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Categoria: Teatro
Creato Martedì, 01 Aprile 2014

AntigoneAntigone, recensione di Irene Carrubba e Eugen Galasso (n°167)

di Jean Anouilh Associazione culturale Sipario Aperto

Regia: Antonio Rugani

Interpreti: Enrica Giovannini, Rita Sartoni, Nadia Capocchini, Antonio Rugani, Donatella Bellezza, Giovanni Degli Innocenti, Sara Margheri, Marianna Panfili, Lucio Tronti, Giovan Battista Vanella, Alice Cama

Il testo, bellissimo, di Jean Anouilh (1910-1987) rilegge con grande intelligenza la tragedia sofoclea, fondata sull’opposizione tra Antigone (pietà per il fratello Polinice, condannato da Creonte) e il tiranno Creonte, con un parco di personaggi-contorno come la sorella Ismene, indecisa, la nutrice, le due guardie (due militari interessati ad altro, meri esecutori degli ordini), Emone (promesso sposo di Antigone ma anche figlio di Creonte), perennemente in bilico tra questi due personaggi.

La tragedia, quindi, riletta come dramma, con attenzione alla modernità (l’autore la scrisse nel 1941-1942, quando la Francia era invasa dai nazisti), con elementi volutamente sospesi tra antichità e modernità novecentesca, senza soluzioni nette, motivo per cui Anouilh fu ingiustamente accusato di collaborazionismo con i nazisti (l’accusa si basava anche sulla sua amicizia con il collaborazionista Robert Brasillach). Un dramma, dunque, a scatole cinesi, che cioè contiene in sé diversi temi ed elementi.

La messa in scena di Sipario Aperto delude in parte, per un parziale flop di alcune prestazioni degli attori e un ritmo che avrebbe potuto e dovuto essere più intenso; ma qui, senza voler cercare eccessive giustificazioni, il problema è di una gestione inadeguata dello spazio, in quanto una scena nella scena sarebbe stata più felice, ma, appunto, la cosa non si è realizzata.

Resta il merito, non certo da scartare, di aver affrontato un testo complesso e difficile, con risultati alterni, non sempre convincenti, ma tali da consentire in ogni caso agli spettatori di confrontarsi con problematiche importanti e non consuete e di riflettere su pietà umana e “giustizia”.

Buone le prestazioni di Nadia Capocchini (Antigone) e di Antonio Rugani (Creonte), che è anche regista dello spettacolo.

 

 

 

 

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