recensione di Luca Baroncini;

di Thea Sharrock, con Sacha Baron Cohen, Rosamund Pike, Charles Dance, Emily Mortimer.
Sono soprattutto due i generi che riescono a farsi specchio della contemporaneità, rappresentandola in modo deformato per mostrarne le contraddizioni: l’horror e la commedia.
“Ladies First” rientra tra le commedie genere sempre più appannaggio dello streaming (speriamo che con il successo de “Il diavolo veste Prada 2” torni con più frequenza in sala) e prende di mira le derive della cultura patriarcale.
Al centro del racconto c’è il manager super maschilista di un’importante agenzia di comunicazione che di colpo, per una sorta di strano incantesimo, si trova catapultato in un mondo al contrario, dove tutto ciò che di solito fanno e pensano gli uomini viene invece fatto e pensato dalle donne.
Sono quindi le donne a detenere il potere in ogni campo e a occupare ruoli decisionali, sono le donne a fare battute sessiste sul lavoro ai colleghi maschi e sottoposti, sono le donne a strusciarsi sull’autobus contro uomini che sopportano in silenzio. Tutto è virato al femminile nel mondo capovolto messo in scena da Thea Sharrock, affermata regista teatrale passata al cinema con il successo di “Io prima di te”; anche i protagonisti dei libri (“Donna Chisciotte”, “La signora degli anelli” e “Harriet Potter”) mi hanno fatto molto ridere.
Il protagonista, e noi con lui, sperimentando in prima persona le difficoltà di trovare spazio in un mondo a senso unico, capirà i limiti del suo agire e proverà a porvi rimedio.
Tutto leggero, scorrevole, ironico, basato sul capovolgimento di stereotipi, diretto senza particolari guizzi ma con grande scorrevolezza e interpretato con apprezzabile misura dal di solito eccessivo Sacha Baron Cohen e da una sempre carismatica Rosamund Pike.
La commedia scivola quindi piacevolmente, ma nel ribaltamento dei ruoli e nella pungente critica al presente lascia un unico, grande, dubbio: siamo sicuri che se le donne avessero il potere lo userebbero nello stesso modo in cui lo usa il genere maschile? Non è una visione divertente nelle implicazioni che determina, ma anche un po’ semplicistica e sotto sotto maschilista?
C’è da pensarci su.
Si tratta del remake del film francese del 2018 “Non sono un uomo facile”, di Eléonore Pourriat, e sono entrambi disponibili su Netflix.