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Categoria: Cinema
Creato Domenica, 07 Marzo 2021

Locandina del film Lei mi parla ancoraLei mi parla ancora, recensione di Luca Baroncini (n°241)

di Pupi Avati 

con Renato Pozzetto, Fabrizio Gifuni, Chiara Caselli, Isabella Ragonese, Lino Musella, Stefania Sandrelli, Alessandro Haber, Serena Grandi, Gioele Dix

Esiste un cinema fuori dalle mode, sospeso nel tempo, ancorato ai ricordi di gioventù, legato ai riti di un mondo ancestrale dove il nero delle inquietudini e il candore dell’innocenza si contaminano.

È il cinema di Pupi Avati, ancora una volta personale e riconoscibile nel raccontare una storia d’amore che dura sessantacinque anni, ma forse immortale.

Che l’origine sia letteraria e ispirata a personaggi reali e noti (l’omonimo libro di Giuseppe Sgarbi, padre di Elisabetta e Vittorio) poco importa. Saperlo o non saperlo non condiziona infatti un racconto che prende la forma di un flusso di coscienza, con la realtà e la fantasia che si compenetrano nella visione del protagonista, l’ultraottantenne Nino. L’uomo ha appena perso Rina, la compagna di una vita e decide, sollecitato dalla figlia, di raccontare la sua storia a uno scrittore cinico e disilluso in cerca soprattutto di un editore che lo pubblichi. Il regista bolognese nutre da sempre una vera e propria ossessione nei confronti delle tracce di sé che si lasciano, il disperato e struggente finale di “Una gita scolastica” è lì a ricordarcelo, e l’immortalità a cui ambiscono i due innamorati di una vita intera viaggia a stretto confine con il lascito di un artista, giunto a un’età in cui sono di più i giorni vissuti di quelli da vivere, attraverso la sua opera. Una sorta di testamento artistico con cui Avati ribadisce la potenza evocativa del ricordo per mantenere viva la memoria, quella dei personaggi ma anche la sua. 

Il film scivola aggraziato e malinconico, alternando piani temporali diversi non sempre con fluidità, ma senza che ciò in fondo importi più di tanto. La messa in scena predilige il passato al presente (quei riti della campagna e della provincia che solo chi li ha vissuti è in grado di trasmettere) ed è curata e meticolosa, gli snodi narrativi invece ogni tanto si perdono, a volte ridondano, altre latitano, ma se l’insieme conquista è per quella verità che trapela dai fotogrammi e pesca nel vissuto di chi guarda. 

Come sempre lode a Pupi Avati per le scelte peculiari di cast: Renato Pozzetto è di una tenerezza infinita, Fabrizio Gifuni una conferma e si vorrebbe vedere più utilizzata la brava Chiara Caselli. Curioso, e forse non casuale, che i luoghi in cui il film è girato siano gli stessi del precedente e luciferino “Il Signor Diavolo”. Che siano due facce, opposte e complementari, di una stessa medaglia? 

Il film è disponibile in streaming su Sky / NOW TV.

 

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