunioni e assemblee da esse celebrate, dovranno essere rappresentate tutte le comuni, i cui delegati porteranno i punti di vista precedentemente concordati nelle comuni stesse [...]

Circa i problemi di carattere regionale, sarà la Federazione regionale a porre in pratica le risoluzioni che dovranno rappresentare la volontà sovrana di tutti gli abitanti della regione, che, nata nell’individuo sarà passata alla comune, e da questa alla federazione e infine alla confederazione.

Allo stesso modo si arriverà a discutere di tutti i problemi a carattere nazionale, giacchè i nostri organismi si complementeranno l’un l’altro.

L’organizzazione nazionale regolerà le relazioni internazionali stando in contatto diretto con il proletariato degli altri paesi, attraverso i suoi rispettivi organismi, legati, come il nostro, all’Associazione Internazionale dei Lavoratori.

Per lo scambio di prodotti tra le diverse comuni, i Consigli comunali si metteranno in contatto con le Federazioni regionali delle comuni e con il Consiglio confederale di produzione e distribuzione, chiedendo ciò di cui abbiano bisogno e offrendo il loro eccedente.

Attraverso la rete di relazioni stabilite tra le comuni e i Consigli di produzione e statistica costituiti dalle Federazioni nazionali dei produttori, il problema sarà semplificato e risolto.

Per quanto riguarda il problema della distribuzione nell’ambito della comune stessa, saranno sufficienti le tessere di produttore, rilasciate dai Consigli di officina e di fabbrica, che daranno diritto ai possessori di acquisire il necessario per soddisfare le loro necessità...

Ai membri della popolazione passiva saranno rilasciate tessere di consumo da parte dei Consigli comunali.

(da: Gabriele Ranzato, Rivoluzione e guerra civile in Spagna, Loescher, Torino, 1975)

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