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Categoria: Zirudella
Creato Lunedì, 01 Luglio 2013

Zirudella delle larghe intese, di Balanzino (n°159)

Ratto delle sabine (Nicolas Poussin 1594-1665)

 Zirudella, il Belpaese

non è nuovo a “larghe intese”.

I Romani, un dì, per primi,

s’accordaron coi Sabini,

poco dopo aver rapito,

violentato ed asservito

le ragazze più attraenti

dei vicini insediamenti.

 

Sempre in tempi assai lontani

s’accordaron coi cristiani,

e il pagano Costantino

diede tarallucci e vino

a chi prima, nell’arena,

coi leoni andava a cena.

I cristiani, certamente,

lo trovaron conveniente:

così papa e imperatore

si spartirono l’onore

di sfruttare per benino

l’artigiano e il contadino.

 

Seguì un lungo medioevo

fino a quando (che sollievo!)

arrivò Napoleone

per cacciar dalla nazione

i ladroni papalini

ed i nobili codini.

Durò poco, tuttavia,

poi la nuova borghesia

s’accordò coi reazionari

per rubare ai proletari.

 

Era pronto già il Paese

ad ampliar di più le intese,

e Benito Mussolini

si “accordò” con gli Abissini

dopo averli bombardati,

arrostiti ed asfissiati,

benedetto dal papato

proprio grazie a un “concordato”.

 

Il regime poi finì

ma rimase la DC

con la quale anche Togliatti

concordò diversi patti

che paghiamo, tutti quanti,

in fatica ed in contanti.

 

Non c’è dunque da stupirsi

se continuano a spartirsi

il denaro ed il potere

anche con il Cavaliere:

tanto ne farà le spese,

come sempre, il Belpaese

finchè resteranno in sella…

tochedai la zirudella!

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