di Luca Baroncini

Non se ne parla tantissimo, ma stanno avendo un peso sempre più rilevante le riedizioni al cinema di film del passato. Ultimamente ce n’è davvero per tutti i gusti, con uscite in grande stile, spesso organizzate come eventi, quindi disponibili in sala solo per pochi giorni. Una scelta che si è rivelata vincente perché consente di concentrare l’interesse della nicchia di appassionati che rispondono il più delle volte all’appello con entusiasmo.
Ovviamente dipende dai film, dalla loro popolarità e dalla capacità delle distribuzioni di raggiungere il target di riferimento, operazione non sempre facile, ma i risultati sono in crescita e dimostrano come uno dei modi per mantenere vivo l’interesse nei confronti del cinema sia anche quello di proporre riedizioni di film del passato. Ci si vuole sentire al centro del mondo, perlomeno del proprio, e celebrare un film che si ama al cinema, insieme ad altre persone che non si conoscono ma che condividono lo stesso sentire, è un rito che ci ricorda la magia del cinema. Tutt’altra cosa rispetto al divano di casa in cui è tutto più piccolo, anche le emozioni suscitate dall’ennesima visione. Non si cerca quindi sempre la novità, ma anche la cosa che si conosce già per viverla sotto una luce nuova, quella dell’evento celebrativo.
In alcuni casi l’appuntamento in sala, previsto soprattutto nei giorni feriali (e sarebbe importante che si continuasse così per evitare che le riedizioni sottraessero spazio alle novità), è ormai diventato una consuetudine. Pensiamo a Frankenstein Junior, proposto già più volte con successo e ad Halloween con l’invito ad andare in sala vestiti come i personaggi del film, oppure al “Ritorno al futuro Day”, ormai appuntamento fisso del 21 ottobre di ogni anno. Perché proprio quella data? Perché il 21 ottobre 2015 è la data esatta in cui Marty McFly e Doc arrivano nel futuro nel secondo film, un’occasione imperdibile per creare un giorno commemorativo per l’intera saga. Il 21 ottobre 2025 Ritorno al futuro è stato il maggiore incasso della giornata con 355 mila euro. E sono vari i titoli che in questo traballante inizio di stagione sono riusciti a imporsi all’attenzione del pubblico, da Harry Potter e il calice di fuoco, riproposto a fine estate e capace di incassare circa 640 mila euro, al classico di animazione giapponese La tomba delle lucciole, il cui successo è stato tale (anche lui circa 640 mila euro) che alcune sale hanno continuato a proporlo anche al termine dei giorni in cui era previsto come evento. Una vera sorpresa, poi, il riscontro per un film come Mamma ho perso l’aereo, capace di incassare nel mese di dicembre, in appena quattro giorni, qualcosa come 1,2 milioni di euro. E anche film che hanno avuto incassi minori, come Inception, Quei bravi ragazzi, Lo squalo, la saga di Twilight, Arancia meccanica, Mulholland Drive e Rocky Horror Picture Show, sono stati in grado di ottenere in pochi giorni un numero di spettatori significativo.
A sostegno di questa tendenza è anche il risultato ottenuto dal cinema Modernissimo di Bologna, la cui programmazione si concentra soprattutto su film d’epoca, restauri e classici e che, per il secondo anno consecutivo (ha aperto a novembre 2023), ha vinto il Biglietto d’oro come monosala che ha venduto più biglietti in Italia.
C’è chi in questo modo di vivere la sala vede ulteriore conferma della morte del cinema tradizionale, chi invece lo interpreta come un valore aggiunto perché aggancia una parte di pubblico che magari al cinema non andrebbe, facendogli capire che davanti a un grande schermo è tutta un’altra cosa.
Io propendo per quest’ultima tesi e penso che a dispetto delle Cassandre che vedono grigio ovunque, e dei problemi che il cinema sta affrontando (in Italia la paralisi dei finanziamenti previsti dalla nuova Legge di Bilancio sta generando sfiducia e ritardo nei progetti), si tratta di una ulteriore riprova che la sala cinematografica è viva e non si arrende. Voi cosa ne pensate?