recensione di Luciano Nicolini

di Olivier Assayas (dal romanzo di Giuliano da Empoli) con Paul Dano, Alicia Vikander, Tom Sturridge, Will Ken, Jeffrey Wright e Jude Law 

Copertina del film "Il mago del Cremlino"

Un documentario?

No. Si tratta soltanto di un romanzo.

Un film di parte?

Sì, certamente. Gli autori mostrano in modo chiaro di non nutrire alcuna simpatia per Putin (e come dar loro torto?)

Propaganda di guerra?

Non direi, anche se, indubbiamente, a proposito del conflitto in corso tra Russia e Ucraina, vengono attribuiti allo “zar” anche crimini che forse non ha commesso.

Si tratta di una pellicola che racconta la scalata al potere di Putin, e come da tanti anni lo stia mantenendo.

Molto interessanti le descrizioni della Russia negli anni che hanno immediatamente seguito la caduta del regime bolscevico, dell’emergere di una oligarchia ignorante e corrotta, delle umiliazioni subite dai Russi ad opera del governo degli Stati Uniti d’America, dei sentimenti sui quali ha fatto leva Putin per raggiungere e consolidare il proprio potere, dei mezzi che ha utilizzato e che continua a utilizzare per ottenere il consenso.

Il tutto condito con acute considerazioni sulla vita e sulla politica: un film da non perdere.