di Luciano Nicolini

In Italia i fascisti sono al governo. La Germania si riarma. In tutta l’Europa dilaga l’antisemitismo.

Siamo nel 2025

I fascisti partecipano, e da tempo, al governo del nostro paese. Lo stato tedesco si sta riarmando.  L’antisemitismo si diffonde ovunque.

Sembrerebbe di essere tornati negli anni trenta del Novecento. Invece siamo nel 2025.

Fascismo o postfascismo?

Di solito sono molto cauto nel parlare di “fascismo” al di fuori del suo contesto storico. Questo movimento nacque in Italia negli anni successivi alla prima guerra mondiale. E dall’Italia venne velocemente esportato in tutto il mondo.

Oggi molte persone parlano di fascismo con riferimento a qualunque movimento reazionario (ad esempio, con riferimento alle milizie della jihad islamica). Non sono sicuro che ciò sia corretto.

Ma, per quanto riguarda l’Italia, esiste un filo nero che collega il fascismo del periodo tra le due guerre mondiali a quello della cosiddetta Repubblica Sociale Italiana, al “Movimento Sociale Italino” di Giorgio Almirante, al partito politico attualmente denominato “Fratelli d’Italia”.

Si tratta di una constatazione innegabile.

Con questo non intendo sostenere che Giorgia Meloni sia fascista (da anni, lei ed altri suoi sodali hanno preso le distanze da quella vergognosa esperienza), ma non vi è dubbio che, nel partito che dirige, molti siano ancora palesemente fascisti.

Il riarmo della Germania

Tornando agli accadimenti del Novecento, il primo paese ad importare dall’Italia il fascismo fu la Germania. Tanto che, agli inizi della sua avventura, Hitler veniva chiamato, in tono di scherno, “il piccolo Mussolini”.

Giunto al potere, fu artefice di un formidabile riarmo dello stato tedesco.  E  soltanto  per  mezzo  di  un conflitto sanguinoso quanto devastante gli Alleati riuscirono a soffocare il suo delirio di onnipotenza. Quindi stabilirono che, da quel momento, la Germania avrebbe potuto riarmarsi soltanto in misura limitata.

I suoi governanti hanno a lungo pazientato. Ma ora, dopo che Trump ha dichiarato che i paesi europei devono spendere di più in armi (continuando però a collaborare con gli Stati Uniti d’America), hanno colto al volo l’occasione.

Negli ultimi anni, infatti, la Germania è stata tra i principali acquirenti di armi statunitensi, collocandosi   tra   i   maggiori importatori mondiali di armi “made in USA” accanto a Polonia e Giappone.

Il Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) segnala che, tra il 2020 e il 2024, i Paesi europei membri della Nato hanno acquistato dagli Stati Uniti il 64% delle proprie forniture militari, e Donald Trump, ovviamente, vorrebbe che tale tendenza proseguisse.

Ma è di pochi giorni fa la notizia che questa volta il governo tedesco si servirà, per la sua imponente campagna di riarmo, principalmente dell’industria europea, con appena l’8 % degli acquisti riservato a sistemi d’arma statunitensi.

Il governo degli USA aveva sempre considerato la Germania un cliente privilegiato nel mercato delle esportazioni militari, con oltre 17 miliardi di dollari di vendite autorizzate tra il 2020 e il 2024. Ed è assai seccato del fatto che la Germania si stia orientando verso una strategia di autonomia europea: una scelta, quest’ultima, che per l’Italia potrebbe avere, nel medio periodo, ricadute positive. Ma che inquieta non poco…

L’antisemitismo

Ancor più inquieta il rilancio, in grande stile, dell’antisemitismo, mai sconfitto  del tutto e tornato prepotentemente di moda in Europa.

Gli Ebrei, è noto, come gli Zingari e gli anarchici, sono antipatici a molta gente e, pertanto, ben si prestano, all’occasione, ad essere incolpati di tutti i mali del mondo, comprese le violenze che spesso subiscono.

Mi sono chiesto più volte che cosa accomuni questi tre gruppi umani così diversi tra loro (“gruppi umani”: gli Ebrei non sono una “razza”, come non lo sono gli Zingari e, tantomeno, gli anarchici!). Probabilmente li accomuna il fatto di essere poco propensi a conformarsi agli stili di vita dominanti; il che li rende assai poetici nelle canzoni («Che colpa ne ho se il cuore è uno Zingaro e va. Catene non ha, il cuore è uno Zingaro  e  va», cantava Nada Malanima; «Avec ma gueule de métèque, de juif errant, de pâtre grec», il fascinoso Georges Moustaki)*. Tale scarsa propensione al conformismo li rende anche, talvolta, osannati come artisti (si pensi alla fama guadagnata dal grande cantautore anarchico Fabrizio De André), ma, più in generale, assai fastidiosi.

Del resto, come dice Guccini, «per chi non è abituato, pensare è sconsigliato», ed «è bene essere un poco diffidente per chi è un po’ differente».

Speriamo solo che questa diffidenza nei confronti dei “differenti” non si tramuti, come avvenne negli anni trenta del Novecento, in un progetto di sterminio approvato dalla maggioranza della popolazione.

Ce lo auguriamo pensando agli Ebrei, agli Zingari e soprattutto, egoisticamente, pensando agli anarchici!

* Letteralmente: «Con la mia faccia da straniero, da Ebreo errante, da pastore greco». Diventato, nella versione italiana, il cui disco vendette nel 1969 centinaia di migliaia di copie: «Con questa faccia da straniero, sono soltanto un uomo vero».

(Evidentemente il traduttore ritenne opportuno evitare il riferimento all’Ebreo errante).