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Categoria: Zirudella
Creato Giovedì, 01 Marzo 2007

Zirudella di Dante, di Balanzino (n°89)

Zirudella, quest’è bella!

Da annodare le budella…

 

Una cólta letterata,

donna acuta e laureata,

dice che Dante Alighieri

sviluppava i suoi pensieri

con l’aiuto stimolante

d’una droga allucinante.

 

Era, insomma, un poco "fatto".

Altrimenti, solo un matto

si sarebbe dedicato,

anche quando fu esiliato,

a un’impresa senza senso

come scrivere un immenso

testo di filosofia

camuffato da poesia.

 

Dante gran consumatore

e Virgilio spacciatore?

 

E’ una tesi originale

che però mi suona male:

per veder ciò che ha narrato,

che sostanza avrebbe usato?

Che nel pane sia caduta

una droga sconosciuta?

(Sì, perché, a quei tempi lì,

mica c’era l’el-es-di!)

 

Sarà che è una vecchia gloria,

ma non credo a questa storia:

tutt’al più in qualche occasione,

tra una rima e una canzone,

dopo aver posato il liuto,

ben mangiato e ben bevuto,

dopo aver finito il vino,

si sarà fatto uno spino

con Beatrice e con Casella…

tochedai la zirudella!

 

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