recensioni di Luca Baroncini

Foto da "Illusione" di Francesca Archibugi

C’era un tempo, per fortuna remoto, in cui il periodo di Pasqua rappresentava l’ultima fiammata di grandi titoli prima della pausa estiva che cominciava a palesarsi già in primavera. Ora che i tentativi di fare durare la stagione cinematografica dodici mesi sono più di una ipotesi e in estate i cinema restano aperti (almeno in parte, e soprattutto per i colossi d’oltreoceano), il weekend pasquale è un fine settimana non troppo dissimile dagli altri, solo con maggiore potenziale, perché le scuole sono chiuse e molti sono in ferie, quindi la ricerca di forme di svago è maggiore.

L’offerta è ampia e varia. Gli incassi sono garantiti da  Super Mario Galaxy, seguito di  Super Mario Bros, per me tremendo ma è stato un grandissimo successo in tutto il mondo, Italia compresa, si suppone perciò che sarà presa d’assalto anche la seconda parte. C’è interesse anche nei confronti di The Drama – Un segreto è per sempre,  perché Robert Pattinson e Zendaya, qui coppia in procinto di sposarsi ma in crisi per l’emergere di verità inconfessabili, sono celebrità molto seguite dal pubblico (anche se più sui social che nei film che interpretano).

L’Italia schiera Pif alla regia di … che Dio perdona a tutti, Francesca Archibugi con Illusione e Il  Vangelo di Giuda di Giulio Base. Il primo è Pif all’ennesima potenza (oltre che regista è anche protagonista e sceneggiatore dal suo omonimo libro) e racconta di un uomo ordinario e mite che vede la sua vita scuotersi dal torpore quando inizia una relazione con una donna fervente cattolica. Illusione trae invece ispirazione da un fatto di cronaca, il ritrovamento di una ragazza moldava in un fosso, creduta inizialmente morta, ed è una sorta di thriller d’autore con un solido cast che comprende Jasmine Trinca, Michele Riondino, Vittoria Puccini e Filippo Timi. Il Vangelo di Giuda  adotta invece il punto di vista di Giuda per rileggere i Vangeli da una prospettiva diversa da quella tradizionale affrontando tematiche legate alla fede, al destino e all’identità. 

Il periodo pasquale favorisce l’uscita di film incentrati sulla religione. Lo è anche  Los Domingos, vincitore come migliore film al Festival di San Sebastian e ai premi Goya (massimo riconoscimento cinematografico spagnolo), ma da un’angolazione ancora diversa. La protagonista è infatti una diciassettenne che sente la vocazione e vuole diventare suora di clausura. Decide di seguirla e questo spiazza la sua amorevole famiglia creando conflitti molto forti. La cosa interessante è che il film non abbraccia nessuna tesi, ma lascia liberi i personaggi, e noi con loro, di approfondire le proprie ragioni sviscerando la complessità sottesa a una decisione così vincolante, non indolore e a lungo termine, in un’età così ancora piena di dubbi e incertezze come l’adolescenza. Se doveste riuscire a vedere un solo film nel mese di aprile, Los Domingos è la scelta giusta. Ed è religioso, da un altro punto di vista ancora, anche Teresa – La madre degli ultimi, in cui Noomi Rapace, diretta dalla regista macedone Teona Strugar Mitevska, interpreta Madre Teresa di Calcutta; non si tratta di un biopic tradizionale, però, la futura santa viene infatti colta nel momento in cui si accinge a fondare un nuovo ordine monastico e sta cercando qualcuno che la possa sostituire alla guida del convento delle suore di Loreto. 

Di tutt’altro tenore sono infine È l’ultima battuta? e Lo straniero. Il primo è l’ultima regia di Bradley Cooper e racconta di un uomo che affronta il divorzio e la crisi di mezza età provando a costruirsi una nuova vita da stand-up comedian (qualche tempo fa avremmo detto cabarettista). Lo straniero è invece la trasposizione, in un bianco e nero suadente e con echi di contemporaneità, dell’omonimo romanzo esistenziale di Albert Camus da parte del prolifico regista francese François Ozon.