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Categoria: Teatro
Creato Sabato, 01 Aprile 2017

Emmeline Pankhurst Arrested 1914Emmeline e tante altre, recensione di Irene Carrubba e Eugen Galasso

Testo, regia e interpretazione: Barbara Fingerle; musiche dal vivo di Francesco Brazzo (tastiere) e Pietro Berlanda (fiati). Organizzazione a cura della CGIL in occasione dell’8 marzo, ma non solo.

La vicenda di Emmeline Pankhurst, cittadina britannica sotto King George V tra fine Ottocento e inizio Novecento, è la storia delle Suffragettes, ossia di quelle donne coraggiose che, in quel periodo, sulla scorta dei Cahiers des Doléances (quaderni di lamentazioni) delle donne francesi durante la Rivoluzione del 1789 e poi, più sistematicamente, del Vindication of the Right of Women (rivendicazione del diritto femminile) di Mary Wollstonecraft, pensatrice britannica del Settecento, si batterono subendo il carcere, l’isolamento e il disprezzo, per il diritto di voto alle donne, considerato realizzazione dell’emancipazione femminile, contro i pregiudizi allora dominanti.

Diritto conquistato in Gran Bretagna solo alla fine degli anni Venti del Novecento (Emmeline, tra le altre, non riuscì a vedere l’emanazione della legge, essendo morta qualche settimana prima), dove bisogna considerare che, se da un lato in Nuova Zelanda era stato ottenuto già a fine Ottocento, in Italia fu riconosciuto soltanto nel 1946 (sic!), ossia dopo il crollo del fascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale, con le elezioni amministrative e il referendum sulla forma istituzionale (Repubblica contro Monarchia)...

Barbara Fingerle, coordinatrice del materiale storico, autrice del testo e attrice sola in scena, dà voce e cuore alle suffragette dell’epoca, emblematizzate nelle figura di Emmeline Pankhurst, mostrando anche le tenaci resistenze di mariti, forze dell’ordine, primi ministri ferocemente avversi alla causa. Interpretazione ottima, anche perché finalizzata in modo eccelso all’esposizione della ragioni delle donne, e in questo senso didattica.

Ma la Fingerle non è sola in scena, in quanto si avvale del valido apporto dei musicisti Francesco Brazzo e Pietro Berlanda, che suonano dal vivo, riarrangiandole, musiche inglesi e scozzesi, includendo brani come “God save the Queen”, l’inno alla regina, ma anche, sorprendentemente quanto molto efficacemente, “The Pink Panther” (la Pantera rosa) di Henry Mancini.

Lo spettacolo risulta quindi di grande efficacia comunicativa, centrando l’obiettivo che l’autrice/ attrice e le organizzatrici si proponevano.

 

 

 

 

 

 

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