Stampa
Categoria: Teatro
Creato Venerdì, 01 Gennaio 2016

Leopardi GiacomoRandom Primo movimento K 626, recensione di Irene Carrubba e Eugen Galasso (n°186)

Compagnie TeatroBlu e La QuintaDanza.

Regia e voce: Nicola Benussi

Interpreti: Nicola Benussi, Stefania Bertola (anche coreografa), Veronica Cortese, Irene Pampagnin, Corinne Ventriglia

Una vera sfida (pienamente riuscita) questo “Random”: voce recitante Benussi (anche regista), teatro-danza con le interpreti Stefania Bertola, Veronica Cortese e Irene Pampagnin (la prima in costume bianco, le altre due in nero, significativamente), l’undicenne Corinne Ventriglia ad aprire e chiudere lo spettacolo con una luna di carta di riso illuminata in mano, muovendola e porgendola (simbolicamente) al “celebrante” Benussi.

Il tutto per valorizzare le poesie straordinarie di quel poeta e “mezzo filosofo” (autodefinizione) di nome Giacomo Leopardi, 1798-1837, nato a Recanati, figlio del conte Monaldo (reazionario clericale; intellettuale, comunque, dalla vastissima biblioteca) e della marchesa Adelaide Antici.

Ebbene: Leopardi viene qui potenziato dalla interpretazione di Benussi, che decostruisce con intelligenza (iterazioni a tratti volutamente ossessive, accentuazioni gridate o invece sommesse-quasi silenti di parole e gruppi vocalici, quasi fino all’ “ommm”), dal lavoro di teatrodanza delle tre danzatrici-attrici, dove, a ben vedere, nessun movimento è mai casuale, dai disegni in computer-graphic sulla parete luminosa, dall’apporto del primo movimento K 626 del Requiem mozartiano (un capolavoro della musica di ogni tempo, ultima composizione di Wolfgang Amadeus, anch’egli “bandito” da Salisburgo nel Settecento perché massone); ed ecco finalmente che il personaggio scomodo di Giacomo Leopardi, materialista e nichilista (come illustrato dagli studi di Cesare Luporini, “Leopardi progressivo” e Luigi Baldacci, “Il male nell’ordine”), assolutamente aclericale, riaffiora nella sua straordinaria forza poetica.

La personalità di Giacomo, minata anche nel fisico, emerge prepotentemente, a scanso di insegnanti di scuola media che non sapevano trasmetterne la rilevanza poetica ma anche intellettuale, e colma il lungo iato nella poesia lirica italiana, da Petrarca a Leopardi, appunto, con “Alla luna”, “A Silvia”, “Passero solitario”, “Le ricordanze”, “Canto di un pastore errante dell’Asia”, recitate e interpretate in modo finalmente adeguato, senza enfasi retorica, ma con la giusta capacità di dosare adeguatamente ogni verso, ogni parola, ogni accento. Nessuno spettatore o nessuna spettatrice potrà più risentire i versi leopardiani senza tener conto di questa proposta spettacolare di notevolissima intensità drammatica. Il “gigante” Leopardi, ancora oggi, ha da dirci e darci moltissimo, purché ci si apra all’ascolto, nel senso completo del termine, quale quello, appunto, proposto adeguatamente in e da “Random”.

 

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Random Primo movimento K 626, recensione di Irene Carrubba e Eugen Galasso (n°186) - Cenerentola Info
Joomla theme by hostgator coupons

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’utilizzo, consulta questa pagina. Cliccando su "CHIUDI" ovvero proseguendo la navigazione sul sito si presta il consenso all’uso di tutti i cookie.