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Categoria: Teatro
Creato Giovedì, 01 Settembre 2011

Associazione Patio y Mitote e Opusballet "Serpientes", recensione di Eugen Galasso (n°138)

Ideazione: Araceli Barcenas

Coreografie: Araceli Barcenas, Caterina Cappelli, Alessio Fauri, Ilaria La Torre, Stefania Pistone, Erika Sassetti

Come negli spettacoli precedenti, ma ancor più, questo “Serpientes” di Araceli Barcenas realizza, con il suo “Laboratorio Danza e Teatro delle Origini Patio y Mitote”, un’operazione corale, facendo interagire un notevole numero di danzatrici e danzatori in età dai 4 ai 65 anni, dove, come si sa, far interagire ed esibire pubblicamente bambini non è facile.

Il serpente è l’archetipo della freddezza, dell’astuzia calcolatrice, della trasformazione continua, con il suo cambiar pelle, del movimento viscido e intelligente... Il serpente è il tentatore del Genesi, che induce, contro il divieto di Jahwè, Eva e poi Adamo a mangiare il frutto dell’albero della conoscenza; ma è anche Quetzacoatl, il Dio messicano, il Serpente Piumato, il Gemello Prezioso. E Quetzacoatl, che qui è un personaggio demiurgico, espressamente messo in scena, ma anche il factotum del testo, il suo demiurgo-regista, è nel romanzo celebre “The Rainbow” (L’arcobaleno) di David Herbert Lawrence, in un film che ne era stato tratto, “Il serpente piumato”, in un brano dei Therion, gruppo rock svedese, in un videogame, ma soprattutto in un poemetto di Ernesto Cardenal, poeta e teologo della liberazione.

Le scene diverse dello spettacolo, basato sull’espansione dei movimenti orizzontali e verticali, contengono momenti di invocazione e ringraziamento ma anche di distanza dal Serpente Primigenio, dove, sempre in rapporto alle musiche (da una bellissima Ninna Nanna spagnola a brani che spaziano dalla milonga al rock, dalla sinfonia a musiche di raccordo)  l’armonia consente anche la disarmonia, dove la paura si confronta (e talora si confonde) con la gioia. Ancora una volta la danza (intesa non come balletto sulle punte, ma come libera pur se coordinata espressione corporea) non è mero rispecchiamento della vita, ma suo arricchimento, in quanto capace di reintrodurre in essa la dimensione simbolica, quella del sogno, ma anche del confronto con quanto va oltre la mera materialità quotidiana. Operazione riuscitissima, che è, e rimane, “work in progress”, come rivendica la creatrice.

Abbiamo ricordato Araceli Barcenas, Alessio Fauri, Caterina Cappelli, Ilaria La Torre, Stefania Pistone, Erika Sassetti, ma sono da ricordare anche tante altre collaboratrici dello spettacolo, ad iniziare dalle giovanissime. Non me ne vorranno se non cito i nomi in dettaglio, perché altrimenti la recensione verrebbe ad essere un elenco.

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