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Categoria: Libri
Creato Mercoledì, 21 Luglio 2021

Giorgio BertaniGiorgio Bertani editore ribelle, recensione di Eugen Galasso (n°245)

con DVD  Verona City Lights

a cura di  Marc Tibaldi

Milano, Milieu, 2020 

Marc Tibaldi, studioso e cultore di movimenti alternativi che scrive per Carmilla, per Il Manifesto ed è anche redattore di Agenzia X, ci propone un libro a più voci e un DVD su Verona “altra”, partendo da un ritratto biografico di Giorgio Bertani, piccolo / grande editore ribelle, scomparso nel 2019, a diciotto anni dalla chiusura dell’attività cui deve la propria notorietà.  

La vita di Bertani, come si diceva, si intreccia con la sua attività editoriale e politica. Generoso da sempre, di origine proletaria, Bertani, con notevoli perdite finanziarie, è stato editore di punta della sinistra “altra” rispetto al Partito Comunista (gruppi vari di sinistra extraparlamentare, anarchici, cattolici in disaccordo con il Vaticano), pubblicando per primo in Italia autori come Paul Nizan, scrittore ma anche “filosofo eterodosso”, i più famosi pensatori Gilles Deleuze e Félix Guattari, Georges Bataille,  teorico e “poeta” dell’erotismo, Dario Fo, pubblicato dapprima in modo molto artigianale (divertente quanto racconta lo stesso Bertani nel DVD a proposito di certa simpatica faciloneria di Fo).

Naturalmente, in queste operazioni Bertani fu spesso supportato da intellettuali del calibro del filosofo Franco Rella, dell’antropologo Giovanni Battista Novello Paglianti, di Walter Peruzzi, attualmente direttore di Guerra&Pace, di Raffaella Poldelmengo, femminista della sinistra libertaria,  Carlo Rovelli, fisico e docente di quantistica, Antonio Moresco, scrittore noto (che del libro scrive buona parte, narrando dei suoi anni economicamente stentati ma “formidabili”) venuto a Verona dalla nativa Mantova, Alberto Tomiolo, scrittore, poeta, critico teatrale, Tiziana Valpiana, femminista.

Un capitolo importante del libro è dedicato al rapimento del viceconsole spagnolo nel 1962 ad opera di anarchici e antifascisti veronesi e milanesi; un altro al 1977, e qui sorge un interrogativo: chi scrive, per motivi anagrafici, ha vissuto il Sessantotto solo di riflesso, per sentito dire e per essersi documentato leggendo e studiando, mentre al 1977 magari non ha partecipato ma ne ha capito almeno qualcosa. Ora, a parte la dimensione quasi solo italiana e prevalentemente studentesca del 1977, sorge un dubbio. Leggendo (lo si trova anche in questo libro) il famoso, generoso ma “svolazzante” manifesto degli intellettuali francesi (Deleuze, Guattari, Jean-Paul Sartre,  Michel Foucault, Roland Barthes, Philippe Sollers, Claude Mauriac e altri) ci si accorge di come la generalizzazione fosse notevole, a proposito dell’analisi della situazione politica italiana: sembra, dal documento, che la repressione poliziesca in Italia fosse di stampo ancora fascista, che il compromesso storico tra DC e Partito Comunista fosse ormai attuato, quando invece stava emergendo il PSI craxiano, antidemocristiano (ma non troppo) e anticomunista…

Bella, anche in virtù del DVD, l’analisi della situazione sociale e politica veronese, fatta di grande generosità di chi non accettava il potere dominante della destra cattolica, dove emerge il ruolo degli anarchici ma soprattutto quello di una sinistra extraparlamentare fatta di lotte intestine spinte all’eccesso (un gruppo contro l’altro, senza raccordi, neppure in occasione di manifestazioni importanti). 

Un libro  e un DVD che sono (definizione deleuziana) o vogliono essere, un “ordigno mitopoietico”, che vuole rivolgersi al futuro cercando di capire il passato. Un libro che lascia aperti tanti interrogativi e fa bene a non volerli risolvere (il racconto autobiografico di Moresco, in questo senso, è esemplare).

Come si suol dire, da leggere, vedere e ascoltare.

 

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